L’intensa attività eruttiva dell’Etna continua ad avere pesanti conseguenze sul traffico aereo in Sicilia, mettendo sotto pressione non soltanto l’aeroporto di Catania ma l’intero sistema degli scali dell’Isola. Nella sola giornata di oggi sono stati riprotetti oltre 50 voli tra Palermo, Trapani e Comiso, mentre proprio lo scalo di Comiso ha portato il proprio contributo complessivo a oltre 140 voli dall’inizio dell’emergenza. È uno dei dati più significativi della gestione di una situazione particolarmente complessa, determinata dalla persistenza dell’attività vulcanica e dalla conseguente emissione di cenere in atmosfera, in un periodo dell’anno nel quale gli aeroporti siciliani devono contemporaneamente sostenere i più elevati flussi di traffico legati alla stagione estiva.
Etna e cenere, oltre 50 voli riprotetti in un solo giorno
La Sac sta continuando a operare insieme alle istituzioni, alla Protezione Civile e agli altri aeroporti siciliani con l’obiettivo di supportare le compagnie aeree e garantire, per quanto consentito dalle condizioni operative, la maggiore continuità possibile dei collegamenti. L’eccezionalità della situazione deriva dalla combinazione tra l’intensità e la durata del fenomeno eruttivo e l’elevatissimo volume di passeggeri tipico del mese di agosto. Per affrontare l’emergenza è quindi necessario un coordinamento costante tra tutti i soggetti coinvolti, dagli aeroporti alle compagnie, passando per le autorità competenti e gli organismi chiamati a monitorare l’evoluzione dell’Etna. La redistribuzione dei voli sugli altri scali dell’Isola rappresenta uno degli strumenti utilizzati per limitare gli effetti delle restrizioni operative e consentire alle compagnie di riorganizzare i collegamenti. Nella giornata di oggi, in particolare, più di 50 voli sono stati riprotetti tra gli aeroporti di Palermo, Trapani e Comiso.
Aeroporto di Comiso, oltre 140 voli gestiti dall’inizio dell’emergenza
Un ruolo particolarmente rilevante è stato assunto dall’aeroporto di Comiso, che dall’inizio della fase emergenziale ha fornito supporto alla gestione di oltre 140 voli. Il dato fotografa l’impatto che l’emergenza Etna sta producendo sull’intera rete aeroportuale regionale e, allo stesso tempo, il tentativo di utilizzare in maniera coordinata le diverse infrastrutture disponibili per contenere i disagi e mantenere quanto più possibile la continuità dei collegamenti. La pressione resta comunque molto elevata. La presenza di cenere vulcanica in atmosfera può infatti determinare variazioni operative anche rapide, rendendo necessario un continuo adeguamento della programmazione dei voli in funzione delle condizioni registrate e delle decisioni assunte dalle autorità responsabili della sicurezza della navigazione aerea.
Il sistema aeroportuale siciliano sotto pressione per l’eruzione dell’Etna
La prolungata fase eruttiva sta coinvolgendo indirettamente l’intero sistema aeroportuale siciliano. Le limitazioni legate alla cenere richiedono infatti una redistribuzione di una parte dei collegamenti e un lavoro coordinato per garantire assistenza ai passeggeri e supportare le compagnie nella gestione delle modifiche operative. Secondo Sac, la risposta organizzativa messa in campo dagli operatori sta consentendo al sistema di reagire anche di fronte a un fenomeno naturale straordinario, caratterizzato da un’evoluzione che può modificarsi rapidamente nel corso della stessa giornata. La priorità resta comunque quella di evitare qualsiasi compromesso sul fronte della sicurezza.
Sac: “la sicurezza resta, in ogni caso, il criterio prioritario di ogni decisione”
Proprio sul tema della sicurezza, Sac ribadisce che ogni scelta relativa alle operazioni aeroportuali viene adottata sulla base dell’evoluzione dell’attività vulcanica e delle valutazioni delle autorità competenti. “La sicurezza resta, in ogni caso, il criterio prioritario di ogni decisione. L’evoluzione del fenomeno vulcanico viene monitorata costantemente e la programmazione dei voli viene adeguata sulla base delle determinazioni delle autorità competenti e delle condizioni di sicurezza”, si legge nella nota. Il quadro operativo rimane quindi strettamente collegato al comportamento dell’Etna e alla quantità e distribuzione della cenere emessa in atmosfera. La programmazione può essere conseguentemente rivista in funzione delle condizioni che vengono riscontrate nel corso delle ore.
Aeroporti siciliani, infrastrutture presidiate in attesa della piena ripresa
Nonostante l’emergenza, Sac continua a mantenere operative le proprie strutture e a presidiare le infrastrutture aeroportuali, in modo da poter reagire rapidamente nel momento in cui le condizioni consentiranno una normalizzazione delle attività. La società continua a “garantire il presidio delle infrastrutture e la piena operatività di tutte le strutture in attesa che le condizioni permettano la ripresa delle regolari attività”. La situazione resta dunque legata all’evoluzione dell’eruzione dell’Etna, mentre prosegue il coordinamento tra aeroporti, istituzioni, Protezione Civile e compagnie aeree per affrontare una fase che sta incidendo in maniera significativa sui collegamenti aerei della Sicilia proprio nel momento di massima intensità del traffico estivo.


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