Una nuova bocca effusiva si è aperta sull’Etna, nella Valle del Bove, dando origine a una colata lavica. A comunicarlo è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo (INGV-OE), sulla base delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. L’apertura della bocca è stata registrata alle 08:09, a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri sul livello del mare. La nuova attività eruttiva ha prodotto una colata lavica. Sono attualmente in corso i rilievi sul campo da parte del personale dell’INGV-OE, impegnato a verificare direttamente l’evoluzione del fenomeno. Contemporaneamente, prosegue l’emissione di cenere dal cratere della Voragine, con la dispersione del materiale vulcanico che avviene in direzione sud-est.
Tremore vulcanico ancora su valori elevati
Sul fronte sismico, l’INGV segnala che, dopo l’incremento registrato nel pomeriggio di ieri, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto il suo valore massimo intorno alle 19:40. Successivamente il tremore ha mostrato una lieve diminuzione, accompagnata da deboli oscillazioni, ma rimane all’interno dell’intervallo dei valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell’area del cratere della Voragine, a una quota di circa 3mila metri sul livello del mare.
Anche l’attività infrasonica, dal pomeriggio di ieri, si è mantenuta variabile, oscillando tra livelli bassi e medi. Gli eventi infrasonici, caratterizzati da ampiezza bassa o media, sono stati localizzati principalmente in corrispondenza della Voragine. In misura molto più contenuta sono state individuate sorgenti infrasoniche anche nell’area del Cratere di Nord/Est.
Variazioni nei parametri deformativi
I dati della rete clinometrica evidenziano piccole variazioni, nell’ordine di 0,5 microradianti, compatibili con un processo deflattivo in corso. Una variazione più significativa è stata invece registrata alla stazione di Cratere del Piano, dove, a partire dalle 16:30 del 16 agosto, è stata rilevata una variazione cumulata di circa 2 microradianti. Per quanto riguarda la rete GNSS, i dati elaborati ad alta frequenza non evidenziano al momento variazioni significative al di fuori dell’incertezza di misura.



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