È salito a 34 il numero delle vittime causate dal drammatico crollo di una discarica nella capitale della Guinea, Conakry, avvenuto domenica nel quartiere di Dar es Salam. Il dato è stato comunicato dal ministro della Salute Khaite Sall, che ha confermato anche la presenza di 33 persone ferite, sei delle quali in condizioni gravi. Tra le vittime della tragedia vi sarebbero anche diversi cittadini del Sierra Leone, rimasti coinvolti nel cedimento della gigantesca massa di rifiuti che ha travolto le abitazioni vicine.
La montagna di rifiuti crollata dopo le forti piogge
Secondo le prime ricostruzioni, il disastro sarebbe stato provocato dalle forti precipitazioni che hanno interessato la zona, causando il cedimento di un’enorme quantità di rifiuti accumulati nella discarica. La massa franata si è abbattuta sulle case circostanti, distruggendo numerose abitazioni e sorprendendo gli abitanti. I residenti hanno raccontato all’agenzia Afp momenti drammatici, spiegando che intere famiglie sarebbero state travolte dal movimento improvviso della discarica. La violenza dello smottamento non avrebbe lasciato il tempo a molti abitanti di mettersi in salvo.
L’allarme lanciato prima della tragedia: rischio smottamenti nell’area
La tragedia arriva pochi giorni dopo che il governo aveva annunciato interventi per allontanare i residenti dalla zona e mettere in sicurezza l’area circostante la discarica, proprio a causa del rischio di cedimenti e smottamenti. Nonostante le misure annunciate, il collasso della montagna di rifiuti ha provocato un bilancio pesantissimo, riportando l’attenzione sui problemi legati alla gestione dei rifiuti urbani e alla sicurezza delle aree densamente abitate della capitale guineana.
Prevista una sepoltura collettiva per le vittime
Il governo della Guinea ha annunciato l’intenzione di organizzare una sepoltura di massa per tutte le vittime della tragedia, mentre proseguono le operazioni di soccorso e di valutazione dei danni. Parallelamente, le autorità stimano che circa 1.500 famiglie dovranno essere ricollocate per motivi di sicurezza, a causa delle condizioni dell’area e del rischio che possano verificarsi nuovi cedimenti. La tragedia di Conakry apre ora una nuova emergenza umanitaria, con centinaia di persone rimaste senza casa e un’intera comunità chiamata ad affrontare le conseguenze di uno dei più gravi incidenti legati alle discariche mai registrati nel Paese.


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