La NASA svela i robot sferici per esplorare le misteriose grotte di Titano

I nuovi droni SPARK potrebbero affiancare la missione Dragonfly spingendosi nei tunnel sotterranei della luna di Saturno.

Titano è una delle lune più affascinanti del nostro Sistema Solare, un mondo alieno che presenta molte similitudini con la Terra. La sua superficie è segnata da fiumi, laghi e mari composti da idrocarburi, come metano ed etano, oltre a un peculiare terreno carsico ricco di doline sotterranee e intricate reti di grotte. Nessun rover terrestre tradizionale potrebbe attraversare agilmente un ambiente così impervio e insidioso. Per superare questo ostacolo, la NASA sta finanziando lo sviluppo di piccoli veicoli volanti di forma sferica chiamati SPARK. Questi droni innovativi potrebbero un giorno sciamare all’interno delle cavità naturali di Titano per raccogliere dati preziosi e inediti, aprendo la strada a una nuova entusiasmante fase di esplorazione in questo remoto angolo dello Spazio profondo.

I propulsori del futuro per volare tra i ghiacci

Il progetto, sostenuto dal programma per i concetti avanzati della NASA, mira a superare i rigorosi limiti fisici imposti ai classici mezzi di superficie. L’aerobot si basa sulla propulsione elettrodinamica, utilizzando propulsori ionici a stato solido. Questa tecnologia offre grande manovrabilità e un’incredibile resistenza alle gelide condizioni criogeniche di Titano, riducendo inoltre al minimo i disturbi aerodinamici che potrebbero spazzare via o rovinare i delicati strati di idrocarburi di grande interesse scientifico durante il volo. Attualmente il progetto si trova nella sua 1ª fase di sviluppo, che durerà 9 mesi, per poi passare in futuro a una 2ª fase di test che richiederà fino a 2 anni. L’obiettivo primario è capire se questi innovativi robot sferici saranno pronti in tempo per il lancio della missione Dragonfly previsto per il 2028, oppure se verranno perfezionati per aggregarsi a missioni successive.

Dagli esperimenti amatoriali ai cieli del Sistema Solare

L’ispirazione per questo rivoluzionario metodo di propulsione ha radici decisamente curiose. Gli sviluppatori hanno iniziato a interessarsi alla tecnologia osservando le comunità di appassionati che costruivano piccoli modelli con legno di balsa, fili di rame e fogli di alluminio, capaci di levitare grazie all’applicazione di 40mila volt prelevati da vecchi elettrodomestici. Studiando gli archivi storici, i ricercatori hanno poi riscoperto esperimenti pionieristici simili condotti in passato dall’aeronautica militare e dalla stessa agenzia spaziale americana.

L’auspicio degli scienziati è che i futuri droni SPARK possano presto seguire le orme del famoso elicottero Ingenuity, il quale ha completato con enorme successo il suo 72° volo su Marte producendo risultati molto superiori agli obiettivi iniziali della dimostrazione tecnologica. I nuovi veicoli progettati per esplorare le lune lontane sono estremamente silenziosi e meccanicamente semplici da gestire, essendo del tutto privi di parti mobili critiche. Sebbene la propulsione ionica risulti ancora poco efficiente nell’atmosfera terrestre rispetto ai rotori meccanici tradizionali, il team di ricerca sta collaborando attivamente con esperti di svariati istituti per ottimizzare il sistema di alimentazione. Lo scopo finale di questi studi è riuscire a gestire al meglio gli effetti termici e modellare un sistema di volo solido, pubblicando presto un resoconto completo che diventi la base per i prossimi capitoli dell’esplorazione spaziale.