Il 20 agosto 1977 Voyager 2 parte verso i confini del Sistema Solare

Voyager 2 fu la prima a visitare Urano e Nettuno e, decenni dopo, raggiunse lo Spazio interstellare

Alle 14:29:44 UTC del 20 agosto 1977, dal Launch Complex 41 di Cape Canaveral, in Florida, un razzo Titan IIIE-Centaur decollò portando nello Spazio Voyager 2. La sonda sarebbe diventata protagonista di un viaggio durato decenni, molto più lungo e ambizioso di quanto i suoi progettisti avessero inizialmente immaginato. E c’è una curiosità che può sembrare paradossale: Voyager 2 partì prima di Voyager 1, nonostante il numero assegnato. La sua compagna sarebbe stata lanciata il 5 settembre 1977, ma seguì una traiettoria più rapida e raggiunse Giove per prima.

Una missione nata per Giove e Saturno

Quando la NASA progettò le Voyager, l’obiettivo principale era relativamente circoscritto: studiare da vicino Giove e Saturno, i 2 giganti del Sistema Solare, insieme alle loro lune, agli anelli e ai campi magnetici. Le sonde erano state progettate per una missione di circa 5 anni. Gli ingegneri però avevano a disposizione un’opportunità straordinaria: una particolare disposizione dei pianeti esterni avrebbe permesso di sfruttare la fionda gravitazionale, cioè la possibilità di utilizzare la gravità di un pianeta per modificare velocità e traiettoria di una sonda senza consumare grandi quantità di propellente. La traiettoria di Voyager 2, in particolare, lasciava aperta la possibilità di proseguire oltre Saturno. Se tutto fosse andato bene, la sonda avrebbe potuto dirigersi verso Urano e Nettuno. Era un’impresa tutt’altro che scontata.

Il viaggio attraverso i giganti del Sistema Solare

Voyager 2 raggiunse Giove il 9 luglio 1979, 2 anni dopo il lancio. Le sue osservazioni permisero di approfondire la conoscenza del pianeta e delle sue lune e contribuirono, tra l’altro, alla scoperta di nuovi satelliti e di dettagli del sistema di anelli gioviano. Poi arrivò Saturno, il 25 agosto 1981: il passaggio davanti al pianeta con gli spettacolari anelli non segnò però la fine della missione. Al contrario, la traiettoria di Voyager 2 la proiettò verso un territorio ancora inesplorato. Il 24 gennaio 1986 la sonda compì un’impresa storica: diventò il primo oggetto costruito dall’uomo a sorvolare Urano.

Le immagini restituite da quella regione remota del Sistema Solare mostrarono un mondo molto più complesso di quanto si immaginasse. Voyager 2 individuò 10 nuove lune, 2 nuovi anelli e raccolse dati su un campo magnetico particolarmente insolito. Le immagini delle lune rivelarono inoltre superfici segnate da una storia geologica complessa. Il viaggio però non era ancora terminato.

Nettuno, l’ultima frontiera planetaria

Dopo Urano, Voyager 2 continuò verso il pianeta più esterno del Sistema Solare. Il 25 agosto 1989, 12 anni dopo il lancio, arrivò a Nettuno, diventando ancora una volta la prima sonda a osservare da vicino un pianeta mai visitato prima. Il passaggio ravvicinato avvenne a circa 4.950 km sopra il polo nord di Nettuno. Poche ore dopo, Voyager 2 osservò anche Tritone, la maggiore luna del pianeta.

Le immagini di Nettuno sorpresero gli scienziati: mostrarono un’atmosfera dinamica, venti potentissimi e la celebre Grande Macchia Scura, una gigantesca struttura atmosferica osservata dalla sonda. Su Tritone, invece, Voyager 2 individuò un paesaggio gelido e sorprendenti fenomeni superficiali, compresi pennacchi associati a processi simili a geyser.

Con Nettuno si concluse la straordinaria serie di incontri planetari di Voyager 2. In 12 anni, la sonda aveva visitato tutti e quattro i pianeti giganti esterni: Giove, Saturno, Urano e Nettuno. È ancora oggi l’unico veicolo spaziale ad averlo fatto.

Dalla periferia del Sistema Solare allo Spazio interstellare

Dopo Nettuno, però, Voyager 2 non si fermò. La NASA trasformò progressivamente la missione in un viaggio verso i confini dell’influenza del Sole. La sonda continuò a raccogliere informazioni sulle particelle e sui campi magnetici presenti nelle regioni più remote del Sistema Solare. Il 5 novembre 2018, Voyager 2 attraversò l’eliosfera e raggiunse lo Spazio interstellare, diventando il secondo veicolo spaziale umano, dopo Voyager 1, a entrare in quella regione. Gli strumenti della sonda hanno così potuto studiare direttamente l’ambiente oltre la gigantesca “bolla” creata dal vento solare. È un risultato straordinario se si pensa all’età della sonda. Voyager 2 continua infatti la sua missione dopo 49 anni nello Spazio.

Un messaggio dentro una bottiglia cosmica

A rendere le Voyager ancora più affascinanti non sono soltanto i risultati scientifici. Entrambe le sonde portano con sé il celebre Golden Record, un disco ricoperto d’oro contenente immagini, suoni della Terra, saluti in diverse lingue e brani musicali. È stato concepito come una sorta di messaggio lasciato dall’umanità per un eventuale destinatario lontanissimo nel futuro. Non è una capsula del tempo destinata a tornare sulla Terra. Voyager 2 continuerà invece ad allontanarsi dal nostro pianeta, portando con sé quel piccolo ritratto dell’umanità verso il buio tra le stelle.

Cinquant’anni dopo, il viaggio continua

Oggi, 20 agosto 2026, sono trascorsi 49 anni esatti dal lancio di Voyager 2. Quella che nel 1977 sembrava una missione destinata a durare pochi anni è diventata una delle più longeve imprese scientifiche mai realizzate. Voyager 2 ha trasformato quattro mondi lontani da semplici punti luminosi nel cielo in luoghi reali, dinamici e sorprendentemente diversi: ha attraversato le vicinanze di Giove e Saturno, ha aperto per la prima volta gli occhi dell’umanità su Urano e Nettuno e infine ha oltrepassato il confine dell’ambiente dominato dal Sole.

La sua storia ricorda anche una lezione fondamentale dell’esplorazione spaziale: le missioni più importanti non sempre finiscono quando raggiungono il loro obiettivo iniziale. A volte, una traiettoria ben calcolata, un incontro fortunato con un pianeta e decenni di lavoro possono trasformare una sonda progettata per esplorare il Sistema Solare in una vera ambasciatrice dell’umanità nello spazio interstellare. E Voyager 2, mentre la Terra continua a cambiare, sta ancora viaggiando verso le stelle.