La cometa McNaught esplode di nuovo: luminosità aumentata di 650 volte, ora è visibile con un semplice binocolo

La cometa 220P/McNaught sorprende gli astronomi con una seconda spettacolare esplosione dopo l’outburst di maggio

Una cometa apparentemente anonima si è trasformata nel giro di poche settimane in uno degli oggetti più sorprendenti del cielo estivo. Si tratta della 220P/McNaught, protagonista di una nuova e improvvisa esplosione che ne ha aumentato la luminosità di circa 650 volte, portandola fino alla magnitudine 7 e rendendola così un obiettivo relativamente semplice per binocoli e piccoli telescopi. La nuova fase esplosiva si è verificata il 5 agosto, quando la cometa stava gradualmente tornando verso l’oscurità dopo un primo e ancora più clamoroso outburst registrato alla fine di maggio. A riportare i dettagli delle osservazioni è SpaceWeather.com, che evidenzia come l’oggetto stia mostrando un comportamento particolarmente dinamico e insolito, con una chioma in rapidissima espansione e caratteristiche che ricordano, pur su scala inferiore, quelle mostrate quasi vent’anni fa dalla celebre cometa 17P/Holmes.

Cometa 220P/McNaught, la luminosità era già aumentata di 7.000 volte a maggio

Alla fine di maggio la 220P/McNaught appariva come un insignificante puntino di 17ª magnitudine, estremamente debole e accessibile soltanto attraverso strumenti astronomici adeguati. Improvvisamente, però, la situazione era cambiata in maniera radicale: la luminosità della cometa era aumentata di circa 7.000 volte. Dopo quell’esplosione, l’oggetto aveva iniziato lentamente a perdere brillantezza, avviandosi nuovamente verso livelli tali da renderlo difficilmente osservabile. Il 5 agosto, tuttavia, è arrivata una seconda sorpresa. La cometa è infatti esplosa nuovamente e questo secondo evento ha determinato un incremento della luminosità di circa 650 volte. L’outburst ha spinto 220P/McNaught fino alla magnitudine 7, appena al di sotto della soglia normalmente considerata necessaria per una buona osservazione a occhio nudo, ma sufficientemente luminosa da poter essere individuata con relativa facilità attraverso un binocolo o un piccolo telescopio, soprattutto sotto cieli bui e lontani dall’inquinamento luminoso.

Gli astronomi osservano un “fronte d’onda d’urto” attorno alla cometa

Particolarmente suggestive sono state le osservazioni effettuate l’8 agosto dai fotografi astronomici Gerald Rhemann e Michael Jäger, che hanno seguito la cometa utilizzando un telescopio robotico da 12 pollici in Namibia. I due osservatori hanno descritto una struttura sorprendente attorno all’oggetto: “abbiamo osservato la cometa durante un’improvvisa fase di aumento della sua attività l’8 agosto”, raccontano i fotografi Gerald Rhemann e Michael Jäger, che hanno utilizzato un telescopio robotico da 12 pollici in Namibia. “Presenta un fronte d’onda d’urto”.

L’immagine della cometa mostra quindi quella che viene descritta come una vera e propria fronte d’onda, una struttura associata alla rapida espansione del materiale liberato durante l’esplosione. La chioma della cometa, cioè l’atmosfera temporanea costituita da gas e polveri che avvolge il nucleo, sta infatti aumentando rapidamente le proprie dimensioni. Secondo quanto riportato da SpaceWeather.com, l’atmosfera in espansione di 220P/McNaught ha già superato i 7 minuti d’arco di diametro apparente, una dimensione pari a circa un quarto del diametro della Luna piena osservata nel cielo terrestre. È inoltre presente una corta coda, orientata nella direzione opposta al Sole, come normalmente avviene per le comete a causa dell’azione della radiazione solare e del vento solare sui gas e sulle particelle espulse dal nucleo.

Dove osservare la cometa McNaught nel cielo del mattino

La cometa 220P/McNaught si trova attualmente nella costellazione della Balena, Cetus, in prossimità della stella Mu Ceti. Il momento indicato come più favorevole per tentare l’osservazione è intorno alle 4 del mattino, ora locale, quando la geometria del cielo consente di individuarla nelle condizioni migliori. Con una luminosità di 7ª magnitudine, la cometa non è ancora normalmente visibile a occhio nudo, ma può essere osservata con strumenti relativamente semplici. Un cielo particolarmente scuro rappresenta naturalmente un vantaggio importante, così come l’assenza di foschia e di forte illuminazione artificiale. La situazione resta però in continua evoluzione. Gli improvvisi incrementi di luminosità già osservati dimostrano infatti quanto il nucleo della cometa sia attualmente instabile.

Il paragone con la spettacolare cometa 17P/Holmes del 2007

Il comportamento di 220P/McNaught ha inevitabilmente riportato alla memoria uno degli eventi cometari più spettacolari degli ultimi decenni: l’improvvisa esplosione della cometa 17P/Holmes nel 2007. Alcuni osservatori stanno infatti paragonando la nuova attività di McNaught proprio a quella della Holmes. Le proporzioni, tuttavia, restano molto diverse. Nel 2007 17P/Holmes aumentò la propria luminosità di circa un milione di volte, trasformandosi improvvisamente in un oggetto visibile a occhio nudo. L’enorme chioma generata dall’esplosione poteva essere osservata mentre si espandeva notte dopo notte senza neppure la necessità di utilizzare un telescopio. Nel caso di 220P/McNaught, il soprannome di “Mini-Holmes” appare quindi più appropriato, anche se la somiglianza fisica e visiva tra i due eventi viene considerata evidente. La dinamica osservata in queste settimane indica infatti un’improvvisa e violenta liberazione di materiale dal nucleo, seguita dalla formazione di una chioma estremamente estesa rispetto alle dimensioni reali del corpo cometario.

La cometa è ricca di gas: possibile frammentazione del nucleo

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibile origine delle esplosioni. Dopo il primo grande outburst avvenuto nel mese di maggio, i telescopi utilizzati per monitorare i detriti e il materiale espulso dalla cometa avevano rilevato una forte presenza di gas. Le osservazioni hanno alimentato l’ipotesi secondo cui una porzione del nucleo cometario potrebbe essersi distaccata, lasciando esposti nuovi strati di ghiaccio precedentemente protetti dal materiale superficiale. L’esposizione improvvisa di ghiaccio fresco alla radiazione solare potrebbe aver determinato una rapida sublimazione e la conseguente espulsione di grandi quantità di gas, polveri e frammenti nello spazio, spiegando almeno in parte l’impressionante aumento della luminosità. Se questa interpretazione fosse corretta, il nucleo di 220P/McNaught potrebbe trovarsi ancora in una fase di instabilità e frammentazione.

McNaught vicino al perielio, il calore del Sole continua ad agire

La posizione orbitale della cometa rappresenta un ulteriore elemento importante. 220P/McNaught ha infatti raggiunto il perielio il 14 giugno, transitando a una distanza minima dal Sole pari a circa 1,64 unità astronomiche. Un’unità astronomica corrisponde approssimativamente alla distanza media tra la Terra e il Sole. La cometa non è quindi passata estremamente vicino alla nostra stella, ma continua comunque a essere sottoposta a un significativo riscaldamento solare. Anche dopo il perielio, il nucleo rimane infatti esposto a un ambiente termico in grado di favorire processi di sublimazione dei ghiacci e di destabilizzazione delle strutture superficiali. Proprio questa continua esposizione al calore del Sole viene indicata come uno dei fattori che potrebbero favorire ulteriori episodi esplosivi.