Forte scossa di terremoto al largo del Canada | DATI e MAPPE

L'analisi dell'evento sismico registrato dall'INGV, le cause geologiche e i precedenti storici

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Un intenso terremoto magnitudo 5.6 è stato registrato al largo delle coste occidentali nordamericane, precisamente del Canada. Il sisma si è verificato alle 06:49 ora italiana. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha localizzato l’ipocentro dell’evento a una profondità estremamente superficiale, stimata in appena 9 km sotto la crosta oceanica. L’area colpita dall’evento sismico si inserisce in un quadro geologico di straordinaria dinamicità.

Perché trema la terra al largo del Canada

La costa pacifica canadese è dominata dalla faglia della regina Carlotta, una colossale struttura trasforme attiva che segna il confine diretto tra la placca nordamericana e la placca pacifica. Questa importante faglia rappresenta l’equivalente canadese della celebre faglia di San Andreas situata più a Sud, in California. In questo specifico settore, la placca pacifica scivola incessantemente verso Nord/Ovest a una velocità di circa 6 cm all’anno rispetto al blocco del Nord America. Il continuo sfregamento tra queste due enormi porzioni di crosta terrestre genera un altissimo accumulo di stress meccanico lungo i margini di contatto. L’energia accumulata viene poi periodicamente rilasciata sotto forma di improvvisi terremoti. Scendendo ulteriormente verso Sud, si incontra un’altra zona critica, la zona di subduzione della Cascadia, dove la placca oceanica di Juan de Fuca si immerge sotto il continente nordamericano a una velocità compresa tra 2 e 5 cm all’anno.

La sismicità storica tra grandi rotture e megasismi

La storia sismica di questo specifico tratto di oceano e delle coste continentali adiacenti è costellata da eventi tellurici di potenza estrema. Basti pensare che negli ultimi 70 anni, nella regione al largo dell’isola di Vancouver si sono verificati oltre 100 terremoti di magnitudo pari o superiore a 5. L’evento strumentale più forte di tutta la storia canadese risale al 22 agosto 1949, quando un segmento della faglia della regina Carlotta lungo quasi 500 km si ruppe generando un terremoto di magnitudo 8.1. Anche l’interno della crosta continentale risulta estremamente vulnerabile: il 23 giugno 1946 un sisma di magnitudo compresa tra 7.0 e 7.5 colpì duramente l’isola di Vancouver causando danni ingenti alle strutture locali. Andando ancora più a ritroso nel tempo, i depositi geologici testimoniano l’avvento ciclico di spaventosi megaterremoti lungo la zona di subduzione della Cascadia. I dati geologici indicano chiaramente che negli ultimi 6mila anni si sono verificati ben 13 grandi terremoti di questo tipo. Il più devastante di cui si abbia memoria precisa risale al 26 gennaio 1700, quando un sisma di magnitudo 9 innescò uno tsunami colossale capace di viaggiare attraverso l’oceano e causare distruzione persino sulle coste del Giappone.