Incendi Croazia, inferno di fuoco a Omiš: quasi 200 persone salvate dal mare, feriti gravissimi e devastazione sulla costa | FOTO e VIDEO

Notte drammatica sulla costa della Dalmazia: residenti e turisti sono fuggiti dalle fiamme. Le autorità marittime hanno soccorso almeno 194 persone tra Nemira e Ruskamen

Incendi in Croazia: situazione di grave emergenza

Una notte di terrore sulla costa della Croazia, dove un gigantesco incendio nell’area di Omiš, lungo la Dalmazia, ha costretto centinaia di persone a fuggire dalle fiamme cercando salvezza direttamente nel mare. Residenti e turisti, tra cui anche bambini, si sono riversati sulle spiagge, sono entrati nelle acque dell’Adriatico o hanno raggiunto le imbarcazioni presenti lungo la costa mentre il fronte del fuoco avanzava rapidamente verso i centri abitati. L’episodio più impressionante dell’emergenza è rappresentato dalla gigantesca operazione di soccorso organizzata durante la notte: secondo i primi dati diffusi dalle autorità, gli equipaggi delle capitanerie di porto hanno recuperato 194 persone, soprattutto nel tratto costiero compreso tra Nemira e Ruskamen. Un numero che potrebbe essere persino superiore, dal momento che alle operazioni hanno partecipato anche altri servizi di emergenza, cittadini privati e compagnie di navigazione.

La situazione sanitaria è risultata fin dalle prime ore particolarmente grave. Una prima comunicazione del KBC Split, il centro ospedaliero di Spalato, aveva riferito di 36 persone che avevano richiesto assistenza medica, 14 delle quali ricoverate. Dieci pazienti erano stati trasferiti nei reparti di terapia intensiva e sette risultavano in condizioni tali da rappresentare un pericolo per la vita. Tra i feriti più gravi figura anche un ragazzo di 17 anni. Nel corso della giornata di venerdì 14 agosto il quadro è stato ulteriormente aggiornato: le persone visitate in ospedale sono salite a 42, mentre sette pazienti risultavano ancora in condizioni critiche. Quattro dei feriti più gravi sono stati trasferiti verso strutture specialistiche di Zagabria. Nelle ore successive, durante le verifiche nell’area devastata dalle fiamme, è stato inoltre segnalato il ritrovamento di un corpo senza vita.

Incendio a Omiš, la fuga disperata verso il mare

La scena vissuta durante la notte tra giovedì 13 e venerdì 14 agosto è stata drammatica. L’enorme incendio boschivo si è propagato rapidamente nell’area di Omiš, raggiungendo zone abitate e avvicinandosi pericolosamente alla costa. Con il fuoco alle spalle, numerose persone hanno scelto l’unica direzione apparentemente sicura: il mare. Decine di residenti e villeggianti, compresi bambini, hanno così raggiunto la battigia e sono entrati in acqua oppure sono saliti sulle barche presenti nella zona, mentre le fiamme continuavano ad avanzare. L’evacuazione via terra era resa estremamente difficile dalla velocità di propagazione dell’incendio e dalle condizioni lungo le vie costiere. Le fiamme, alimentate anche dal forte vento, hanno interessato un territorio vastissimo. Le prime ricostruzioni parlano di oltre 1.000 ettari attraversati dal fuoco, con case, vegetazione e infrastrutture minacciate o danneggiate. Circa un migliaio di persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni o le strutture turistiche durante la notte.

Incendi Croazia

Quasi 200 persone recuperate nell’Adriatico

L’allarme per la presenza di un grande numero di persone in mare e a bordo di imbarcazioni prive di adeguata assistenza è arrivato alle autorità intorno alle 23:40. È stata così avviata una vasta operazione coordinata dal Centro nazionale per il coordinamento del soccorso marittimo di Rijeka, insieme alla Capitaneria di porto di Spalato e alle strutture operative di Makarska, Milna e Hvar. Nell’intervento sono stati coinvolti mezzi della polizia, della Guardia costiera croata, delle autorità doganali e del Soccorso alpino croato. Alla macchina dei soccorsi hanno partecipato anche cittadini e una compagnia privata di trasporto passeggeri, contribuendo alle operazioni di recupero delle persone rimaste intrappolate tra le fiamme e il mare. La fase più intensa dell’intervento si è concentrata tra mezzanotte e un quarto e le 2:45, quando i soccorritori hanno continuato a muoversi tra il litorale, le acque antistanti e le diverse imbarcazioni sulle quali molte persone avevano trovato rifugio.

Omiš, 194 persone salvate tra Nemira e Ruskamen

Il primo bilancio fornito dalle autorità marittime parla di 194 persone tratte in salvo, prevalentemente nella fascia costiera tra Nemira e Ruskamen. Il numero complessivo potrebbe però essere maggiore perché, parallelamente agli interventi delle autorità portuali, sono state effettuate operazioni di soccorso anche da parte di altri servizi pubblici, società private e singoli cittadini. La scelta di rifugiarsi in mare racconta meglio di qualsiasi altro elemento la velocità con cui la situazione è precipitata. Per molte persone non c’è stato il tempo di organizzare un’evacuazione ordinaria: davanti all’avanzata del fronte dell’incendio, raggiungere l’Adriatico è diventata una misura estrema per allontanarsi dal calore, dal fumo e dalle fiamme. Il soccorso marittimo ha consentito di trasferire in sicurezza decine di famiglie e turisti nel cuore della notte, mentre l’emergenza proseguiva contemporaneamente sulla terraferma.

Decine di feriti nell’incendio, gravi ustioni per i pazienti in terapia intensiva

Le conseguenze sanitarie dell’incendio di Omiš sono state pesanti. Nelle prime ore il KBC Split aveva riferito che 36 persone avevano richiesto cure mediche, con 14 ricoveri ospedalieri. Dieci dei pazienti ricoverati erano stati destinati alle unità di terapia intensiva, mentre sette si trovavano in condizioni di pericolo di vita. La maggior parte dei casi più gravi era legata a ustioni severe, lesioni che richiedono trattamenti particolarmente delicati e un’assistenza altamente specialistica. I medici avevano quindi cominciato a predisporre il trasferimento di alcuni pazienti negli ospedali di Zagabria, in modo da garantire loro il livello di assistenza necessario. Tra i feriti gravi era stato segnalato anche un 17enne. Per ragioni legate alla tutela della privacy sanitaria non erano stati divulgati ulteriori dettagli sulle condizioni individuali dei ricoverati. Nel pomeriggio il bilancio è stato aggiornato ulteriormente: 42 persone erano state visitate in seguito all’incendio, 14 risultavano ricoverate e dieci erano assistite nelle unità di terapia intensiva. Sette rimanevano in condizioni gravissime.

Plenković a Omiš per il vertice sull’emergenza incendi

La risposta delle istituzioni croate è proseguita anche nelle ore successive al drammatico salvataggio notturno. Il primo ministro Andrej Plenković ha raggiunto Omiš insieme a diversi componenti del governo. Nella città è stato organizzato un vertice con i responsabili dei vigili del fuoco, le autorità locali, la Protezione civile, la polizia e i rappresentanti del KBC Split, con l’obiettivo di coordinare la gestione della fase successiva dell’emergenza, valutare la situazione sul territorio e organizzare gli interventi nelle aree maggiormente danneggiate. L’emergenza ha assunto dimensioni tali da coinvolgere centinaia di vigili del fuoco e decine di veicoli, oltre ai mezzi aerei impiegati contro le fiamme. Secondo le informazioni diffuse durante la giornata, alcune delle risorse antincendio sono state successivamente ridistribuite verso un altro incendio divampato più a sud, nella penisola di Pelješac.

Il presidente Milanović nelle aree devastate dalle fiamme

Anche il presidente croato Zoran Milanović aveva programmato una visita a Omiš nella giornata del 14 agosto. Secondo quanto annunciato dal suo ufficio, il capo dello Stato avrebbe incontrato il sindaco della città e i rappresentanti dei servizi antincendio prima di raggiungere direttamente le zone colpite. L’arrivo era stato programmato per le 14:00. Milanović ha poi effettivamente raggiunto Omiš nel pomeriggio, incontrando i vertici dei vigili del fuoco e le autorità locali mentre proseguivano le verifiche sul territorio devastato.

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