Difterite a Palermo, dieci familiari positivi dopo la morte della piccola Anna Rosa: scatta la ricerca del paziente zero

L'indagine epidemiologica dell'Asp per fermare il possibile focolaio: sotto osservazione una quarantina di persone dopo il decesso della bambina di 4 anni e mezzo

Sono dieci i familiari risultati positivi alla difterite dopo la morte della piccola Anna Rosa, la bambina di 4 anni e mezzo deceduta nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto all’Ospedale dei Bambini di Palermo a causa della malattia contro la quale non era stata vaccinata. Il caso ha riacceso l’attenzione su una patologia che in Italia era stata drasticamente ridotta proprio grazie alla prevenzione vaccinale e ha fatto scattare una vasta indagine epidemiologica dell’Asp 6 di Palermo. L’obiettivo principale degli specialisti è ora quello di ricostruire la catena del contagio, individuare il possibile paziente zero e impedire che la diffusione possa allargarsi. Le verifiche stanno coinvolgendo i familiari della bambina, ma anche tutte le persone che potrebbero essere entrate in contatto con il nucleo familiare e con il possibile focolaio. La vicenda, oltre agli accertamenti sanitari, è al centro anche di un’inchiesta della Procura dei minori, che sta valutando gli aspetti legati alla potestà genitoriale dopo la scelta dei genitori di non sottoporre la bambina alla vaccinazione contro la difterite.

Difterite a Palermo, dieci positivi tra i familiari della bambina morta

La positività riscontrata in circa dieci familiari di Anna Rosa riguarda soprattutto bambini, ma secondo le informazioni disponibili nessuno dei soggetti coinvolti sarebbe in condizioni gravi. Il motivo sarebbe legato alla protezione garantita dalla vaccinazione: chi ha ricevuto il vaccino può comunque entrare in contatto con il batterio della difterite, ma generalmente sviluppa una forma molto più lieve della malattia. È il caso del cuginetto della bambina, ricoverato nei giorni scorsi ma non considerato in pericolo proprio perché vaccinato. La sua situazione sarebbe in miglioramento. La differenza rispetto alla piccola Anna Rosa è stata determinata dalla mancata immunizzazione. Non essendo vaccinata, la bambina avrebbe contratto una forma particolarmente aggressiva della difterite, con conseguenze gravissime nonostante tutti i tentativi messi in campo dai sanitari.

Il sospetto dei sanitari: la profilassi antibiotica e i controlli sui familiari

Uno degli aspetti al centro degli accertamenti riguarda il rispetto della profilassi antibiotica prescritta alle persone entrate in contatto con il caso. Secondo quanto emerge dalle verifiche, il timore dei sanitari è che alcuni familiari possano non aver seguito correttamente il percorso indicato. La positività emersa nei tamponi avrebbe infatti spinto l’Asp ad aumentare i controlli e a verificare direttamente l’assunzione delle terapie previste. In alcuni casi, per garantire la corretta somministrazione del farmaco, gli operatori sanitari sarebbero intervenuti personalmente. Dopo la morte della bambina, anche gli altri quattro figli della coppia, inizialmente non vaccinati, hanno ricevuto le dosi previste su disposizione dell’Asp di Palermo. La rete di sorveglianza è stata estesa anche ai sanitari, agli investigatori e a tutte le persone che hanno avuto contatti con la famiglia durante i giorni dell’emergenza.

La corsa per individuare il paziente zero della difterite

Parallelamente alle attività di prevenzione, prosegue la ricerca del paziente zero, ovvero la persona dalla quale potrebbe essere partito il contagio. Gli specialisti stanno analizzando una platea di circa quaranta persone considerate potenzialmente coinvolte. Tra le ipotesi iniziali ci sarebbe anche quella di un possibile portatore sano, cioè una persona vaccinata che potrebbe aver contratto il batterio senza sviluppare una forma grave della malattia, trasmettendolo inconsapevolmente. Secondo le ricostruzioni, i sospetti si sarebbero concentrati anche su un conoscente della famiglia, reduce da un viaggio e successivamente entrato in contatto ravvicinato con Anna Rosa. La ricerca del punto di origine del contagio è fondamentale per interrompere la catena epidemiologica e prevenire ulteriori casi.