L’attività effusiva dell’Etna prosegue, ma mostra segnali di progressivo rallentamento. Secondo l’ultimo comunicato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo, la colata lavica iniziata nella notte tra il 30 e il 31 luglio nell’alto settore della Valle del Leone è ancora presente, sebbene attualmente risulti poco alimentata. Dall’analisi delle immagini provenienti dalla rete di telecamere di sorveglianza dell’Osservatorio Etneo emerge che la parte più distante del campo lavico e i fronti più avanzati, situati immediatamente a monte di Rocca Capra, non risultano più attivi e sono in fase di raffreddamento. Restano invece presenti fenomeni di degassamento ai crateri sommitali, senza evidenze di nuove fasi eruttive particolarmente intense.
La fase effusiva iniziata il 30 luglio
La colata aveva avuto origine alle 18:49 UTC del 30 luglio nell’alto settore della Valle del Leone, a circa 2700 metri sul livello del mare. Nel corso della notte successiva il fronte lavico aveva raggiunto una quota stimata tra i 1700 e i 1750 metri, fermandosi a monte di Rocca Capra. Nelle prime ore dall’inizio dell’evento la colata risultava ancora alimentata, anche se i fronti più avanzati apparivano già scarsamente alimentati. L’episodio era stato preceduto da una fase di intensa attività stromboliana dal cratere Voragine, con emissione di una nube di cenere che aveva raggiunto un’altezza di circa 7mila metri sul livello del mare, spostandosi verso Sud/Ovest.
Tremore vulcanico stabile e attività infrasonica in calo
Dal punto di vista dei parametri monitorati, l’ampiezza media del tremore vulcanico si mantiene su valori medi, con oscillazioni anche marcate e alcuni picchi verso livelli più bassi. La localizzazione delle sorgenti del tremore indica una prevalenza nell’area del cratere Voragine e in un settore situato a Nord e Nord/Est dello stesso, a una profondità compresa mediamente tra 2500 e 2900 metri sopra il livello del mare. Anche l’attività infrasonica, dopo un moderato incremento registrato nel pomeriggio precedente, è tornata su valori bassi a partire dalle prime ore della giornata. Il monitoraggio delle deformazioni del terreno non evidenzia, nelle ultime ore, cambiamenti significativi nelle stazioni di riferimento dell’Osservatorio Etneo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?