Dopo giorni di intensa attività eruttiva, l’Etna sembra essere più tranquillo nelle ultime ore. Nella giornata di ieri, sabato 22 agosto, il Direttore del Dipartimento Vulcani INGV, Stefano Branca, e il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo, sono saliti sul vulcano a 3.300 metri di quota, fornendo un aggiornamento sullo stato eruttivo. “Alle nostre spalle, il Cratere Voragine che è stato il protagonista di questo periodo eruttivo, che in questo momento ha una stasi, sebbene i segnali del monitoraggio vulcanologico e sismico indichino che ancora il sistema è fortemente perturbato”, afferma Branca. “L’attività si è molto affievolita, anzi è quasi del tutto scomparsa. E questo lo vediamo sia guardando il cratere che è alle nostre spalle, ma anche dalla nostra attività di monitoraggio, vedendo il tremore infrasonico, i parametri geochimici dei gas, le deformazioni e tanti altri che poi confluiscono nel sistema ETNAS, che è importantissimo poi per dare l’allerta”, afferma invece Florindo.
Ma dal Presidente dell’INGV arriva anche l’invito a non abbassare la guardia, nonostante il periodo più tranquillo: “non dobbiamo mai abbassare la guardia perché è un vulcano attivo, è uno dei vulcani più attivi del pianeta, e grazie a questa attività di monitoraggio H24, facciamo una sorveglianza che è importante anche per l’incolumità delle persone e turisti che vengono spesso anche troppo in alto”. A corredo dell’articolo, le foto del vulcano di questa mattina, che ci invia la nostra affezionata lettrice Antonella Infanta.
Il comunicato ufficiale dell’INGV
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che “a partire da ieri la frequenza delle emissioni di cenere è gradualmente diminuita” sull’Etna. “Attualmente si osservano sporadiche e deboli emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale. Per quanto riguarda l’attività effusiva, come riportato nel precedente comunicato, tutti i flussi sono freddi e la bocca a quota 1900 metri non è più attiva”, si legge nell’ultimo comunicato diffuso dall’INGV.
“Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha mostrato, nelle ultime 24 ore, deboli oscillazioni all’interno del livello medio; attualmente il tremore si attesta nel livello medio. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati in prossimità del Cratere di Nord-Est in un intervallo di quota compreso tra 2000 e 2500 metri sopra il livello del mare. L’attività infrasonica si mantiene su valori bassi; gli eventi infrasonici risultano localizzati nell’area del Cratere di Nord-Est con ampiezze principalmente medie. Dall’ultimo aggiornamento, la reti GNSS e clinometrica non mostrano ulteriori variazioni significative”, conclude la nota dell’INGV.
Nelle scorse ore, gli esperti dell’INGV hanno realizzato una sintesi dell’attività eruttiva dell’Etna dal 10 giugno in poi, dal risveglio della Voragine alle fessure aperte in Valle del Bove, passando per fontane di lava, colonne eruttive fino a 7 chilometri, flussi piroclastici e terremoti sulla faglia Pernicana.

