Ieri, mercoledì 26 agosto, a Ginosa, nel Tarantino, 3 diversi incendi hanno distrutto, oltre a seminativi, anche i boschi e la vegetazione delle ‘gravine, le famose e suggestive aree naturali che si trovano anche in prossimità del centro abitato. A un certo punto è stata valutata la possibilità di evacuare alcune case. “Oggi stiamo facendo dei sopralluoghi e servizi mirati nelle zone ancora non coinvolte”, spiega all’Adnkronos il sindaco Vito Parisi. “C’è preoccupazione tra i cittadini su quello che può ancora succedere“, continua. “Purtroppo la vivono come una certezza. Ieri alcuni mi chiamavano chiedendo attenzione. Si dicevano preoccupati perché la loro zona non era stata ancora bruciata“. E quindi può toccare a loro. “Io stesso stamattina – annuncia Parisi – mi recherò in quelle aree, perché la situazione è drammatica”.
“Quella degli incendi è una costante giornaliera. Nel solo 2026 Ginosa ne ha registrati 100. Fino al 17 agosto eravamo il secondo comune in Puglia per numero di incendi, il primo in provincia di Taranto. Non mi riferisco all’estensione delle superfici bruciate. Soltanto ieri sono stati andati a fuoco più di 30 ettari per tre incendi in contemporanea. Dietro c’è una strategia. Sulle possibili motivazioni il mio appello alla Procura è a verificarle una per una”, ha continuato Parisi.
Le azioni del Comune
Il Comune fa quello che può per contrastare questa piaga. “Stiamo monitorando con i mezzi a nostra disposizione le zone ancora non attraversate dalle fiamme“, riferisce il sindaco. “Ginosa ha una estensione territoriale che è più grande di quella di Milano. Noi 188 chilometri quadrati di superficie, Milano 181. Ma io non ho gli strumenti del Comune di Milano“, evidenzia Parisi. “Ce li stiamo inventando ma la sensazione è di avere le armi spuntate”. Di qui la denuncia pubblica di ieri. “Avrei potuto farla – specifica – per ogni giorno dell’estate”, precisa. Peraltro durante il periodo tardo primaverile Ginosa è stata colpita anche da nubifragi che hanno fatto esondare i corsi d’acqua e fatto sfiorare una alluvione. Un evento peraltro già verificatosi nel 2013 quando ci furono 4 morti.
L’appello alla Procura
Parisi ha detto di non credere a tentativi di speculazione edilizia. “Tutte le particelle interessate vengono segnalate, il Comune aggiorna il catasto incendi e quindi scatta il vincolo dell’inedificabilità“, ha spiegato. “Ho lanciato alla Procura – sottolinea – l’appello di andare a verificare una per una le possibili motivazioni. Non credo sinceramente che ci sia la mano dell’agricoltore che deve ‘pulire’ il terreno. Ieri la dinamica è stata davvero particolare“, rileva.
“Nel momento in cui, con il direttore operativo dello spegnimento dei Vigili del Fuoco, ci siamo recati in una località nella quale stavamo valutando di evacuare la zona più popolosa di Ginosa, si è verificato un altro incendio su un’altra collina e poi in un’altra località ancora. Cioè qualcuno ha appiccato altri due incendi in contemporanea. Questo è un aspetto che va verificato. Ieri l’ingegnere dei Vigili del Fuoco era talmente arrabbiato – afferma Parisi – che ha utilizzato una parola forte, ha detto ‘qui si sta attentando alla vita delle persone, questo è terrorismo‘. E certo che, se ci fossero state delle vittime, sarebbe stato un caso di terrorismo. Qualsiasi siano i motivi mi auguro che la Procura li verifichi uno per uno: occorre cercare di capire se si tratta di ragazzi, di persone anziane, o di qualcuno che si sta divertendo. In ogni caso ieri era palese anche ai meno attenti che si è trattato di una strategia”, conclude.


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