La Cina ha appena raggiunto un nuovo incredibile traguardo nella sua corsa verso l’esplorazione dello Spazio. La startup pechinese LandSpace ha fatto atterrare con successo il primo stadio del suo potente razzo Zhuque-3 il 18 agosto, diventando la prima azienda cinese in assoluto a compiere questa impresa durante una missione orbitale. Si tratta complessivamente del 2° atterraggio di un razzo orbitale per il Paese asiatico. Il primo successo era stato ottenuto il 10 luglio con un vettore Long March 10B, costruito dalla corporazione statale China Aerospace Science and Technology Corporation. Mentre quest’ultimo era rientrato sulla Terra adagiandosi dolcemente all’interno di una speciale rete fissata su una nave in mare, Zhuque-3 è sceso direttamente sulla terraferma ed è rimasto in posizione verticale grazie a un solido set di “gambe” di atterraggio.
Un passo da gigante per l’industria aerospaziale cinese
L’impresa di LandSpace ricorda da vicino i successi del razzo Falcon 9. L’azienda ha celebrato l’evento rilasciando dichiarazioni molto precise sulle proprie piattaforme social: “Questa missione segna il primo tentativo di recupero riuscito da parte della Cina del primo stadio di un veicolo di lancio di classe orbitale utilizzando gambe di atterraggio, e il primo recupero di successo di un booster sulla terraferma da parte della Cina“. La società ha continuato sottolineando l’importanza del momento storico per l’intero settore: “È un test di volo fondamentale per Zhuque-3 nel passaggio dalla fase di dimostrazione e verifica tecnologica a quella di applicazione ingegneristica della riutilizzabilità“. I portavoce dell’azienda hanno infine aggiunto un ulteriore dettaglio tecnico: “Questa missione ha ulteriormente verificato la correttezza del progetto e l’affidabilità del sistema del veicolo di lancio riutilizzabile Zhuque-3, convalidando la sua capacità di recupero del primo stadio e la sua maturità ingegneristica“.
Il confronto con i giganti del settore e le differenze tecniche
Il razzo Zhuque-3 somiglia molto al Falcon 9 di SpaceX, che ha effettuato il suo primo atterraggio nel 2015 e ora ne vanta oltre 600 al suo attivo. Entrambi presentano un booster riutilizzabile e uno stadio superiore a perdere, con un’altezza decisamente simile: 70 metri per il Falcon 9 e 66 metri per Zhuque-3. Anche la capacità di carico è paragonabile. Zhuque-3 può trasportare circa 18mila e 300 kg in orbita terrestre bassa, mentre la capacità del Falcon 9 tocca quota 22mila e 800 kg. I 2 veicoli utilizzano tuttavia 2 combustibili differenti per staccarsi da terra. Il Falcon 9 impiega una collaudata combinazione di ossigeno liquido e cherosene, mentre Zhuque-3 si affida a ossigeno e metano liquido. La medesima miscela è utilizzata anche da Starship
Il percorso futuro verso la totale riutilizzabilità
Il lancio è avvenuto dalla zona di test commerciale situata nel Nord/Ovest della Cina ed è stato il 2° volo assoluto per questo potente veicolo. Il razzo aveva volato per la 1ª volta il 2 dicembre 2025: durante quel tentativo di recupero aveva subito “una combustione anomala” vicino al suolo, esplodendo nei pressi della piattaforma di atterraggio. Questa nuova missione si è invece rivelata un successo straordinario sotto ogni punto di vista, consegnando in modo impeccabile il satellite Honghu 03 alla sua orbita designata. L’obiettivo raggiunto rientra in una spinta concertata di tutto il settore aerospaziale asiatico verso la riutilizzabilità dei lanciatori, una caratteristica ormai essenziale per dominare le future operazioni commerciali nello Spazio. Diverse altre compagnie cinesi, tra cui Deep Blue Aerospace e CAS Space, stanno sviluppando veicoli dotati di primi stadi recuperabili, suggerendo che gli atterraggi di questi enormi cilindri spaziali diventeranno presto pura routine.
