Nel cuore selvaggio della Columbia Britannica, il bacino di Williston è diventato il teatro di un evento naturale spettacolare e misterioso. Tra la metà di luglio e l’inizio di agosto 2026, i sensori del satellite Sentinel-2 hanno registrato la comparsa imprevista di una colossale massa di terra coperta da fitta vegetazione. La struttura, che misurava circa 140 metri di lunghezza per 70 metri di larghezza — un’estensione pari a circa due campi da football americano — galleggiava nelle acque a ovest di Finlay Bay. Inizialmente, persino i funzionari della società energetica B.C. Hydro hanno espresso scetticismo temendo che le immagini diffuse sui social fossero un falso generato da intelligenza artificiale, per poi confermarne l’autenticità dopo l’analisi dei dati ufficiali. Tuttavia, a sole due settimane di distanza dalla prima rilevazione, il colosso verde è improvvisamente scomparso dai tracciati satellitari, scatenando sul mistero del Canada l’interesse dei media internazionali e dei social network.
La spiegazione scientifica: come nasce un’isola forestale galleggiante
Dietro quello che a prima vista potrebbe sembrare un enigma insolubile, si cela in realtà un affascinante meccanismo geologico ed ecologico noto come isola galleggiante naturale. Quando i grandi bacini idrici artificiali subiscono importanti variazioni di livello, l’acqua filtra in profondità nei terreni torbosi della riva. Durante l’estate del 2026, abbondanti precipitazioni e l’imponente scioglimento delle nevi hanno riempito il bacino di Williston ai massimi livelli per la prima volta dopo 14 anni, costringendo persino all’apertura delle paratoie della diga W.A.C. Bennett. Questo eccezionale surplus idrico ha sradicato dalla costa un fitto substrato composto da radici intrecciate, torba in decomposizione e detriti organici acumulati per decenni, sollevando un’intera porzione di foresta con alberi ad alto fusto e trasformandola in un’enorme zattera ecologica.
La finta scomparsa: la deriva della foresta fantasma
La repentina sparizione del fenomeno dai rilevamenti del 5 agosto 2026 non indica affatto che l’isola sia sprofondata nelle profondità del lago. Non avendo alcun ancoraggio con il fondale lacustre, la massa boscosa è stata spinta e trascinata dalle forti correnti d’acqua e dai venti superficiali. Gli scienziati e i tecnici ipotizzano che la struttura sia andata alla deriva verso insenature riparate lungo le articolate coste della Columbia Britannica, oppure che la forza del moto ondoso ne abbia causato il frazionamento in blocchi più piccoli, invisibili ad alta quota. Nel frattempo, la società B.C. Hydro e la guardia costiera locale mantengono alta l’attenzione sul bacino, poiché questi imponenti ostacoli alla deriva rappresentano una potenziale minaccia per la sicurezza della navigazione.


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