La prossima stagione influenzale 2026-2027 potrebbe presentare uno scenario particolare, con un numero complessivo di contagi potenzialmente inferiore rispetto allo scorso anno ma con una maggiore incidenza di forme gravi e ospedalizzazioni. I primi segnali arrivano dall’Australia, Paese che anticipa temporalmente l’arrivo dell’inverno rispetto all’emisfero boreale e che rappresenta spesso un osservatorio utile per prevedere l’andamento dei virus respiratori nei mesi successivi. A delineare il possibile quadro della nuova stagione è l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, che sottolinea come i dati provenienti dall’emisfero australe meritino attenzione soprattutto per quanto riguarda il peso clinico dell’infezione. “E questi segnali ci dicono che il numero dei casi complessivo sembrerebbe inferiore rispetto alla stagione dell’anno scorso, ma il numero di ospedalizzazioni, quindi di forme più gravi e impegnative, sembrerebbe addirittura superiore a quello dell’anno precedente”, ha spiegato Bassetti.
Influenza 2026-2027, attesa la circolazione dei virus H3N2 e H1N1
Secondo l’infettivologo, tra i principali protagonisti della prossima stagione influenzale potrebbero esserci ancora i ceppi H3N2 e H1N1, virus dell’influenza A che negli ultimi anni hanno avuto un ruolo rilevante nella diffusione delle infezioni respiratorie. “E’ verosimile – spiega all’Adnkronos Salute il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova – che quest’anno circolerà il virus H3N2, più il virus H1N1, che devo dire ha già circolato in questo mese di agosto anche da noi, a dimostrazione che ormai la stagione influenzale c’è praticamente tutto l’anno”. Un aspetto che sta modificando progressivamente la percezione della malattia stagionale: l’influenza non appare più confinata esclusivamente ai mesi invernali, ma può presentare circolazione anche fuori dai periodi tradizionali, complice la continua presenza di virus respiratori nella popolazione.
Vaccino antinfluenzale, Bassetti chiede campagne universali in tutte le Regioni
Sul fronte della prevenzione, il tema centrale resta quello della vaccinazione antinfluenzale. Bassetti ribadisce la necessità di un’organizzazione più ampia e uniforme sul territorio nazionale, con campagne vaccinali anticipate e accessibili a una platea più vasta. “Io credo e rimango fortemente convinto che le Regioni dovrebbero tutte organizzarsi per promuovere la vaccinazione universale”, osserva l’infettivologo. Secondo Bassetti, il modello adottato in alcune Regioni dovrebbe essere esteso a tutta Italia: “fondamentalmente quello che hanno fatto l’anno scorso la Lombardia e la Liguria lo dovrebbero fare tutte le Regioni italiane: offrire gratuitamente a chi vuole la possibilità di vaccinarsi per l’influenza, da 0 a 100 anni, quindi bambini, adolescenti, adulti sani e naturalmente le persone anziane e gli immunodepressi”. L’obiettivo sarebbe quello di aumentare la copertura vaccinale e ridurre il peso dell’influenza soprattutto sulle categorie maggiormente esposte al rischio di complicanze.
Anziani, bambini e immunodepressi tra le categorie più esposte al rischio
Pur sostenendo una vaccinazione estesa a tutte le fasce d’età, Bassetti individua alcune categorie per le quali la protezione contro l’influenza stagionale rappresenta una priorità. “Chi proprio non dovrebbe esimersi dal fare l’antinfluenzale”, rimarca, “sono gli immunodepressi, i bambini che vanno a scuola (perché da lì arriva il volano dell’influenza per gli adulti) e poi naturalmente i grandi anziani”. Particolare attenzione viene rivolta agli over 75, una fascia d’età nella quale il virus influenzale può determinare conseguenze più pesanti, aggravando condizioni respiratorie e cardiovascolari già presenti. “Mi riferisco soprattutto agli over 75, per i quali l’influenza rappresenta un problema importante che va ad aggravare situazioni respiratorie e cardiologiche di base. Sappiamo bene come il virus dell’influenza a queste persone faccia davvero male e finisca per essere una delle ragioni per cui poi vengono ricoverati”, ha aggiunto Bassetti.
Vaccinazioni influenza 2026-2027, l’appello: partire già da settembre
Il nodo principale della prossima campagna vaccinale sarà anche quello della tempistica. Secondo Bassetti, iniziare con largo anticipo potrebbe consentire di arrivare ai mesi di maggiore diffusione del virus con una protezione già consolidata. “Mi auguro che le Regioni vogliano partire presto”, ha dichiarato, auspicando l’avvio delle campagne informative e organizzative già nelle prossime settimane. L’obiettivo indicato dall’infettivologo è quello di cominciare la programmazione a settembre, così da avviare le vaccinazioni nel mese di ottobre e garantire una copertura adeguata durante il periodo tradizionalmente più critico, compreso tra novembre e febbraio, quando è atteso il picco influenzale. “Spero dunque che tutti vogliano cominciare a organizzare le campagne vaccinali già dal mese di settembre, per far sì che, iniziando a vaccinare in maniera importante a ottobre, poi nei mesi più freddi – cioè novembre-dicembre e gennaio-febbraio (quando ci si aspetta il picco) – le persone possano essere coperte”.
Bassetti critica i ritardi delle campagne vaccinali: “negli ultimi quattro anni azzeccate davvero poche”
Nel suo intervento, Bassetti ha anche espresso preoccupazione per la gestione delle campagne vaccinali degli ultimi anni, chiedendo un cambio di passo per la stagione 2026-2027. “Io non voglio sempre criticare il ministero, ma negli ultimi quattro anni mi sembra che ne abbiano azzeccate davvero poche sulle vaccinazioni. Quindi speriamo che quest’anno non si rifacciano gli stessi errori che si sono commessi nel passato”, ha concluso l’infettivologo. La prossima stagione influenzale si prepara dunque a essere monitorata con particolare attenzione: i primi segnali dall’Australia indicano un possibile calo dei contagi complessivi, ma anche un aumento del numero di casi più severi, rendendo centrale il ruolo della prevenzione vaccinale e della tempestività delle campagne di immunizzazione.


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