L’uragano Lala ha sfiorato nelle scorse ore Big Island, alle Hawaii, senza effettuare il previsto landfall, ma lasciando dietro di sé piogge torrenziali, raffiche violente e disagi diffusi. Il passaggio del sistema tropicale ha provocato l’innalzamento improvviso dei corsi d’acqua, allagamenti e condizioni difficili lungo le strade e sulle aree costiere. La possibilità che Big Island subisse il primo impatto diretto di un uragano in 155 anni si è progressivamente ridotta quando l’occhio della tempesta è transitato al largo dell’estremità meridionale dell’isola. Secondo il National Weather Service, al momento non è previsto un approdo sulla terraferma. Il pericolo, tuttavia, non è terminato: i venti con forza da uragano sono attesi ancora nelle prossime ore, soprattutto nelle zone più elevate. Il National Hurricane Center prevede inoltre precipitazioni intense, con il rischio di nuove inondazioni e frane, mentre sulla costa le onde continuano a colpire con grande energia.
Raffiche violente e precipitazioni eccezionali
Lala, inizialmente tempesta tropicale, si è rafforzato nelle prime ore di sabato ora locale raggiungendo venti massimi sostenuti di circa 120 km/h, diventando un uragano di 1ª categoria. Su Big Island il maltempo ha assunto rapidamente caratteristiche critiche: le onde hanno investito senza sosta la costa, il vento ha piegato le palme e l’acqua è defluita rapidamente verso torrenti e fiumi, trasformandoli in corsi d’acqua impetuosi.
Nelle zone montuose dominate dal vulcano Mauna Kea potrebbero cadere fino a 63-64 cm di pioggia. Un quantitativo tale da alimentare il rischio di frane potenzialmente letali, soprattutto nelle aree più isolate dove alcune comunità vivono in abitazioni precarie e fuori dalla rete dei servizi principali. Il National Hurricane Center stima inoltre tra 20 e 30 cm di pioggia sulla Big Island alle quote più basse e su Maui, mentre sull’intero arcipelago sono attesi localmente tra 10 e 15 cm.
Una vittima e centinaia di voli rinviati
Il governatore delle Hawaii, Josh Green, ha riferito della morte di almeno una persona in un incidente automobilistico nell’area di South Point, sulla Big Island. I danni hanno riguardato anche gli edifici: almeno 19 tetti sono stati divelti dal vento. Pesanti le ripercussioni sul trasporto aereo, con 190 voli rinviati. Decine di migliaia di abitazioni sono inoltre rimaste senza energia elettrica. Le autorità hanno invitato la popolazione a evitare gli spostamenti: il rischio principale è rappresentato da allagamenti improvvisi, alberi abbattuti e detriti sulle carreggiate.
L’allerta si estende all’arcipelago
Mentre Lala si sposta verso Ovest, restano attivi gli avvisi per tempesta tropicale su Maui, Molokai, Lanai, Kahoolawe, Oahu, Kauai e Niihau. Le autorità hanno aperto rifugi, cancellato eventi e invitato gli allevatori a lasciare il bestiame nei pascoli, evitando strutture che potrebbero crollare sotto la pressione del vento. La popolazione della Big Island si era preparata al peggio: stazioni di servizio affollate, generatori pronti all’uso e scorte d’acqua sono diventati parte delle precauzioni adottate dai residenti, consapevoli della vulnerabilità dell’isola di fronte a precipitazioni estreme e interruzioni di corrente.
Il ricordo degli uragani del passato
L’eventualità di un impatto diretto aveva alimentato particolare preoccupazione perché Big Island non viene colpita direttamente da un uragano dal 1871, quando un ciclone di 3ª categoria investì la parte nord-orientale dell’isola. L’ultimo uragano a raggiungere direttamente le Hawaii risale invece al 1992: l’uragano Iniki, di 4ª categoria, colpì Kauai provocando danni per circa 3 miliardi di dollari, distruggendo migliaia di abitazioni e causando 6 vittime. Il passaggio di Lala arriva inoltre mentre molte comunità dell’arcipelago stanno ancora affrontando le conseguenze delle devastanti alluvioni che hanno colpito le Hawaii nel mese di marzo.


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