La realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina si trasforma in un volano strategico per il rilancio industriale del Mezzogiorno. Durante il tavolo Taranto in corso presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), è emersa la vera novità industriale della giornata: il gruppo Webuild ha confermato la propria disponibilità e l’interesse a realizzare sul territorio pugliese un hub di carpenteria metallica ad alta specializzazione. Secondo quanto appreso da fonti presenti all’incontro ministeriale, il progetto dell’azienda sarebbe direttamente interconnesso con la costruzione del Ponte sullo Stretto, ponendosi l’obiettivo di concentrare a Taranto la lavorazione delle imponenti strutture in carpenteria necessarie per l’opera. L’iniziativa punta a sfruttare la contiguità geografica con il polo siderurgico di Taranto, creando una filiera corta ed efficiente capace di collegare la produzione dell’acciaio al cantiere della campata unica.
Il ruolo strategico dell’ex Ilva e le condizioni per la filiera dell’acciaio
Il piano strategico ipotizzato da Webuild riaccende i riflettori sul futuro del complesso dell’ex Ilva, identificando nello stabilimento pugliese un partner industriale naturale per la fornitura delle materie prime. L’integrazione tra le capacità produttive dell’impianto di Taranto e la fabbricazione dei componenti strutturali del ponte rappresenta un’opportunità di riconversione e valorizzazione tecnologica per l’intera area dell’acciaieria. Tuttavia, come emerso nel corso delle discussioni al Mimit, l’effettiva concretizzazione dell’hub di carpenteria da parte del colosso delle costruzioni resta subordinata a precisi requisiti operativi. L’azienda ha chiarito che l’investimento sarà vincolato alla garanzia di una fornitura di acciaio pienamente conforme ai rigidi e complessi standard tecnici richiesti dall’ingegneria del Ponte sullo Stretto. Parallelamente, si rende necessaria la presenza di un presidio industriale e produttivo strutturato, in grado di coordinare la logistica e garantire un collegamento diretto e continuativo con le aree di cantiere. In presenza di tali presupposti metodologici e produttivi, il gruppo ha ribadito la ferma volontà di procedere nello sviluppo dell’iniziativa.
Una sinergia industriale favorita dai recenti via libera istituzionali ed europei
La proposta presentata da Webuild per il territorio tarantino si inserisce in un momento di straordinario consolidamento per l’intero iter dell’opera, favorito da una serie di decisivi passaggi normativi e autorizzativi avvenuti nelle ultime ore. Il progetto dell’hub industriale trae infatti forza dalle conferme arrivate da Bruxelles e Roma, che hanno spazzato via le incertezze procedurali ed economiche. La Commissione Ue ha chiarito la piena conformità dell’impianto negoziale rispetto alla Direttiva Appalti, certificando che l’adeguamento finanziario per il Contraente Generale rientra nel limite del 50% e non richiede l’indizione di una nuova gara. Una posizione avvalorata dalle analisi dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il quale ha confermato come gli incrementi di spesa derivino principalmente dalla variazione dei prezzi dei materiali e non da modifiche progettuali. A completare il quadro normativo è arrivata la svolta del Consiglio dei Ministri, che ha approvato la delibera Iropi ai sensi dell’articolo 6.4 Habitat, blindando il percorso ecologico a seguito del completamento con successo delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Questa ritrovata stabilità contabile e giuridica offre il contesto ideale per avviare grandi investimenti industriali come quello prospettato tra Taranto e il cantiere del ponte.

