Incendio sul Monte Amariana, fiamme a 50 metri dalle case: evacuata Pissebus, allerta per il fumo in 17 Comuni del Friuli Venezia Giulia | FOTO

Notte di forte tensione nel Tolmezzino: il rogo si è avvicinato alle abitazioni della frazione di Pissebus, evacuata in via cautelativa. Il Comitato di emergenza ha disposto precise raccomandazioni per la popolazione a causa del rischio legato al fumo e al possibile superamento dei limiti giornalieri di PM10

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Resta estremamente delicata la situazione degli incendi in Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione concentrata sul vasto incendio del Monte Amariana. L’aggiornamento delle ore 14 di domenica 16 agosto descrive uno scenario ancora in evoluzione dopo una notte caratterizzata da forte tensione, durante la quale si è resa necessaria l’evacuazione cautelativa della frazione di Pissebus. Il momento più critico si è verificato proprio durante la notte, quando le fiamme sono arrivate a circa 50 metri dalle abitazioni, imponendo l’adozione immediata di misure di sicurezza per la popolazione. Per garantire una prima accoglienza alle persone evacuate è stata predisposta la palestra comunale. Nelle operazioni di contrasto all’avanzata del fuoco è risultato fondamentale anche il contributo diretto del territorio. Cittadini e agricoltori sono intervenuti mettendo a disposizione autobotti e trattori, affiancando così il complesso dispositivo di emergenza attivato per contenere il fronte dell’incendio.

Comitato di emergenza riunito a Tolmezzo dopo l’evacuazione di Pissebus

Dopo le ore più difficili della notte, nella giornata di oggi a Tolmezzo si è riunito il Comitato di emergenza, chiamato a valutare l’evoluzione dell’incendio e soprattutto le conseguenze provocate dalla presenza di fumo e polveri su un’area molto vasta del territorio regionale. L’attenzione non riguarda infatti soltanto la propagazione delle fiamme, ma anche la qualità dell’aria, che potrebbe risentire in maniera significativa dei grandi quantitativi di fumo prodotti dal rogo. Le autorità hanno quindi fornito una serie di indicazioni precauzionali rivolte alla popolazione dei Comuni interessati, invitando a limitare il più possibile la permanenza all’aperto e a mantenere porte e finestre chiuse per ridurre l’esposizione alle sostanze trasportate nell’atmosfera. È stata inoltre raccomandata la sospensione delle attività fisiche e sportive intense. Nei casi in cui sia indispensabile restare all’esterno, viene indicato l’utilizzo di mascherine FFP2 o FFP3. Particolare cautela viene richiesta per le categorie più vulnerabili, in particolare bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari, potenzialmente più esposte agli effetti dell’inquinamento atmosferico prodotto dagli incendi.

Allerta fumo in 17 Comuni del Friuli Venezia Giulia

Le raccomandazioni interessano complessivamente 17 Comuni del Friuli Venezia Giulia, a conferma della vastità dell’area sulla quale il fumo potrebbe produrre conseguenze. Le indicazioni riguardano i territori comunali di Tolmezzo, Amaro, Cavazzo, Zuglio, Arta Terme, Artegna, Sutrio, Cercivento, Paluzza, Paularo, Villa Santina, Moggio, Tarcento, Treppo Ligosullo, Venzone, Gemona e Osoppo. La diffusione del fumo dipende in maniera significativa anche dalle condizioni del vento, che possono cambiare la direzione delle masse d’aria e spostare le sostanze prodotte dalla combustione verso aree diverse rispetto a quelle direttamente interessate dalle fiamme.

Qualità dell’aria, Arpa: “possibile superamento dei limiti giornalieri di PM10”

Sul fronte della qualità dell’aria, le analisi effettuate da Arpa indicano che i livelli di PM10 potrebbero superare i limiti giornalieri. Il quadro rimane strettamente legato all’evoluzione delle condizioni meteorologiche e in particolare alla ventilazione. I venti possono infatti spingere i fumi verso la Valle del But, ampliando gli effetti dell’incendio anche a territori non direttamente raggiunti dal fronte del fuoco. Proprio per questo motivo le raccomandazioni sulla permanenza all’aperto, sulla chiusura degli ambienti domestici e sull’uso delle mascherine rappresentano una delle principali misure preventive adottate in questa fase dell’emergenza.

Operazioni di spegnimento con mezzi aerei, droni e rinforzi dalla Slovenia

Sul Monte Amariana le operazioni di spegnimento proseguono senza interruzioni. Il dispositivo schierato è particolarmente consistente e comprende numerosi mezzi aerei, oltre all’impiego di droni utilizzati per il controllo del territorio e per seguire l’evoluzione dei fronti dell’incendio. Alle forze già operative sul territorio si sono aggiunti anche rinforzi arrivati dalla Slovenia, impegnati nelle attività necessarie a contenere e progressivamente spegnere le fiamme. La situazione resta complessa proprio per la vastità e le caratteristiche dell’area coinvolta, mentre le squadre continuano a presidiare i settori considerati più critici.

Monte Dobis sotto osservazione, origine del rogo ritenuta probabilmente dolosa

Un altro punto sul quale resta particolarmente alta l’attenzione è il Monte Dobis. In questa zona l’origine del rogo è ritenuta probabilmente dolosa. Le verifiche proseguono parallelamente alle operazioni di spegnimento, mentre permane anche il problema legato alle infrastrutture energetiche interessate dall’emergenza. Le linee elettriche ad alta tensione risultano ancora disattivate, una misura legata alle condizioni di sicurezza nell’area interessata dagli incendi.

Aziende agricole, messi in sicurezza circa 70 capi di bestiame

L’emergenza sta avendo conseguenze anche sulle aziende agricole presenti sul territorio. Una delle priorità ha riguardato la messa in sicurezza degli animali nelle zone esposte al rischio. Sono già stati trasferiti e messi al riparo circa settanta capi di bestiame, mentre la Regione sta lavorando per assicurare la continuità dell’alimentazione degli animali. Parallelamente si stanno predisponendo gli interventi necessari per affrontare i danni subiti dalle aziende agricole, in una fase nella quale è ancora impossibile definire con precisione l’entità complessiva delle conseguenze prodotte dagli incendi.

Regione FVG prepara ristori e richiesta dello stato di emergenza nazionale

Accanto alla gestione immediata dell’emergenza, la Regione Friuli Venezia Giulia sta predisponendo anche le misure destinate alla fase successiva. La Regione prevede infatti di mettere in campo misure per il ristoro dei danni e il sostegno alle attività economiche colpite dagli incendi. Sono stati inoltre attivati gli strumenti necessari per poter accedere allo stato di emergenza nazionale e ai relativi fondi, così da garantire risorse aggiuntive per affrontare i danni provocati dal fuoco e sostenere i territori coinvolti.