Elon Musk svela il vero motivo dietro il lancio della Tesla Roadster nello Spazio

Dopo anni di speculazioni, il CEO di SpaceX rivela perché ha deciso di spedire la sua auto personale nel vuoto cosmico, mentre si prepara al debutto del nuovo modello e a traguardi storici per i razzi Starship

Nel lontano 2018 il mondo intero rimase incollato agli schermi per assistere a uno degli eventi più bizzarri e affascinanti della storia dell’esplorazione aerospaziale, quando un vettore portò oltre l’atmosfera terrestre un’automobile rossa fiammante con a bordo un manichino vestito da astronauta. Da allora, in molti si sono chiesti quale fosse il reale motivo dietro una scelta così eccentrica e spettacolare. A distanza di anni, il visionario imprenditore Elon Musk ha finalmente deciso di rompere il silenzio e svelare i retroscena di quella missione memorabile, spiegando i veri motivi che hanno spinto la sua azienda a compiere questo gesto audace. Attraverso un recente intervento, il magnate ha confermato i sospetti di molti esperti del settore, regalando nuovi e intriganti dettagli su quello che ormai è considerato un pezzo di cultura pop delle missioni verso lo Spazio profondo.

Il motivo del lancio: un rischio troppo alto per carichi preziosi

La decisione di lanciare la vecchia Tesla Roadster personale di Elon Musk in orbita tra la Terra e Marte ha una spiegazione estremamente pratica. In una recente interazione su X, rispondendo a un video pubblicato dall’account Tesla Owners Silicon Valley, l’amministratore delegato ha spiegato senza mezzi termini che le probabilità di fallimento di quel volo erano considerate altissime. L’azienda aerospaziale aveva la necessità di utilizzare un carico di prova per testare le capacità del razzo Falcon 9, tuttavia la dirigenza ha preferito non rischiare di disintegrare attrezzature scientifiche o satelliti dal valore inestimabile in caso di esplosione. La scelta è quindi ricaduta sull’automobile di Musk, un oggetto certamente singolare e appariscente, ma in fin dei conti sacrificabile. Al volante della vettura è stato posizionato un manichino in tuta spaziale, mentre all’interno dell’abitacolo è stata inserita una copia del celebre romanzo “Guida galattica per gli autostoppisti” di Douglas Adams.

Pochissime persone sanno che il motivo per cui abbiamo lanciato la mia vecchia Tesla Roadster in orbita attorno alla Terra e a Marte è che la probabilità di fallimento era molto alta e non volevamo rischiare nulla di valore“, ha scritto Musk su X.

La nuova generazione di automobili e i propulsori aerospaziali

Mentre la vettura originale continua a fluttuare silenziosamente nel Sistema Solare, l’attenzione si sta rapidamente spostando sulla prossima iterazione del veicolo sportivo. Da molto tempo si discute del debutto del nuovo modello, e l’azienda sembra ormai giunta alle fasi finali per una presentazione ufficiale, che secondo le indiscrezioni dovrebbe tenersi proprio in Texas questo mese. Questa nuova auto promette prestazioni rivoluzionarie grazie a una collaborazione tecnologica diretta tra il mondo automobilistico e quello dei lanci orbitali. Il veicolo dovrebbe infatti essere equipaggiato con un innovativo sistema di propulsori a gas freddo, sviluppato in sinergia tra le due compagnie, capace di far letteralmente sollevare la vettura da terra per brevi istanti.

Intelligenza artificiale e nuovi record di lanci

Le ambizioni dell’imprenditore si spingono costantemente oltre i limiti attuali. La sua azienda aerospaziale ha recentemente stretto una partnership con il colosso dei microchip NVIDIA per portare le intelligenze artificiali di nuova generazione in orbita. L’obiettivo dichiarato è lanciare un server basato sul chip Vera Rubin, appositamente ottimizzato per resistere alle rigide condizioni del cosmo, entro il 4° trimestre del 2027. Questa struttura presenterà un design decisamente più denso e leggero rispetto agli standard. Nel frattempo, Musk ha delineato traguardi eccezionali, puntando a raggiungere l’incredibile cifra di 10mila lanci annuali del razzo Starship entro la fine del decennio, approfittando anche di una spinta favorevole alle politiche del settore da parte dell’amministrazione del presidente Donald Trump. A breve termine, potremmo assistere a una manovra ingegneristica senza precedenti: il tentativo di catturare al volo lo stadio superiore del razzo durante il 14° volo di prova, un evento previsto per i prossimi mesi.