Il primo litro d’acqua è ufficialmente entrato in PHI12, trasformando quello che fino a ieri era un monumentale cantiere nello spazio acquatico dagli infiniti possibili. Con l’avvio delle prove tecniche, prende concretamente vita la visionaria opera ideata dall’architetto Emanuele Boaretto. Questo nuovo prodigio dell’ingegneria è destinato ad ampliare Y-40 The Deep Joy, già nota a livello globale come la piscina termale più profonda al mondo. PHI12 non si limita a essere una semplice espansione, ma rappresenta un’evoluzione naturale progettata per aprire scenari inediti in molteplici settori: dalla ricerca scientifica e medico-subacquea agli studi aerospaziali, passando per la formazione delle forze specializzate nel recupero e soccorso, fino ai test industriali e alle grandi produzioni cinematografiche.
Questa struttura amplia radicalmente i confini dell’architettura acquatica. È stata concepita per riunire in un unico, imponente luogo nuove applicazioni, offrendo un ambiente capace di evolversi nel tempo e di accogliere sperimentazioni che, fino a oggi, non disponevano di una singola struttura in grado di ospitarle.
Un investimento da 15 milioni di euro per un’opera senza precedenti
Per trasformare in realtà questo ambizioso progetto è stato necessario un investimento di circa 15 milioni di euro. Si tratta di una cifra che ben illustra la straordinaria complessità di un’opera senza precedenti, superando ampiamente i circa 10 milioni di euro che furono necessari per la realizzazione della struttura originaria di Y-40. A spiegare le ragioni di questo massiccio impegno finanziario, e le sfide superate durante i lavori, è direttamente l’architetto Emanuele Boaretto, amministratore delegato di Millepini Immobiliare: “Y-40 aveva già presentato tecnicismi complessi e numerose “prime volte” nella costruzione: dalla profondità in sé al ponte sospeso trasparente che la attraversa. Per PHI12 i valori del business plan erano già importanti a causa di alcune innovazioni progettuali legate all’ascensore, alle parti trasparenti, al tetto e agli adattamenti necessari per i futuri sviluppi legati alle attività previste delle forze armate e di soccorso. Ma sono ulteriormente aumentati in corso d’opera soprattutto a causa dell’incremento dei costi dei materiali dovuto agli scenari di crisi internazionali”.
La suggestiva fase di riempimento e l’avvio dei collaudi tecnici
L’operazione più delicata dell’intero progetto ha preso il via in una cornice d’eccezione. Il 10 agosto, sotto il cielo stellato della notte di San Lorenzo, la struttura aperta verso l’alto ha fatto da “cupola” naturale all’evento, creando un’atmosfera che richiamava la vicina Cappella degli Scrovegni di Giotto. Questo momento storico è stato accompagnato dalle note del violino di Andrea Casta, esibitosi dal vivo per far ascoltare in anteprima ai presenti “Awake”, un brano in uscita a settembre il cui videoclip ufficiale sarà girato proprio all’interno di PHI12.
Il riempimento idrico ha dato il via formale al collaudo degli impianti e alla cruciale verifica delle sigillature dei grandi vetri acrilici. È un processo lungo e minuzioso, che richiederà quasi dodici giorni di lavoro ininterrotto, ventiquattr’ore su ventiquattro, sotto lo sguardo vigile delle telecamere di monitoraggio e con la presenza costante di personale altamente specializzato.
Sulle dinamiche di questa operazione, l’ideatore del progetto entra nel dettaglio tecnico: “Il momento del collaudo è iniziato nel primo istante in cui si è invertito il sistema usato finora per tenere all’esterno l’acqua di falda, che ora viene lasciata entrare per il primo riempimento – prosegue Boaretto. – In questa fase la temperatura si mantiene costante tra i 20 e i 25°C per equilibrare la costruzione senza creare shock termici alle strutture in calcestruzzo. Successivamente verrà sostituita gradualmente con la nostra acqua termale salsobromoiodica, che sgorga a 86-87°C e sarà portata alla temperatura di esercizio compresa tra i 32 e i 34°C, ideale per consentire le attività in immersione senza muta”.
Vivere l’immersione all’asciutto: l’ascensore panoramico e la vetrata ad anello
Una delle caratteristiche più rivoluzionarie di PHI12 è la sua capacità di rendere l’esperienza della profondità accessibile anche a chi non si immerge. L’architettura è stata studiata per abbattere le barriere tra l’acqua e lo spazio esterno. Alla profondità di cinque metri, i visitatori potranno camminare lungo una spettacolare vetrata anulare che permetterà di osservare a 360 gradi le attività subacquee lungo l’intero perimetro del cilindro. Ma la vera unicità a livello globale è rappresentata dall’integrazione del primo ascensore panoramico al mondo inserito in una piscina profonda. Questa innovazione tecnologica accompagnerà il pubblico dalla superficie fino al fondo della struttura, muovendosi alla stessa velocità dei subacquei e apneisti in immersione, offrendo un’esperienza totalmente immersiva pur restando completamente all’asciutto. Inoltre, l’apertura del grande cilindro verso il cielo permetterà alla luce naturale di inondare gli spazi diurni e consentirà l’illuminazione scenografica notturna dall’esterno tramite fari speciali o multicolori.
Un Open Lab internazionale per forze armate, ricerca e cinema
La versatilità della nuova struttura la rende un hub strategico per operazioni di altissimo livello. PHI12 nasce come spazio d’elezione per la formazione e le esercitazioni di recupero e salvataggio da parte di gruppi di soccorso e forze armate. Su questo fronte, l’impegno è stato massimo, come sottolinea l’architetto Boaretto: “un grosso sforzo in fase di progettazione è stato fatto per predisporre gli ambienti ad ospitare tutte le loro attrezzature. Un’ulteriore fase di completamento dell’opera avverrà con la consegna dei materiali concordati con le forze di soccorso e difesa da inserire nella realizzazione secondo le loro esigenze”. Parallelamente, la piscina fungerà da Open Lab per studiare il comportamento del corpo umano in immersione, per simulare contesti legati agli studi aerospaziali e per condurre test industriali e scientifici su macchinari e componenti in profondità. Tutto questo potrà essere monitorato dall’esterno attraverso l’anello vetrato a -5 metri o dagli spazi profondi dedicati all’osservazione.
Infine, PHI12 si integrerà perfettamente con gli Y-40 Studios, portando nuove incredibili opportunità alle produzioni cinematografiche. Il nuovo volume d’acqua, di forma cilindrica e del tutto privo di spigoli, consentirà grazie alla sua apertura verso il cielo l’inserimento di grandi scenografie e attrezzature calate direttamente dall’alto mediante l’utilizzo di gru.
I numeri da record di un cantiere monumentale e l’apertura autunnale
Dietro questa realizzazione si celano numeri ingegneristici letteralmente fuori scala. Basti pensare che per costruire una struttura sotterranea equivalente a un edificio di dodici piani, il cantiere ha richiesto l’impiego di tecniche di escavazione d’avanguardia, analoghe a quelle utilizzate per la realizzazione di grandi gallerie, e il montaggio di ben 2 chilometri di ponteggi. L’opera è definita da un grande cilindro d’acqua di ben 12 metri di diametro, una dimensione eccezionale che rende PHI12 l’unica piscina profonda così larga da permettere la disposizione di oltre 10 cavi verticali per agevolare la discesa simultanea degli apneisti. In superficie, il piano vasca rivolto al cielo raggiunge un diametro di circonferenza di ben 20 metri.
La capacità della struttura segna un ulteriore record: il volume di 7.700 metri cubi accoglierà 4.700.000 litri di acqua termale salsobromoiodica che, sommati ai 4.300.000 litri della preesistente Y-40, porteranno l’intero complesso a gestire l’incredibile cifra di 9 milioni di litri d’acqua complessivi. Il punto più basso della nuova installazione tocca oltre 44 metri di profondità, con il fondale diviso in due livelli distinti situati rispettivamente a -33 metri e a oltre -44 metri.
Un ruolo cruciale nell’estetica e nella funzionalità è giocato dalle trasparenze. Sono stati installati complessivamente 170 metri quadrati di vetri acrilici, suddivisi in elementi dal peso massiccio compreso tra le 2,6 e le 2,8 tonnellate ciascuno. Questi colossi trasparenti sono stati movimentati con precisione millimetrica grazie al know-how di un’impresa cinese, l’unica azienda straniera coinvolta nell’intera costruzione, selezionata proprio per la sua ineguagliabile specializzazione mondiale in questo tipo di lavorazioni. Di questa superficie vetrata totale, 140 metri quadrati mettono in connessione l’acqua con l’ambiente esterno: circa 70 metri quadrati sono curvi e formano la suggestiva vetrata ad anello a cinque metri di profondità, mentre altri 40 metri quadrati sono stati posati verticalmente per realizzare le pareti del rivoluzionario ascensore panoramico.
Con il primo litro d’acqua entrato in vasca, PHI12 ha ufficialmente imboccato la sua fase più critica e importante, l’ultimo emozionante miglio di collaudo prima della grande apertura al pubblico e agli addetti ai lavori, attualmente prevista per la fine dell’autunno.


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