Il 16 agosto 1992, nell’Atlantico tropicale, cominciava ufficialmente la storia meteorologica dell’uragano Andrew. Quel giorno, però, non c’era ancora l’uragano che sarebbe entrato nella storia: il sistema era soltanto una depressione tropicale, nata da un’onda atmosferica proveniente dalla costa occidentale dell’Africa. L’onda tropicale aveva lasciato l’Africa il 14 agosto, dirigendosi rapidamente verso ovest. Il 16 agosto le immagini satellitari mostrarono una maggiore organizzazione della perturbazione: attorno al centro della circolazione iniziarono a comparire bande nuvolose a spirale. Alle 18 UTC il National Hurricane Center classificò ufficialmente il sistema come depressione tropicale.
Dalla depressione ad Andrew
L’evoluzione è stata sorprendentemente rapida. Il giorno successivo, 17 agosto, la depressione acquisì sufficiente forza da diventare una tempesta tropicale e ricevette il nome di Andrew, il primo sistema tropicale dell’Atlantico a raggiungere questo livello nella stagione 1992. Inizialmente, tuttavia, Andrew non sembrava destinato a diventare una minaccia eccezionale. Nei giorni successivi incontrò condizioni atmosferiche sfavorevoli, tra cui un forte wind shear, cioè una variazione della direzione e della velocità dei venti con la quota, che tende a ostacolare l’organizzazione dei cicloni tropicali. Il 20 agosto il sistema appariva addirittura fortemente indebolito. La situazione cambiò radicalmente a partire dal 21 agosto. L’ambiente atmosferico divenne più favorevole e Andrew tornò a muoversi verso Ovest, accelerando e intensificandosi rapidamente. Il 22 agosto raggiunse la forza di uragano.
Una trasformazione impressionante
Nel giro di poche decine di ore, quella depressione tropicale osservata il 16 agosto si trasformò in un sistema di proporzioni straordinarie. Andrew raggiunse la 5ª categoria e toccò una pressione centrale minima di 922 millibar, mentre i venti massimi sostenuti arrivarono a circa 175 miglia orarie (282 km/h) secondo la ricostruzione del National Weather Service. Il 24 agosto 1992, Andrew attraversò la Florida meridionale come un uragano estremamente potente. La sua traiettoria proseguì poi verso il Golfo del Messico e la Louisiana, dove il ciclone arrivò il 26 agosto con intensità di 3ª categoria.
Il bilancio fu devastante. In particolare, la contea di Dade, oggi Miami-Dade, subì distruzioni enormi: case scoperchiate, infrastrutture danneggiate e vaste aree lasciate senza servizi. Il rapporto storico del National Hurricane Center descrive Andrew come uno degli uragani più distruttivi mai abbattutisi sugli Stati Uniti e stima i danni complessivi negli USA intorno ai 25 miliardi di dollari dell’epoca.


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