Non c’è pace per il Nepal, martoriato dalla devastante alluvione del 26 agosto scorso, che ha sepolto interi villaggi sotto metri e metri di acqua, fango e detriti, causando centinaia di morti e migliaia di dispersi. Oggi, domenica 30 agosto, forti piogge hanno fatto ingrossare il fiume Trishuli. La violenta piena ha causato danni a Silingtār, nel distretto di Nuwakot, tra i più colpiti dall’alluvione dei giorni scorsi. L’alluvione di questa mattina ha spazzato via il ponte sospeso di Charaudi che collegava il comune rurale di Gandaki, nel distretto di Gorkha, con il comune rurale di Benighat Rorang, nel distretto di Dhading. I residenti locali hanno affermato che l’alluvione odierna ha danneggiato anche altre strutture lungo le rive del fiume, tra cui l’edificio della cooperativa e la scuola di Charaundi.
L’alluvione ha danneggiato anche un altro ponte sospeso a Dhawadi, costruito sul fiume Trishuli. A causa dell’intensità della piena, il ponte sospeso rischia di essere spazzato via, ha informato Lalita Adhikari, vicepresidente del comune rurale di Gandaki.
Preoccupazione per il rischio di nuove alluvioni
Un esperto di alluvioni avverte che la preoccupazione immediata in Nepal e Tibet è che le inondazioni improvvise abbiano creato nuovi rischi. Jeff Da Costa, ricercatore in allerta precoce per le alluvioni e gestione del rischio di disastri presso l’Università di Reading, ha spiegato alla BBC che i detriti causati dal disastro hanno bloccato i fiumi e formato nuovi laghi a monte. Analogamente, le infrastrutture della zona sono gravemente danneggiate, il che significa che “una seconda alluvione non deve essere necessariamente di grandi dimensioni come la prima per causare gravi conseguenze“, afferma.
Da Costa aggiunge che monitorare i cambiamenti dei laghi e delle barriere nella zona e individuare i punti in cui potrebbero cedere “è ora di fondamentale importanza”. Il ricercatore aggiunge che è importante che Cina e Nepal condividano le informazioni di monitoraggio, poiché “ciò che accade a monte può colpire molto rapidamente le persone oltre confine”. “Le informazioni devono circolare con altrettanta rapidità e portare a decisioni concrete sul campo“, conclude.
