La lotta contro il vasto incendio sul monte Morrone prosegue senza sosta mentre a Roccacasale, in provincia dell’Aquila, resta alta l’attenzione per l’evoluzione delle fiamme che da giorni interessano la montagna. Il rischio che il rogo possa raggiungere il paese viene considerato remoto dal sindaco Enrico Pace, ma la situazione ha comunque spinto le autorità a predisporre un piano straordinario di protezione dell’abitato, con uomini e mezzi pronti a intervenire anche nello scenario peggiore. L’emergenza ha richiesto un consistente dispiegamento di forze. Accanto all’incessante attività dei volontari e dei Vigili del Fuoco, è stato necessario anche l’impiego dell’Esercito, mentre la battaglia contro le fiamme viene condotta soprattutto dall’alto a causa delle caratteristiche particolarmente difficili del territorio.
Incendio sul Monte Morrone, il piano straordinario per proteggere Roccacasale
La priorità è impedire che il fronte dell’incendio possa avvicinarsi ulteriormente alle abitazioni di Roccacasale. Il sindaco Enrico Pace ha spiegato le misure adottate insieme alla Protezione civile, sottolineando come, pur considerando molto difficile un coinvolgimento diretto del centro abitato, sia stato predisposto un dispositivo specifico per affrontare qualsiasi eventualità. “Ritengo un’ipotesi molto remota che l’incendio possa arrivare al paese, ma, in ogni caso, assieme alla Protezione civile, abbiamo predisposto un piano straordinario a salvaguardia dell’abitato, collocando nella parte alta mezzi e cisterne dei vigili del fuoco per prepararci anche all’ipotesi peggiore”. Sono ore particolarmente delicate sul monte Morrone, dove il rogo continua a impegnare le squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento. Il pericolo di dover procedere all’evacuazione di una parte del paese è stato evitato proprio grazie alla presenza massiccia degli operatori e al piano straordinario attivato già da giorni.
Roccacasale, le fiamme erano arrivate a 500 metri dalle abitazioni
La situazione aveva destato particolare preoccupazione quando le fiamme erano arrivate a circa 500 metri dalle abitazioni del paese, che conta 556 abitanti. La vicinanza del fronte dell’incendio aveva reso necessario rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza, predisponendo mezzi e cisterne nella zona alta dell’abitato. L’obiettivo è mantenere una barriera operativa tra il rogo e le case, intervenendo tempestivamente qualora le condizioni meteorologiche o la direzione del vento dovessero modificare improvvisamente lo scenario. La presenza massiccia di personale e mezzi ha permesso finora di evitare l’ipotesi più critica, quella dell’allontanamento preventivo dei residenti dalle aree potenzialmente più esposte.
Le cause dell’incendio sul Morrone, il sindaco: possibile l’innesco di un fulmine
Resta da chiarire anche l’origine del rogo sul monte Morrone. Il sindaco non entra nel merito degli accertamenti sulle cause, lasciando agli organismi competenti il compito di stabilire cosa abbia dato origine alle fiamme. Pace, tuttavia, evidenzia un elemento: l’incendio sarebbe partito in una zona particolarmente difficile da raggiungere e nelle stesse ore sulla Valle Peligna si erano verificati numerosi fulmini. “Lascio chiarire a chi di dovere le cause del rogo – spiega -, posso solo dire che le fiamme sono partite in un punto molto difficile da raggiungere, per questo non escludo possa essere stato innescato da un fulmine, visto che in quelle ore ne sono caduti molti qui in Valle Peligna”. Si tratta quindi di un’ipotesi, mentre l’accertamento delle cause resta affidato a chi dovrà ricostruire con precisione l’origine dell’incendio.
Esercito sul Monte Morrone, in azione il New Holland D180 degli Alpini
Un contributo importante alle operazioni è arrivato anche dall’Esercito. Nel pomeriggio è infatti entrato in funzione il mezzo tagliafuoco New Holland D180, gestito dal nono reggimento Alpini dell’Aquila. Il mezzo è stato impiegato per la realizzazione di corridoi di sicurezza, destinati a separare le aree considerate maggiormente sensibili dal fronte delle fiamme. Tra le zone da proteggere figurano proprio le abitazioni di Roccacasale, che nella serata precedente erano state assediate dall’incendio arrivato a circa 500 metri di distanza. L’intervento del mezzo tagliafuoco si inserisce nel più ampio dispositivo predisposto per contenere l’avanzata del rogo e creare condizioni maggiormente favorevoli per le squadre impegnate sul terreno.
Tre velivoli Erickson in azione contro l’incendio
La conformazione del monte Morrone rende particolarmente complesso il lavoro delle squadre a terra. Il territorio è infatti caratterizzato da un’orografia scoscesa e difficile, elemento che rende fondamentale l’intervento dei mezzi aerei antincendio. Secondo quanto riferito dal sindaco, sono impegnati a pieno regime tre velivoli Erickson. In questa fase anche il vento sta favorendo le operazioni perché soffia in direzione della montagna e non verso il paese. Proprio il vento rappresenta tuttavia una delle variabili più delicate dell’intera emergenza. Nei giorni precedenti la sua direzione era infatti cambiata, spingendo le fiamme verso Roccacasale e aumentando la preoccupazione per la sicurezza delle abitazioni.
Il vento spira verso la montagna, ma resta alta l’attenzione
L’evoluzione delle condizioni del vento viene quindi seguita costantemente. Una nuova rotazione potrebbe modificare rapidamente la direzione dell’incendio e avvicinare nuovamente il fronte alle zone abitate. Il sindaco ha spiegato che molti cittadini hanno manifestato la volontà di partecipare direttamente alle operazioni come volontari, ma il dispiegamento di uomini e mezzi viene ritenuto già adeguato. Inoltre, proprio le difficoltà del territorio rendono l’intervento aereo determinante rispetto a quello effettuato da terra. “Sono in azione a pieno regime ben tre velivoli Erickson, il vento è favorevole, spira verso la montagna, il timore era che, come già avvenuto nei giorni scorsi, cambiasse direzione verso il paese. Tanti cittadini hanno chiesto di poter aiutare, come volontari. Ma non ce n’è bisogno, il dispiegamento di forze è già più che adeguato e, vista l’orografia del terreno, scosceso e ostico, la battaglia contro l’incendio va combattuta soprattutto dal cielo, con Canadair ed elicotteri” conclude.


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