Ponte sullo Stretto, il Consiglio dei Ministri approva la delibera Iropi: decisivo il via libera dell’Unione Europea, iter ambientale blindato

L'esecutivo italiano blinda l'iter ambientale dopo le rassicurazioni di Bruxelles e della società Stretto di Messina sulla regolarità dell'appalto e sul rispetto dei limiti di costo

Il percorso autorizzativo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina compie un passo avanti decisivo durante la seduta serale dell’esecutivo italiano. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la delibera Iropi, un passaggio fondamentale sotto il profilo tecnico e normativo che attesta la sussistenza dei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico per l’opera. Il provvedimento, promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si inserisce nella cornice procedurale prevista dalle norme comunitarie per la salvaguardia degli ecosistemi. Attraverso una nota diffusa a margine della riunione, il Mit ha evidenziato l’importanza del risultato raggiunto, spiegando: “Grazie all’impegno del Ministro Salvini, il Consiglio dei Ministri odierno ha approvato la delibera Iropi”, la procedura e relazione tecnica che il governo italiano ha adottato nell’ambito delle procedure previste dall’articolo 6.4 Habitat dell’Unione Europea. Questo via libera va a consolidare un quadro autorizzativo già avanzato, come precisato dallo stesso dicastero guidato da Matteo Salvini: “Un passo importante che conferma come l’iter del Ponte sullo Stretto di Messina stia andando avanti, considerato anche che la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) sono state completate con successo”.

La cornice europea: il dialogo con Bruxelles e la regolarità delle procedure

La decisione assunta in serata dal governo italiano va a coronare una giornata segnata da importanti chiarimenti giunti direttamente dall’Unione Europea. Nel corso della mattinata, la Commissione europea ha infatti delineato i contorni del dialogo tecnico con Roma, fugando i dubbi legati al rispetto del diritto dell’Ue in materia di appalti e tutela dell’ambiente. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha precisato la natura degli scambi in corso con le autorità italiane: “La Commissione è in contatto con le autorità italiane per chiarire alcuni aspetti del progetto del ponte di Messina, notificato alla Commissione nel giugno 2025 per valutare come le disposizioni del diritto dell’Ue, in particolare quelle relative agli appalti pubblici, alle valutazioni di impatto ambientale e alla tutela degli habitat naturali e delle specie, vengano applicate in questo caso specifico. Come per tutti i progetti notificati alla Commissione, gli scambi in corso mirano a garantire chiarezza e comprensione reciproca”. In merito al rispetto dei tetti d’aumento contrattuale e alla presunta necessità di indire una nuova procedura di gara, lo stesso portavoce ha dettagliato i requisiti stabiliti dall’articolo 72 della direttiva sugli appalti pubblici: “La Commissione sta seguendo le procedure standard applicabili a tutti i grandi progetti nell’Ue e rimane in Stretto contatto con le autorità italiane. Apprezziamo il dialogo costruttivo con loro e continueremo a lavorare in spirito di cooperazione. Ai sensi dell’articolo 72 della direttiva sugli appalti pubblici, i contratti possono essere modificati durante la loro validità senza una nuova procedura di gara, a condizione che siano soddisfatte le condizioni ivi previste; le modifiche che non rientrano in tali condizioni richiedono una nuova procedura di appalto. In particolare, sono possibili modifiche sostanziali qualora la necessità di modifica sia dovuta a circostanze imprevedibili, non alterino la natura complessiva del contratto e l’eventuale aumento di prezzo risultante non superi il 50% del valore originario (a tal fine, il valore di riferimento è il prezzo aggiornato quando il contratto include una clausola di indicizzazione e quando vengono apportate diverse modifiche successive, e tale limitazione si applica al valore di ciascuna modifica)”. A conferma della piena sintonia tra Roma e Bruxelles, la Commissione ha concluso sottolineando il recepimento degli orientamenti metodologici: “Nei suoi scambi con le autorità italiane, la Commissione ha fornito alcuni orientamenti sulla metodologia che l’amministrazione aggiudicatrice competente dovrebbe applicare per verificare la conformità a tali condizioni prima di autorizzare le modifiche previste. Le autorità italiane hanno indicato di aver tenuto debitamente conto di tali orientamenti metodologici e hanno confermato che, sulla base dell’interpretazione proposta dalla Commissione, le modifiche previste soddisfano i requisiti pertinenti previsti dal diritto dell’Ue”.

Pietro Ciucci e la stabilità economica del Contraente Generale

A completare la giornata di chiarimenti e passaggi chiave per la grande opera, sono giunte le valutazioni della governance della società concessionaria. L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha analizzato la presa di posizione di Bruxelles, evidenziando come le verifiche europee confermino la correttezza dell’iter per il mantenimento del vecchio contratto. Ciucci ha chiarito l’impatto economico dell’operazione, sottolineando che l’incremento di spesa per il Contraente Generale è legato in primo luogo alla variazione dei prezzi dei materiali e non all’esecuzione di opere strutturali differenti, garantendo il pieno rispetto del limite del 50%. Riferendosi all’esito del confronto comunitario, Pietro Ciucci ha dichiarato: “Le dichiarazioni della Commissione Ue confermano quanto più volte affermato nelle diverse sedi circa la corretta applicazione e il rispetto di quanto previsto dall’art. 72 della Direttiva Appalti. L’aggiornamento del corrispettivo del Contraente Generale rientra nel limite del 50% e quindi non richiede una nuova gara. L’aumento del corrispettivo, come più volte sottolineato, è prevalentemente determinato dalla variazione dei prezzi e non da maggiori lavori che eventualmente rilevano sul rispetto del limite fissato dalla Direttiva. E’ inoltre stato chiarito dalla Commissione Ue che modifiche successive del costo per nuovi lavori vanno valutate singolarmente e non cumulate”.