L’Europa sta affrontando una crisi idrica causata da un prolungato periodo di siccità e ondate di calore che stanno progressivamente prosciugando i principali corsi d’acqua di tutto il continente. Questa situazione climatica ha innescato un fenomeno storico, portando alla luce antichi relitti che riposavano indisturbati da decenni sui fondali di fiumi ormai ridotti a un filo d’acqua. In Serbia, le acque in drastica ritirata del fiume Sava hanno svelato i resti arrugginiti di un maestoso rimorchiatore a vapore risalente all’inizio del 1900. L’imbarcazione si trova nei pressi della cittadina di Sremska Mitrovica, a 70 km a Nord/Ovest della capitale Belgrado. I residenti locali e la direzione del museo cittadino confermano che il relitto, sebbene parzialmente emerso in rare occasioni durante gli anni passati, non era mai apparso in uno stato così straordinariamente esposto.
La storia travagliata del rimorchiatore sopravvissuto a 2 guerre
Costruito nel 1913 in un cantiere navale di Budapest, nell’allora impero austro-ungarico, il piroscafo misurava 54 metri di lunghezza ed era inizialmente chiamato Vag, dal nome del fiume più lungo della Slovacchia. L’imbarcazione era dotata di un motore a vapore impiegato per trainare carichi pesanti tra le diverse città situate lungo le sponde del Danubio. Conclusa la 1ª Guerra Mondiale, la proprietà della nave passò al neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni come parte delle riparazioni di guerra. Fu proprio in questa specifica occasione che il natante venne rinominato Slovenian. Durante la 2ª Guerra Mondiale il piroscafo finì sotto l’occupazione tedesca, per poi essere impiegato dalle forze antifasciste jugoslave nel 1944. Il suo lungo viaggio terminò in modo tragico alla fine di aprile del 1945 quando, mentre trasportava combattenti feriti verso Ovest, urtò accidentalmente una mina tedesca inabissandosi nel punto esatto in cui si trova ancora oggi. Viene chiamato localmente il “Titanic della Sava” perché è il relitto fluviale più famoso e maestoso della zona.
Navi da guerra e relitti millenari tra i corsi d’acqua europei
Lo Slovenian rappresenta l’ultimo ritrovamento storico eccezionale causato dal prosciugamento dei fiumi. Al confine della Serbia con la Romania, le acque ritirate del Danubio hanno restituito i resti arrugginiti di numerose imbarcazioni appartenenti alla flotta tedesca del Mar Nero. Queste navi, alcune delle quali ancora cariche di armi ed esplosivi, furono deliberatamente affondate per ostacolare le forze sovietiche durante la ritirata delle truppe naziste. In Italia, la siccità ha esposto i piloni di un antico ponte sul fiume Tevere, utilizzato un tempo dagli imperatori romani e caduto in rovina a partire dal III secolo. In Bulgaria, alcuni ricercatori hanno recuperato frammenti ossei di un mammut lanoso estinto rinvenuti nelle sabbie del Danubio.
