La biodiversità diventa strategia turistica: lo Stretto al centro del progetto “Mare Dentro”

La quarta tappa del viaggio di MAVISU rilancia una visione della Calabria capace di integrare aree marine protette, montagna, borghi, archeologia, cultura e produzioni identitarie

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La biodiversità della Calabria non può essere considerata soltanto un patrimonio naturale da proteggere, ma deve diventare una vera e propria destinazione turistica, capace di essere costruita, organizzata e raccontata attraverso una proposta integrata che unisca mare, montagna, cultura, archeologia, borghi e produzioni identitarie. È il messaggio emerso a Reggio Calabria durante la quarta tappa di Mare Dentro, il viaggio di MAVISU attorno alla penisola calabrese promosso dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria per valorizzare le aree protette attraverso tutela ambientale, inclusione, legalità, solidarietà e fruizione turistica sostenibile. Dopo gli approdi sullo Jonio a Crotone, Catanzaro e Locri, la tappa reggina ha rappresentato uno dei passaggi più significativi del percorso, soprattutto per il ruolo dello Stretto di Messina, indicato come un ecosistema con caratteristiche uniche e distintive rispetto agli altri mari che bagnano la regione.

Greco: “lo Stretto è il “terzo ambiente marino” della Calabria”

A sottolineare la straordinaria specificità dello Stretto è stato il direttore generale dell’EPMR Raffaele Greco, che ha richiamato il valore scientifico, naturalistico ed ecologico di un’area che non può essere semplicemente assimilata allo Ionio o al Tirreno. Nel suo intervento, Greco ha evidenziato come lo Stretto rappresenti un vero e proprio terzo ambiente marino della Calabria, studiato dagli oceanografi di tutto il mondo per i fenomeni biologici ed ecologici che lo caratterizzano. Un ecosistema capace, proprio attraverso la sua eccezionalità, di raccontare una delle caratteristiche più profonde della Calabria: una diversità naturale straordinaria, concentrata in un territorio nel quale ambienti marini, coste e rilievi montuosi convivono a distanze estremamente ridotte. Il messaggio consegnato dall’Ente dei Parchi Marini è quindi quello di trasformare questo capitale naturale in un elemento strutturale dell’offerta turistica regionale, senza ridurre la biodiversità a semplice bene da conservare, ma facendone anche un motore di conoscenza, attrattività e sviluppo sostenibile.

“La Calabria, una montagna in mezzo al mare”: il confronto a Piazza Castello

La tappa di Reggio Calabria ha avuto il suo momento centrale nel talk “La Calabria, una montagna in mezzo al mare”, ospitato in Piazza Castello e condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto. Al confronto hanno partecipato, insieme al direttore generale Raffaele Greco, l’assessore del Comune di Reggio Calabria Filomena Iatì, con deleghe ad Attività produttive, Riorganizzazione e riordino dei mercati, Istruzione, Rapporti con l’Università Mediterranea e Innovazione tecnologica; il dirigente del Dipartimento Turismo della Regione Calabria Cosimo Carmelo Caridi; la senatrice della Repubblica Tilde Minasi; la consigliera regionale Filomena Greco; il delegato Calabria Meridionale della Lega Navale Italiana Sandro Dattilo; il Capitano di Fregata della Direzione Marina del Comando della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria Alessio Romeo e Angela Latella, presidente del Magna Graecia Outdoor. Numerose anche le presenze istituzionali, tra cui Fabio Colella, consigliere nazionale della Federazione Italiana Vela e consigliere comunale di Reggio Calabria, il prefetto Domenico Bagnato e i rappresentanti dell’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni e della Comunità Ministeriale di Reggio Calabria, protagonisti anch’essi della tappa reggina.

Dalle aree marine protette ai borghi: la Calabria punta su un’offerta turistica integrata

Dal confronto è emersa una visione condivisa della Calabria come sistema turistico integrato, nel quale le aree marine protette possano dialogare con la montagna, i borghi, i siti archeologici, la cultura e le produzioni identitarie. L’obiettivo è superare una narrazione della regione fondata quasi esclusivamente sulla balneazione e costruire invece un’offerta multitematica, capace di proporre esperienze differenti e complementari durante tutto l’anno. La prospettiva delineata a Reggio Calabria punta quindi a rispondere a una domanda turistica internazionale sempre più attenta alla qualità dei luoghi, alla sostenibilità e all’autenticità dei territori. In questo modello, il mare non rappresenta un elemento isolato, ma una delle componenti di un sistema territoriale molto più vasto, nel quale natura, cultura e identità possono rafforzarsi reciprocamente. La stessa immagine della “Calabria, una montagna in mezzo al mare” sintetizza una caratteristica geografica che può trasformarsi in un vantaggio competitivo: la possibilità di passare in poco tempo dalla costa ai rilievi, dai fondali alle aree interne, dai siti naturalistici alle testimonianze archeologiche.

Iatì: “Mare Dentro porta con sé un grande messaggio pedagogico”

A portare i saluti, i complimenti e l’adesione al progetto del sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro è stata l’assessore comunale Filomena Iatì, che ha indicato il Castello Aragonese come uno degli scenari identitari più significativi della città. L’assessore ha posto l’accento soprattutto sulla dimensione educativa dell’iniziativa e sul coinvolgimento delle nuove generazioni, sottolineando che “Mare Dentro porta con sé un grande messaggio pedagogico”. Un messaggio rivolto in particolare a scuole, università e giovani, chiamati a crescere nella consapevolezza del valore delle regole, dell’ambiente e della terra in cui vivono. La tutela della natura, in questa prospettiva, non viene presentata soltanto come un insieme di norme e divieti, ma come un processo culturale che parte dalla conoscenza del territorio e dalla capacità di riconoscere nel patrimonio ambientale una risorsa collettiva.

La Ricicletta consegnata al Comune di Reggio Calabria

Nel corso della tappa reggina è stata consegnata all’assessore Filomena Iatì anche la Ricicletta, simbolo del progetto “Ogni Lattina Vale”, promosso dall’EPMR insieme al CIAL – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio. La bicicletta è stata realizzata utilizzando il peso corrispondente a 800 lattine riciclate e rappresenta in maniera concreta il legame tra recupero dei materiali, mobilità sostenibile e tutela dell’ambiente marino. L’iniziativa vuole trasformare concetti spesso percepiti come astratti in comportamenti quotidiani facilmente riconoscibili, soprattutto nelle comunità costiere e nei luoghi maggiormente interessati dalla presenza turistica. Il messaggio è quello di rendere riciclo, sostenibilità e tutela del mare pratiche ordinarie, capaci di incidere direttamente sulla qualità degli ecosistemi e degli spazi pubblici.

Caridi: “dai Bronzi di Riace ai Parchi, la Calabria deve andare oltre la sola balneazione”

Il dirigente del Dipartimento Turismo della Regione Calabria Cosimo Carmelo Caridi ha inserito il progetto Mare Dentro all’interno della strategia regionale che mira ad ampliare la narrazione turistica della Calabria oltre il tradizionale modello esclusivamente balneare. Una strategia che punta a mettere in relazione le grandi icone culturali della regione con le sue eccellenze ambientali e paesaggistiche, costruendo un’immagine unitaria della destinazione Calabria. In questa direzione si colloca anche la prima edizione dell’evento dedicato per la prima volta per un intero mese ai Bronzi di Riace, attraverso un programma diffuso che unisce cultura, archeologia, natura e spettacolo. Le due celebri statue della Grecia classica vengono così interpretate non soltanto come patrimonio di Reggio Calabria, ma come simbolo dell’intera regione. I Bronzi, grazie ai dettagli e alle rifiniture artistiche non rinvenibili in statue analoghe, sono stati infatti censiti tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria.

Biodiversità, cultura e sostenibilità per costruire una nuova destinazione Calabria

La tappa reggina di Mare Dentro ha così rafforzato una prospettiva che mette al centro il patrimonio naturale senza separarlo dalle altre componenti dell’identità regionale. Lo Stretto di Messina, i parchi marini, la montagna, i borghi, i Bronzi di Riace, i siti archeologici e le produzioni identitarie possono diventare parti di un unico racconto capace di presentare la Calabria come una destinazione complessa, diversificata e riconoscibile. La sfida indicata dall’EPMR è proprio questa: passare dalla semplice tutela di un patrimonio ricevuto dalla natura alla costruzione di un modello nel quale biodiversità, turismo sostenibile, cultura e identità possano concorrere alla crescita e alla valorizzazione del territorio. Reggio Calabria e il suo Stretto rappresentano, in questo percorso, uno dei punti più emblematici: un’area dove la specificità dell’ambiente marino, la storia, il paesaggio e il patrimonio culturale convivono nello stesso spazio e possono diventare il simbolo di una Calabria che sceglie di raccontarsi oltre il solo mare estivo.