Prosegue l’attività effusiva sull’Etna, con flussi lavici alimentati dalle bocche situate a quota 2.750 e 1.990 metri. È quanto emerge dai rilievi effettuati dal personale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo. Il fronte più avanzato delle colate laviche ha raggiunto quota 1.600 metri circa, in prossimità di Rocca Musarra, sovrapponendosi ai flussi precedenti. Nella mattinata si è inoltre verificato un episodio esplosivo al Cratere di Nord/Est. Alle 10:40, un’esplosione di breve durata ha prodotto una colonna di cenere che, secondo i modelli previsionali di dispersione, si è diretta verso Sud. Al momento, riferisce l’INGV, rimane soltanto una debole emissione di cenere, confinata nell’area sommitale del vulcano.
Rapido incremento del tremore
L’attività del vulcano è stata accompagnata da una significativa variazione dei parametri sismici. Intorno alle 10:20, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha registrato un rapidissimo incremento transitorio, raggiungendo valori medi e toccando il massimo proprio alle 10:40, in concomitanza con l’esplosione. Successivamente il tremore è diminuito bruscamente e, dalle 11, è tornato nell’intervallo dei valori bassi, dove permane attualmente. Durante il temporaneo aumento del tremore, i centroidi delle sorgenti sono stati localizzati in corrispondenza del Cratere di Nord/Est, a circa 2.000 metri sul livello del mare. Attualmente, invece, la sorgente del tremore risulta localizzata nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 2.600 metri.
Almeno 20 eventi infrasonici
Un’ulteriore variazione è stata rilevata dalla rete infrasonica. Dalle 10:26 e per circa mezz’ora è stata registrata una significativa attività temporanea, caratterizzata da una successione di almeno una ventina di eventi infrasonici di elevata ampiezza. Tutti gli eventi sono stati localizzati in corrispondenza del Cratere di Nord/Est. L’attività infrasonica, tuttavia, risulta attualmente assente.
Deformazione in rientro
Sul fronte della deformazione dell’edificio vulcanico, l’INGV conferma il quadro già comunicato nei precedenti aggiornamenti. I dati della rete tilt indicano il rientro della deformazione osservata, mentre le misurazioni della rete GNSS confermano il consolidamento del trend di deflazione alla scala dell’intero edificio vulcanico. Il quadro complessivo evidenzia dunque la prosecuzione dell’attività effusiva, accompagnata da episodi esplosivi e variazioni temporanee dei parametri sismici e infrasonici, mentre gli indicatori di deformazione mostrano il consolidamento della fase di deflazione del vulcano.



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