I lupi sono tornati a Torre Guaceto e ormai da anni popolano stabilmente la riserva naturale situata tra Carovigno e Brindisi. Gli avvistamenti registrati nei giorni scorsi hanno riportato l’attenzione sulla presenza della specie nell’area protetta, ma dal Consorzio di gestione arriva un messaggio netto: non c’è motivo di creare allarme e la convivenza con l’uomo è possibile rispettando poche e semplici regole. Il punto centrale riguarda proprio il comportamento della specie e il rapporto con la presenza umana. Secondo quanto riferito dal Consorzio di gestione di Torre Guaceto, in questi anni non si sono verificati episodi di conflitto con le persone e gli animali continuano a vivere e riprodursi all’interno della riserva. “Non bisogna fare allarmismo, questa specie non è pericolosa, basta non disperdere cibo e rispettare i suoi spazi”.
Torre Guaceto, perché i lupi possono avvicinarsi agli insediamenti umani
La presenza dei lupi a Torre Guaceto viene quindi descritta come una componente ormai consolidata dell’ecosistema della riserva. Il Consorzio sottolinea che l’uomo non rientra tra le prede naturali della specie e che eventuali avvicinamenti agli insediamenti non devono essere interpretati come una ricerca intenzionale del contatto con le persone. “L’uomo – sottolineano – non costituisce una preda per il lupo, ma condivide con esso gli spazi ed alcune risorse alimentari. Questi esemplari non si avvicinano all’uomo perché vogliono socializzare o assumere i comportamenti violenti che il senso comune gli affibbia, i lupi fanno branco solo con i loro simili e non sono aggressivi. Questi animali si avvicinano, loro malgrado, agli insediamenti civili perché costretti dal cattivo comportamento umano: scarsità di spazi naturali, nei quali l’uomo è sempre più invadente; offerta di cibo facile fatta volontariamente e involontariamente sempre dall’uomo che disperde rifiuti alimentari e non custodisce a dovere i ‘propri’ animali, tra i quali cani e gatti”. Il tema diventa dunque quello della corretta gestione degli spazi condivisi e delle fonti alimentari. La dispersione di rifiuti organici, così come una non adeguata custodia degli animali domestici, può infatti creare condizioni capaci di modificare il comportamento naturale degli esemplari e favorire un loro avvicinamento alle aree frequentate dalle persone.
Convivenza tra uomo e lupo, l’esperienza della Riserva di Torre Guaceto
A spiegare come la convivenza possa funzionare è il faunista del Consorzio di gestione dell’area protetta, Giacomo Marzano, che indica nella naturale diffidenza del lupo nei confronti dell’uomo uno degli elementi fondamentali per mantenere un equilibrio. “Se il lupo non vince l’innata timidezza, allora – spiega il faunista del consorzio di gestione dell’area protetta, Giacomo Marzano – è possibile la convivenza con l’uomo, come nel caso di Torre Guaceto. Questa specie vive e si riproduce in riserva ormai da anni e non si è mai verificata alcuna situazione di cattiva interazione con l’essere umano. Il lupo sta nella boscaglia e, grazie alle regole che il Consorzio di Gestione si è dato e impone ai fruitori, non ha ragione di avvicinarsi all’uomo”. L’esperienza maturata nella Riserva naturale di Torre Guaceto viene dunque indicata come un esempio concreto di coesistenza. La presenza della specie non è un fenomeno improvviso: i lupi vivono nell’area da anni e hanno trovato nella boscaglia e negli ambienti naturali della riserva gli spazi necessari per la propria attività.
Lupi nella riserva, le regole per evitare comportamenti anomali
Secondo il Consorzio, il mantenimento della naturale distanza tra lupo e uomo dipende anche dal comportamento di chi frequenta il territorio. Evitare la dispersione di cibo e rispettare gli spazi della fauna sono accorgimenti fondamentali per impedire che gli animali associno la presenza umana alla disponibilità di risorse alimentari. Il principio è quello di non alterare l’equilibrio naturale della specie. Se il lupo mantiene la propria diffidenza e trova all’interno degli ambienti naturali ciò di cui necessita, non ha motivo di modificare il proprio comportamento o di cercare una maggiore prossimità con gli insediamenti. La stessa gestione della riserva ha adottato regole rivolte ai fruitori proprio con l’obiettivo di conservare questa separazione e permettere alla fauna selvatica di utilizzare le proprie aree senza interferenze.
Torre Guaceto e la presenza stabile del lupo nella riserva
Gli avvistamenti degli ultimi giorni si inseriscono quindi in una situazione già conosciuta nell’area protetta tra Brindisi e Carovigno. La specie è presente stabilmente, vive nella vegetazione della riserva e si riproduce nel territorio senza che, negli anni, siano state segnalate situazioni di cattiva interazione con le persone. Il Consorzio invita per questo a distinguere la semplice presenza o l’avvistamento di un esemplare da una situazione di pericolo. La tutela degli habitat naturali e il rispetto delle abitudini della fauna rappresentano gli strumenti attraverso i quali continuare a garantire la convivenza.
L’appello contro l’allarmismo sui lupi
Il messaggio conclusivo affidato a Giacomo Marzano riguarda soprattutto il modo in cui viene percepita la presenza del lupo e il rischio che singoli avvistamenti producano timori non giustificati. “Ciò che dobbiamo fare per vivere in pace con i lupi è lavorare su noi stessi e – conclude – smettiamola di creare allarmismo e isteria di massa. Seguiamo il buon senso, basta questo”. La posizione della Riserva di Torre Guaceto resta quindi improntata alla convivenza e alla prevenzione: non alimentare gli animali, non lasciare rifiuti alimentari, custodire correttamente cani e gatti e rispettare gli spazi della fauna selvatica sono indicati come comportamenti essenziali per continuare a mantenere l’equilibrio che, nell’area protetta pugliese, consente ormai da anni la presenza dei lupi senza conflitti con l’essere umano.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?