Maltempo, il VIDEO dalla Val di Rhêmes mostra come un violento temporale possa scatenare una devastante alluvione lampo in montagna

L'esondazione del torrente Pellaud e la successiva colata detritica dimostrano quanto rapidamente un violento temporale possa trasformare un piccolo corso d'acqua in un fiume di fango e rocce, con conseguenze pesanti per viabilità e sicurezza

Val di Rhêmes, violento temporale scatena un’alluvione lampo

I temporali estivi ad alta quota che seguono le ondate di caldo intenso rappresentano un pericolo improvviso e particolarmente severo anche per i rilievi alpini, come dimostrato dalla violenta colata detritica che ha colpito la Val di Rhêmes. Il video pubblicato dalla pagina Meteo Valle d’Aosta che arriva dalla frazione di Pellaud, a Rhêmes-Notre-Dame, documenta la straordinaria forza distruttiva di questo fenomeno idrogeologico. Le immagini mostrano chiaramente che la piena del torrente Pellaud non è costituita semplicemente da acqua, ma da una massa estremamente densa e viscosa, satura di fango, ghiaia e sassi di grandi dimensioni che vengono trascinati a valle ad altissima velocità.

Il violento nubifragio ha provocato l’esondazione del corso d’acqua e l’attivazione di alcuni impluvi laterali della Dora di Rhêmes, riversando una grande quantità di detriti sulla sede stradale. Questo cumulo di materiale ha ostruito completamente la strada comunale che collega il capoluogo alla frazione di Thumel, isolando la zona a monte e rendendo temporaneamente impossibile la circolazione automobilistica.

L’evento ha provocato l’interruzione delle vie di comunicazione e ha bloccato sui sentieri circa 40 escursionisti che stavano rientrando dal Rifugio Benevolo. Per metterli in sicurezza, è stato necessario attivare un tempestivo piano di evacuazione coordinato dalla Protezione Civile, dal Soccorso Alpino Valdostano, dai Vigili del Fuoco e dal Corpo Forestale, supportati dal personale del Comune. Le operazioni di soccorso si sono concluse fortunatamente senza feriti o persone coinvolte direttamente dalla colata. Dopo i rilievi tecnici e le operazioni urgenti di rimozione del fango, la strada comunale verso Thumel è stata riaperta a senso unico alternato per consentire il parziale ripristino della viabilità. Il calore accumulato dal suolo durante i giorni di canicola fornisce l’energia necessaria a generare temporali localizzati di estrema violenza, capaci di mobilitare in pochissimi minuti tonnellate di sedimenti lungo i versanti montani.

Come nasce una colata detritica dopo un nubifragio

Il verificarsi di precipitazioni caratterizzate da un’elevata intensità oraria e concentrate in un ridotto arco temporale genera una crisi immediata nel sistema idrografico superficiale. Quando il tasso di piovosità (il cosiddetto rain rate) supera la capacità di infiltrazione e di saturazione del terreno, il suolo cessa di comportarsi come una spugna. Di conseguenza, l’acqua non riesce a penetrare nel sottosuolo e si trasforma istantaneamente in ruscellamento superficiale, incanalandosi con estrema rapidità lungo i versanti e la rete dei corsi d’acqua secondari.

Questo deflusso accelerato acquisisce un’enorme energia cinetica, trasformandosi in una forza distruttiva. Man mano che scende verso valle, il flusso esercita un’azione erosiva sistematica sulla superficie, scalzando la vegetazione e smuovendo detriti di varie dimensioni, dai sedimenti fini fino a massi di grandi dimensioni. Questo materiale viene letteralmente inglobato dalla corrente, dando origine alla classica colata detritica o debris flow. Tutti i detriti trasportati a valle si depositano inevitabilmente nel letto del torrente o del fiume principale. Questo massiccio apporto di materiale provoca il rapido innalzamento del fondo dell’alveo e il conseguente tombamento, riducendo drasticamente o azzerando del tutto la naturale capacità di smaltimento e di deflusso del corso d’acqua.

Perché si verificano le alluvioni lampo (flash flood)

L’effetto finale di questo processo è un’esondazione improvvisa e violenta, cosiddetta alluvione lampo (flash flood). Il torrente rompe gli argini e ‘rigurgita’ acqua e fango accumulate all’esterno, travolgendo e sommergendo con un ‘effetto sorpresa’ anche quelle zone circostanti che, fino a pochissimi minuti prima del disastro, si trovavano in condizioni meteo apparentemente stabili e non mostravano alcun segno di pericolo imminente. Ciò rappresenta uno dei risvolti più insidiosi dei temporali estivi che si scatenano dopo intense ondate di calore. Quando l’aria estremamente calda e umida accumulata al suolo si scontra con l’arrivo improvviso di masse d’aria più fresche in quota, si genera un contrasto esplosivo. Questo fenomeno favorisce la formazione di supercelle capaci di scaricare al suolo rovesci di eccezionale violenza in aree molto circoscritte.

Perché la montagna amplifica il rischio di colate detritiche

In montagna, poi, la morfologia del terreno amplifica il pericolo: bastano infatti pochissimi minuti perché un minuscolo corso d’acqua, solitamente innocuo, si gonfi a dismisura. Il flusso si trasforma rapidamente in una vera e propria colata detritica distruttiva, un’ondata di fango e rocce capace di invadere strade, distruggere ponti e travolgere i centri abitati con una violenza inarrestabile.