Da gennaio ai primi di agosto del 2026 sono stati 1.550 gli incendi divampati in Sardegna, dato in linea con la media dei 12 anni precedenti, ma in leggero aumento rispetto al 2025, quando i roghi nello stesso periodo di riferimento si fermarono a quota 1.459. Questi i numeri forniti dall’assessorato regionale all’Ambiente, dopo la riunione di questa mattina per fare il punto sulla campagna antincendio boschivo, convocata insieme alla Protezione Civile isolana con i vertici del Corpo forestale, agenzia Forestas e Vigili del Fuoco. Fortunatamente risultano in netto calo, -63%, gli ettari di superficie boscata percorsa dal fuoco, ma aumenta del 38% quella non boschiva, con oltre 9.478 ettari andati in fumo.
La mano dell’uomo
Altro dato, riportato dal comandante del Corpo forestale, Gianluca Cocco, la conferma di come praticamente tutti i roghi – al netto di qualche rara eccezione, come la caduta di fulmini – siano riconducibili all’intervento umano: il 60% degli incendi divampati è infatti di origine dolosa, mentre il 40% colposa. “Purtroppo la mano umana continua ad essere responsabile di questo grave delitto – commenta l’assessore all’Ambiente, Rosanna Laconi –. Sono atti di terrorismo nei confronti della nostra terra”.
Le forze in campo
Durante la riunione è stato fatto il punto anche sulle forze in campo: la macchina antincendi regionale è composta a terra da 600 forestali, 1.300 Vigili del Fuoco, un migliaio del personale di Forestas, 150 delle compagnie barracellari e circa 2.000 volontari. A questi si aggiungono, sino all’1 settembre, tre Canadair della flotta nazionale e, sino al 15 ottobre, 9 elicotteri leggeri da 900 litri d’acqua, un elicottero “Ab412” con capacità di 1.200 litri e due Super Puma in grado di trasportare fino a 4.000 litri. Operativi infine due elicotteri dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare e i droni, oggi usati per la perlustrazione dei territori.
“Scontiamo una carenza di mezzi per quanto riguarda il lavoro delle bonifiche, e soprattutto per la perlustrazione del territorio – sottolinea Laconi -. È necessario incrementare, ai fini preventivi, il controllo. Ecco perché, tramite le prefetture, abbiamo chiesto il supporto delle forze dell’ordine, in modo da mappare aree precise“. In generale, rimarca l’assessore, “è necessario coinvolgere tutti e lavorare veramente come una squadra. Compresi gli stessi cittadini, che devono essere controllori del proprio territorio”.


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