La corsa dell’Italia verso la transizione energetica accelera e, secondo il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, i numeri dimostrerebbero un cambio di passo significativo negli ultimi anni. Intervenendo al Meeting di Rimini durante l’incontro “Il ruolo del Mediterraneo nel contesto energetico globale”, il ministro ha rivendicato i risultati raggiunti sul fronte delle energie rinnovabili, sottolineando la crescita della capacità installata dal 2022 a oggi. Il dato centrale indicato da Pichetto Fratin riguarda quasi 29 gigawatt di nuova potenza rinnovabile installata negli ultimi anni, un risultato che il ministro ha contrapposto ai numeri registrati nel 2021, quando l’Italia aveva aggiunto circa 1,5 gigawatt di nuova capacità con il precedente esecutivo. “Governo poco amico delle rinnovabili? La matematica non è un’opinione: nel 2021 abbiamo installato in Italia con il governo Conte un gigawatt e mezzo di rinnovabili mentre dal 2022 a oggi ne abbiamo installati quasi 29 gigawatt”, ha dichiarato il ministro.
La crescita delle rinnovabili italiane e l’obiettivo degli 80 gigawatt entro il 2030
Nel corso del suo intervento, Pichetto Fratin ha ribadito l’obiettivo strategico del Paese: raggiungere entro il 2030 una capacità complessiva di 80 gigawatt di fonti rinnovabili, un traguardo inserito nel percorso italiano di decarbonizzazione e di riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Secondo il ministro, il ritmo attuale consentirebbe all’Italia di rispettare il cronoprogramma delle rinnovabili, con la possibilità anche di migliorare ulteriormente le previsioni iniziali. La crescita riguarda principalmente il settore fotovoltaico e quello eolico, comparti considerati fondamentali per aumentare la produzione nazionale di energia pulita. “Questo nonostante le difficoltà”, ha aggiunto Pichetto Fratin, evidenziando come l’espansione delle rinnovabili sia avvenuta in un contesto caratterizzato da ostacoli burocratici, complessità autorizzative e confronto tra diversi livelli istituzionali.
Autorizzazioni e differenze regionali: il nodo da sciogliere per accelerare la transizione energetica
Accanto ai risultati raggiunti, il ministro ha però evidenziato anche le criticità ancora presenti nel percorso verso gli obiettivi energetici nazionali. Uno dei principali problemi riguarda la diversa velocità con cui procedono le singole regioni italiane nell’autorizzazione e nella realizzazione dei nuovi impianti. “Poi c’è da considerare che alcune regioni vanno più veloci rispetto ad altre”, ha spiegato Pichetto Fratin, sottolineando come il quadro nazionale presenti ancora una forte disomogeneità territoriale. Il tema delle autorizzazioni rappresenta infatti uno dei principali fattori che possono rallentare lo sviluppo delle infrastrutture energetiche rinnovabili. Secondo il ministro, sono numerosi i progetti già valutati positivamente dal suo dicastero ma ancora bloccati da posizioni divergenti tra amministrazioni. “Comunque siamo nella condizione di rispettare il cronoprogramma delle rinnovabili per arrivare a 80 gigawatt nel 2030 e di implementarlo, perché abbiamo 20 gigawatt che hanno il parere positivo del mio ministero e il parere contrario di altri. Bisognerà superare l’impasse”, ha affermato.
Il ruolo del Mediterraneo nella nuova strategia energetica italiana
L’intervento al Meeting di Rimini si è inserito nel più ampio dibattito sul ruolo del Mediterraneo nel contesto energetico globale, una regione destinata ad assumere un peso sempre maggiore nella trasformazione del sistema energetico europeo. L’Italia punta a rafforzare il proprio ruolo come piattaforma energetica tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, sviluppando nuove opportunità legate alle fonti rinnovabili, alle reti di collegamento e alla sicurezza degli approvvigionamenti. La sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di coniugare la crescita della capacità produttiva da fonti pulite con una maggiore rapidità nelle procedure decisionali, così da consentire ai progetti già autorizzati di trasformarsi in impianti operativi. Per il ministro Pichetto Fratin, i dati degli ultimi anni rappresentano la conferma di un’accelerazione del settore, ma il raggiungimento degli obiettivi futuri dipenderà dalla capacità di superare gli ostacoli ancora presenti e garantire un percorso uniforme in tutto il territorio nazionale.



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