Eni e Sonatrach rafforzano ulteriormente la propria collaborazione in Algeria puntando con maggiore decisione sulla decarbonizzazione del settore Oil & Gas e sulla riduzione delle emissioni associate alle attività energetiche. Le due società hanno firmato un nuovo protocollo d’intesa, destinato ad ampliare la cooperazione già avviata negli ultimi anni attraverso la promozione di iniziative concrete per la diminuzione delle emissioni, facendo ricorso alle migliori pratiche internazionali applicate al comparto petrolifero e del gas. L’intesa rappresenta un nuovo passo nella partnership tra la compagnia energetica italiana e Sonatrach, società energetica nazionale algerina, e amplia significativamente gli ambiti di intervento, introducendo anche iniziative dedicate alla rimozione naturale della CO₂ e a un monitoraggio ancora più strutturato delle emissioni di metano.
Dal protocollo del 2023 al nuovo accordo sulla decarbonizzazione
Il nuovo Memorandum d’intenti costituisce l’evoluzione del percorso iniziato nel gennaio 2023, quando Eni e Sonatrach avevano sottoscritto un protocollo d’intesa triennale concentrato sulla riduzione del flaring del gas, sulla valorizzazione del gas recuperato e sulla mitigazione delle emissioni generate dalle attività upstream in Algeria. Il nuovo accordo parte dai risultati ottenuti con quella collaborazione e ne estende ulteriormente il perimetro. L’obiettivo è intervenire su più fronti contemporaneamente, combinando tecnologie, sistemi di monitoraggio, formazione del personale e progetti ambientali per rendere progressivamente meno emissive le attività legate alla produzione di petrolio e gas nel Paese nordafricano.
Forestazione e rimozione naturale della CO₂ tra i nuovi progetti
Una delle principali novità riguarda la cooperazione su iniziative destinate alla rimozione naturale dell’anidride carbonica dall’atmosfera. Eni e Sonatrach lavoreranno infatti allo sviluppo di progetti di forestazione, introducendo così nel rapporto tra le due società un nuovo filone di attività direttamente collegato alla capacità degli ecosistemi naturali di assorbire CO₂. Si tratta di un ampliamento significativo rispetto agli interventi prevalentemente tecnologici e industriali messi in campo nella prima fase della partnership, perché affianca alle misure di riduzione delle emissioni alla fonte anche iniziative destinate alla rimozione del carbonio.
Emissioni di metano, monitoraggio secondo gli standard internazionali
Un altro pilastro del nuovo accordo riguarda le emissioni di metano, considerate uno degli elementi centrali delle strategie di decarbonizzazione del settore Oil & Gas. Le due società rafforzeranno le attività di monitoraggio, quantificazione e riduzione delle emissioni di metano, adottando i principali standard internazionali applicati al settore. L’obiettivo è migliorare ulteriormente la capacità di individuare le sorgenti emissive, misurarne l’entità e intervenire con attività mirate di riduzione, consolidando contemporaneamente procedure operative e competenze tecniche direttamente negli asset algerini.
Il lavoro avviato nel 2023 tra formazione, analisi e interventi sul campo
La collaborazione sviluppata nell’ambito dell’accordo del 2023 ha già consentito a Eni e Sonatrach di strutturare un articolato programma di attività congiunte. Il percorso ha compreso analisi tecniche, iniziative di capacity building e visite operative sul campo, con un duplice obiettivo: individuare nuove opportunità per ridurre le emissioni di gas serra e di metano e formare tecnici capaci di effettuare in autonomia le misurazioni direttamente negli impianti. L’attività di formazione assume una particolare rilevanza perché permette di trasformare le iniziative inizialmente svolte congiuntamente in procedure che possono successivamente essere applicate in maniera continuativa dagli stessi operatori presenti sul territorio.
Flaring, venting, efficienza energetica e rinnovabili
Il programma sviluppato dalle due compagnie ha permesso di identificare potenziali iniziative in numerosi settori. Tra questi rientrano la riduzione delle emissioni fuggitive, la diminuzione delle emissioni generate dal venting, il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti e lo sviluppo di nuovi progetti legati alle energie rinnovabili. Un ruolo importante continua inoltre a essere occupato dalla riduzione del gas flaring, cioè la combustione in torcia del gas associato alle attività di produzione, uno dei principali ambiti su cui era stato costruito il protocollo firmato nel 2023. La collaborazione comprende anche la valutazione di opportunità nel campo della cattura, utilizzo e stoccaggio della CO₂, indicata con l’acronimo CCUS, tecnologia studiata per intercettare l’anidride carbonica prodotta dai processi industriali e impedirne il rilascio diretto nell’atmosfera.
Monitorati 800 chilometri di pipeline e circa 7.500 punti
Tra i risultati concreti già ottenuti spicca una vasta campagna di Leak Detection and Repair (LDAR) condotta congiuntamente dalle due società. Eni e Sonatrach hanno effettuato controlli lungo 800 chilometri di pipeline, monitorando complessivamente circa 7.500 punti. L’attività ha consentito di conseguire una significativa riduzione delle emissioni fuggitive, ossia delle dispersioni involontarie di gas che possono verificarsi lungo tubazioni, valvole, raccordi, componenti e apparecchiature utilizzate nelle infrastrutture energetiche. Le campagne LDAR rappresentano uno degli strumenti principali per individuare rapidamente eventuali perdite e programmare interventi di riparazione mirati.
Le campagne LDAR ora vengono svolte autonomamente
Il progetto ha prodotto anche un risultato strutturale sul fronte delle competenze. Le campagne di misurazione LDAR vengono infatti oggi condotte autonomamente e su base regolare in tutte le joint venture operate congiuntamente da Eni e Sonatrach. Il passaggio da campagne realizzate insieme a un sistema di monitoraggio autonomo e continuativo dimostra come il programma non sia stato limitato a singoli interventi, ma abbia puntato alla costruzione di capacità operative permanenti. Questo permette di mantenere sotto controllo le infrastrutture nel tempo e di intervenire sulle eventuali sorgenti emissive con maggiore tempestività.
Valutate le emissioni di sei asset upstream in Algeria
Nell’ambito delle attività sviluppate fino a oggi è stata inoltre effettuata la valutazione delle emissioni di baseline in sei asset upstream operati congiuntamente da Eni e Sonatrach in Algeria. La definizione di una baseline consente di disporre di un quadro quantitativo iniziale delle emissioni generate dagli impianti e rappresenta un riferimento essenziale per misurare successivamente gli effetti degli interventi di riduzione. Il monitoraggio permette quindi di valutare con maggiore precisione i progressi ottenuti nel tempo e di individuare le aree nelle quali concentrare ulteriormente gli investimenti e le azioni tecniche.
Eni in Algeria dal 1981
La nuova intesa consolida anche un rapporto industriale di lunga durata tra Eni e l’Algeria. La società italiana è presente nel Paese dal 1981 e nel 2025 ha registrato una produzione equity pari a circa 132.000 barili di olio equivalente al giorno. Eni si conferma così la principale compagnia energetica internazionale operante in Algeria, mantenendo una posizione centrale nel sistema energetico del Paese e una collaborazione consolidata con Sonatrach.
Una partnership sempre più orientata alla riduzione delle emissioni
Il nuovo protocollo amplia quindi una cooperazione che, oltre alla produzione energetica, assume un peso crescente sul fronte della riduzione delle emissioni di gas serra, della gestione del metano e della trasformazione ambientale delle attività Oil & Gas. Dalla riduzione del flaring alla ricerca delle perdite lungo le pipeline, dalla formazione dei tecnici fino ai progetti di forestazione e alla valutazione delle tecnologie CCUS, la collaborazione tra Eni e Sonatrach si estende a un numero sempre maggiore di strumenti destinati a contenere l’impatto emissivo delle attività energetiche in Algeria. La nuova intesa punta così a consolidare i risultati già raggiunti e ad aprire ulteriori ambiti di cooperazione, mantenendo al centro il monitoraggio delle emissioni, l’applicazione degli standard internazionali e lo sviluppo di iniziative concrete per accompagnare il settore energetico algerino verso una progressiva decarbonizzazione.


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