Mentre è stata emessa un’allerta meteo gialla per parte del territorio, la giornata di domani, giovedì 20 agosto, in Emilia Romagna sarà caratterizzata anche da forti venti di Garbino, che spingeranno le temperature verso l’alto. Mentre l’allerta gialla per temporali interessa parte delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, con possibili effetti e danni associati sul settore appenninico occidentale, è da segnalare nel pomeriggio di domani l’attivazione di venti di Garbino. Il vento di caduta dall’Appennino favorirà un notevole aumento termico sulla pianura tra Cesena, Rimini e Riccione. Sono attese temperature di oltre +36°C fin sulle spiagge nel Riminese, con picchi di +38-39°C.
Le previsioni meteo di Arpa Emilia Romagna indicano “al mattino nuvoloso sul settore centro-occidentale con rovesci sparsi in particolare lungo i rilievi occidentali. Dal pomeriggio, graduale aumento della nuvolosità e locali rovesci sul Delta del Po. In serata il transito di un sistema perturbato interesserà l’intero territorio regionale ad iniziare dal settore occidentale in estensione al restante territorio con rovesci sparsi anche a carattere temporalesco”.
Cos’è il Garbino
Il Garbino è un vento di caduta caldo e secco che interessa soprattutto il versante adriatico dell’Appennino, in particolare Romagna, Marche e Abruzzo, ed è strettamente imparentato con il Föhn alpino. Nasce come Libeccio, quindi come flusso umido da sud-ovest che risale dal Tirreno verso l’Appennino centrale: quando l’aria impatta contro i rilievi è costretta a salire di quota, si espande e si raffredda in modo adiabatico fino a raggiungere la saturazione, formando nubi ed eventualmente precipitazioni sul versante occidentale.
In questa fase, la condensazione del vapore acqueo libera calore latente, parte dell’umidità viene persa sotto forma di pioggia o neve e la massa d’aria si asciuga progressivamente. Una volta superata la cresta appenninica, l’aria scende lungo il versante orientale verso le vallate interne e la costa adriatica: qui non avvengono più condensazione e precipitazioni, quindi la discesa avviene secondo il gradiente adiabatico secco, con un riscaldamento di circa un grado ogni cento metri di quota persa.
Il risultato è che, arrivando in pianura e sulla costa, l’aria risulta più calda e molto più secca rispetto a quando è partita dal Tirreno, dando luogo a un vento teso o forte, spesso con raffiche intense, che può far impennare le temperature massime in poche ore e abbassare sensibilmente l’umidità relativa. In termini sinottici, il Garbino si manifesta spesso in situazioni pre-frontali, quando una saccatura atlantica o una depressione richiama correnti di Libeccio sul Tirreno.
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