La lotta agli incendi boschivi si trova davanti a una delle sue principali criticità: la carenza di mezzi aerei antincendio, a partire dai Canadair, velivoli fondamentali per intervenire nelle aree più difficili da raggiungere. A lanciare l’allarme è il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che ha affrontato il tema durante il suo intervento in videocollegamento a “La Piazza – Il Bene Comune”, la rassegna curata da Affaritaliani in corso a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Secondo il ministro, l’emergenza non riguarda soltanto l’Italia, ma coinvolge l’intero continente europeo, che negli ultimi decenni non avrebbe investito abbastanza nel rafforzamento della flotta aerea destinata allo spegnimento degli incendi. Una situazione che, soprattutto durante le stagioni caratterizzate da ondate di caldo, siccità e condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme, rischia di rendere più complessa la risposta alle grandi emergenze.
Musumeci: “gli incendi non si spengono dal cielo, ma nelle zone impervie l’intervento aereo è indispensabile”
Nel suo intervento, Nello Musumeci ha sottolineato come l’impiego dei velivoli rappresenti solo una parte della strategia necessaria per contrastare i roghi, ribadendo il ruolo fondamentale delle squadre impegnate a terra. “Gli incendi -dice il ministro- non si spengono dal cielo: servono tanti mezzi e tanta competenza a terra. Ma nelle zone particolarmente impervie l’intervento aereo diventa indispensabile”, ha spiegato Musumeci, evidenziando come i Canadair restino uno strumento decisivo quando le caratteristiche del territorio rendono difficili o impossibili le operazioni delle squadre terrestri. Il ministro ha poi puntato il dito contro la carenza di una programmazione europea sulla gestione della flotta antincendio. “L’Unione europea, paradossalmente, da quarant’anni non si è mai preoccupata di alimentare la flotta aerea antincendio”, ha dichiarato. Una mancanza che, secondo Musumeci, pesa oggi sulla capacità dei Paesi europei di fronteggiare contemporaneamente più emergenze legate agli incendi boschivi.
La flotta europea dei Canadair è insufficiente: i numeri dell’emergenza
Il ministro ha indicato nel Canadair il mezzo più efficace per affrontare gli incendi di maggiore complessità, soprattutto in presenza di montagne, aree boscate e zone difficilmente accessibili. “L’Unione europea ne ha complessivamente 14, che vengono impiegati a supporto dei Paesi che ne fanno richiesta. La Francia ne possiede 12, ma solo sette sono utilizzabili; l’Italia ne ha meno di venti e non tutti sono pienamente efficienti”, ha affermato Musumeci. Una situazione che mette in evidenza una disponibilità limitata rispetto alle esigenze di un continente sempre più esposto al rischio incendi. Negli ultimi anni, infatti, il fenomeno ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, con roghi capaci di interessare vaste aree in tempi molto rapidi e con conseguenze pesanti sul patrimonio ambientale. Musumeci ha ricordato di aver affrontato la questione anche a livello europeo, subito dopo il suo insediamento al ministero della Protezione civile, chiedendo un confronto con l’azienda produttrice dei velivoli per aumentare la disponibilità di nuovi mezzi. “Tutti i Paesi membri chiedono nuovi velivoli e il risultato è che per averne tre dobbiamo attendere quattro anni. Questo la dice lunga sulla cultura della prevenzione”, ha sottolineato il ministro.
Due nuovi velivoli in Puglia per garantire la copertura dell’intera fascia adriatica
Sul fronte nazionale, il governo ha deciso di rafforzare la presenza dei mezzi antincendio disponendo due velivoli in Puglia. Una scelta che, secondo Musumeci, non sarà limitata al solo territorio regionale, ma avrà una funzione strategica più ampia. “Non serviranno soltanto alla Puglia, ma garantiranno la copertura dell’intera fascia adriatica”, ha spiegato il ministro, evidenziando il ruolo di questi mezzi nella gestione delle emergenze lungo un’area particolarmente esposta al rischio di incendi durante i mesi più caldi. Il potenziamento della flotta rappresenta però soltanto una parte della risposta necessaria. Per Musumeci, infatti, la prevenzione resta l’elemento centrale per ridurre l’impatto dei roghi e limitare i danni al territorio.
Prevenzione e manutenzione del territorio restano la sfida principale contro gli incendi
Nonostante l’utilizzo di tecnologie sempre più avanzate, come droni e videocamere di sorveglianza, il ministro ha ribadito che il controllo totale del fenomeno resta estremamente difficile. “Sugli incendi l’Italia, e non solo l’Italia, è spesso costretta ad alzare bandiera bianca. E questo lo dico con molto dispiacere perché la natura stessa della calamità non consente un controllo preventivo efficace, pur avendo a disposizione droni e videocamere: c’è bisogno soprattutto di prevenzione”, ha concluso Musumeci. La gestione degli incendi boschivi continua dunque a rappresentare una delle principali sfide per la sicurezza ambientale. Oltre ai mezzi aerei, il rafforzamento della manutenzione del territorio, la cura delle aree boschive e una maggiore capacità di prevenzione restano elementi fondamentali per affrontare un fenomeno sempre più complesso e difficile da contenere.


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