Il 22 agosto 1770, dopo oltre 4 mesi di navigazione lungo le coste australiane, il capitano britannico James Cook raggiunse l’estremità settentrionale del continente a bordo della HMS Endeavour. Quel giorno, sull’isola oggi conosciuta come Possession Island, nel Queensland, compì un gesto dal forte valore politico: rivendicò per la Corona britannica la costa orientale dell’Australia, chiamandola New South Wales. Cook non era arrivato in una terra sconosciuta o disabitata. Nel corso del viaggio aveva incontrato diverse comunità aborigene e il suo stesso diario registra, proprio il 22 agosto, la presenza di persone sull’isola e numerosi fuochi visibili sulle terre circostanti, segno evidente della presenza umana.
Un viaggio iniziato mesi prima
La spedizione era partita dall’Inghilterra nel 1768. L’obiettivo principale era inizialmente legato all’osservazione astronomica del transito di Venere davanti al Sole, ma Cook aveva anche ricevuto istruzioni di esplorare e cartografare eventuali terre sconosciute agli europei. Nell’aprile del 1770 l’Endeavour raggiunse la costa sud-orientale dell’Australia. Cook proseguì verso Nord, effettuando rilievi, raccogliendo informazioni sulla geografia del territorio e permettendo agli studiosi a bordo, tra cui il botanico Joseph Banks, di studiare una flora e una fauna fino ad allora poco conosciute in Europa. Il primo sbarco australiano di Cook avvenne a Botany Bay, nell’attuale Nuovo Galles del Sud. La navigazione non fu però semplice: la nave rimase anche danneggiata sulla Grande Barriera Corallina e dovette fermarsi per le riparazioni prima di riprendere il viaggio verso Nord.
Il gesto di Possession Island
Il 22 agosto, Cook e alcuni membri dell’equipaggio sbarcarono sull’isola situata presso lo stretto di Torres. Dopo averne raggiunto il punto più elevato, Cook valutò la conformazione delle terre e la possibilità di attraversare il passaggio marittimo verso Nord. Poi innalzò la bandiera britannica e dichiarò, a nome di re Giorgio III, il possesso dell’intera costa orientale che aveva esplorato, dalle latitudini meridionali fino a quel punto. La chiamò New South Wales, insieme alle baie, ai porti, ai fiumi e alle isole della costa. La cerimonia fu accompagnata da 3 raffiche di armi da fuoco, alle quali rispose l’equipaggio della nave.
Dal punto di vista europeo, si trattava di un atto di esplorazione e rivendicazione territoriale, ma visto dalla prospettiva delle popolazioni indigene, il significato era radicalmente diverso: quelle terre erano già abitate da millenni e appartenevano a numerose società e comunità aborigene.
Non fu una “scoperta”
Per questo oggi gli storici tendono a evitare di descrivere l’episodio semplicemente come la “scoperta dell’Australia”. Gli europei avevano già raggiunto parti del continente e, soprattutto, il continente non era affatto una terra senza abitanti. La stessa documentazione relativa al viaggio di Cook mostra che il capitano era consapevole della presenza delle popolazioni locali. La rivendicazione britannica del 1770 sarebbe tuttavia diventata un passaggio fondamentale nella successiva storia coloniale australiana. Diciotto anni dopo, nel 1788, la Gran Bretagna avrebbe istituito una colonia penale nel Nuovo Galles del Sud. L’esplorazione e la cartografia realizzate durante il viaggio di Cook contribuirono così, indirettamente, alla futura espansione coloniale britannica nel continente.
Un anniversario da leggere con 2 prospettive
A 256 anni di distanza, il 22 agosto 1770 non rappresenta quindi soltanto una tappa dell’epopea delle grandi esplorazioni geografiche. È anche un momento chiave per comprendere l’inizio della trasformazione dell’Australia sotto il dominio britannico. Cook fu un navigatore straordinario: i suoi rilievi permisero di tracciare mappe molto più accurate della costa orientale australiana. La sua dichiarazione di possesso però mostra anche il limite della mentalità coloniale del XVIII secolo: esplorare un territorio veniva considerato sufficiente, dal punto di vista europeo, per rivendicarne la sovranità, nonostante la presenza di popolazioni che lo abitavano da tempi immemorabili.


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