Il 14 agosto 1962 italiani e francesi si incontrarono sotto il Monte Bianco

Dopo 3 anni di scavi, l’ultimo diaframma di roccia cadde nel cuore della montagna: un’impresa ingegneristica che divenne anche il simbolo di cooperazione

Sessantaquattro anni fa, il 14 agosto 1962, nel cuore del Monte Bianco accadde qualcosa che andava ben oltre un grande successo dell’ingegneria. A circa 5.800 metri dall’ingresso italiano e altrettanti da quello francese, le squadre di minatori che stavano scavando il futuro Traforo del Monte Bianco riuscirono finalmente a incontrarsi. L’ultima barriera di roccia fu abbattuta e, per la prima volta, italiani e francesi poterono guardarsi negli occhi nel sottosuolo della montagna. Era il risultato di 3 anni di lavoro condotto da 2 versanti opposti. I lavori erano ufficialmente iniziati nel 1959: sul lato italiano lo scavo era partito l’8 gennaio, mentre su quello francese le operazioni erano cominciate il 30 maggio. L’obiettivo era ambizioso: realizzare una galleria stradale capace di attraversare il massiccio del Monte Bianco e collegare Courmayeur, in Valle d’Aosta, con Chamonix, in Francia.

Una sfida contro la montagna

Scavare sotto il Monte Bianco negli anni ’50 e ’60 significava affrontare condizioni estremamente difficili. Le squadre lavoravano nel cuore della montagna, utilizzando perforatrici, esplosivi e sistemi di sostegno per avanzare nella roccia. Dal complesso del cantiere furono estratti quasi un milione di metri cubi di materiale; circa 1.200 tonnellate di esplosivo furono impiegate nel corso dello scavo.

La precisione con cui i cantieri procedevano era fondamentale: le gallerie dovevano incontrarsi nel punto previsto nonostante fossero scavate contemporaneamente da direzioni opposte. Il risultato fu sorprendente. Al momento del congiungimento, lo scarto tra i 2 assi risultò inferiore ai 13 cm. Il 3 agosto 1962 era stato raggiunto il traguardo dei 5.800 metri. Restava dunque soltanto l’ultimo diaframma di roccia a separare le due squadre. Undici giorni dopo arrivò il momento decisivo.

L’esplosione delle 11:30

La mattina del 14 agosto, al centro della montagna, tutto era pronto. Alle 11:30 circa, una carica di 410 kg di dinamite fece saltare gli ultimi 3 metri di roccia che separavano i 2 tronconi della galleria. La polvere si disperse e, attraverso il varco, comparvero gli uomini della squadra opposta. Gli operai si abbracciarono, si strinsero la mano e festeggiarono insieme dopo anni di lavoro. Era soltanto la fine di una parete di roccia, ed anche la fine simbolica della separazione tra i 2 cantieri e, in un’Europa che stava cercando di costruire nuovi rapporti dopo le tragedie della prima metà del Novecento, un’immagine potente di collaborazione franco-italiana.

Il tunnel non era ancora finito

L’abbattimento dell’ultimo diaframma non significava però che il Traforo del Monte Bianco fosse pronto per le automobili. Dopo il 14 agosto proseguirono i lavori per completare la struttura interna, la carreggiata, gli impianti e le infrastrutture di accesso. L’inaugurazione ufficiale sarebbe arrivata soltanto il 16 luglio 1965, alla presenza dei presidenti italiano e francese Giuseppe Saragat e Charles de Gaulle. Tre giorni più tardi, il 19 luglio, il tunnel sarebbe stato aperto al traffico.