Un esemplare di tartaruga marina Caretta caretta è stato tratto in salvo lungo il litorale di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, grazie al tempestivo intervento di tre diportisti che si trovavano in mare a bordo di un gommone. Un salvataggio reso possibile dalla prontezza e dalla sensibilità delle persone presenti sull’unità, che hanno immediatamente compreso la necessità di intervenire per mettere in sicurezza l’animale. Tra loro si trovava anche un militare appartenente al 1° Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, in quel momento libero dal servizio. La presenza del sommozzatore si è rivelata determinante per affrontare correttamente tutte le delicate operazioni necessarie al recupero della tartaruga, evitando che la situazione potesse ulteriormente compromettere le condizioni dell’esemplare.
Determinante il militare della Guardia Costiera libero dal servizio
Il subacqueo della Guardia Costiera ha seguito direttamente tutte le fasi del recupero della Caretta caretta e della successiva messa in sicurezza dell’animale. Pur trovandosi fuori servizio, il militare ha potuto mettere a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze operative nel momento in cui si è reso necessario intervenire. L’azione congiunta dei tre diportisti ha consentito di portare a termine il recupero dell’esemplare e di raggiungere successivamente il litorale, dove sono proseguite le operazioni di assistenza. La tartaruga non è stata lasciata sola dopo il recupero: una volta arrivati a terra, infatti, l’esemplare è stato monitorato e assistito in attesa dell’arrivo del personale specializzato incaricato di prenderlo in consegna.
La tartaruga affidata alla Fondazione Cetacea di Grottammare
Sul posto sono quindi intervenuti gli operatori qualificati della Fondazione Cetacea Onlus di Riccione, sede di Grottammare, che hanno potuto occuparsi dell’animale dopo la prima fase di soccorso svolta in mare. Il passaggio di consegne ha permesso di avviare immediatamente il percorso necessario a verificare le condizioni della Caretta caretta e a stabilire gli interventi sanitari più appropriati. L’esemplare è stato così trasferito presso il Centro di Recupero e Cura (Crtm), struttura nella quale potrà essere sottoposto agli accertamenti veterinari necessari e alle eventuali terapie previste sulla base delle sue condizioni.
Accertamenti veterinari e cure prima del ritorno in mare
Il trasferimento al Centro di Recupero e Cura rappresenta una fase fondamentale del percorso di recupero della tartaruga. Gli specialisti potranno infatti effettuare gli accertamenti veterinari necessari per comprenderne lo stato di salute e stabilire le cure più adatte. L’obiettivo è quello di accompagnare progressivamente l’esemplare verso il pieno recupero, nella speranza che possa essere restituito quanto prima al proprio habitat naturale. Il salvataggio avvenuto nelle acque di Grottammare conferma così l’importanza della tempestività nelle operazioni di soccorso della fauna marina e della collaborazione tra cittadini, personale specializzato e strutture impegnate nella tutela degli animali.
Il salvataggio della Caretta caretta nelle acque dell’Adriatico
La vicenda si è conclusa, almeno nella sua prima e più delicata fase, con la Caretta caretta affidata alle cure degli esperti. Dall’individuazione in mare all’intervento dei tre diportisti, passando per il ruolo decisivo del militare del 1° Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, ogni passaggio ha contribuito a garantire all’animale la possibilità di ricevere rapidamente assistenza qualificata. Adesso saranno gli accertamenti effettuati presso il Centro di Recupero e Cura a fornire indicazioni sulle condizioni della tartaruga e sul percorso terapeutico necessario. L’auspicio è che, completate le cure, l’esemplare possa tornare presto nelle acque del mare e riprendere la propria vita in natura.


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