San Vito Lo Capo, due morti al depuratore: perde la vita anche il soccorritore intervenuto per rianimare l’operaio

Dramma nella zona di Tonnara del Secco: un operaio è morto dopo essere stato esposto alle esalazioni provenienti dall’impianto

Una gravissima tragedia si è verificata a San Vito Lo Capo, dove due persone hanno perso la vita durante una drammatica emergenza avvenuta nell’area del depuratore, in zona Tonnara del Secco. La prima vittima è un operaio che stava lavorando all’interno dell’impianto e che sarebbe morto a causa delle esalazioni provenienti dal depuratore. La situazione si è trasformata in pochi istanti in un’emergenza ancora più grave quando, durante le operazioni di soccorso, ha perso la vita anche F. Bulgarella, soccorritore impegnato nell’intervento e appartenente alla SEUS – SCpA. Secondo quanto riferito, il soccorritore stava cercando di salvare l’operaio e gli stava praticando il massaggio cardiaco quando è stato a sua volta colto da un malore ed è morto. Sulle precise cause del decesso del soccorritore sono ancora in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti.

Operaio morto per le esalazioni provenienti dal depuratore

La tragedia avrebbe avuto origine mentre l’operaio era impegnato nelle proprie attività lavorative presso il depuratore di San Vito Lo Capo. L’uomo sarebbe stato esposto alle esalazioni provenienti dall’impianto, circostanza che avrebbe provocato il decesso. L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, impegnati nel tentativo di prestare assistenza all’operaio e di rianimarlo. La dinamica esatta dell’incidente e le circostanze nelle quali si è verificata l’esposizione alle esalazioni dovranno essere ricostruite attraverso gli accertamenti delle autorità competenti.

Muore anche il soccorritore F. Bulgarella durante il tentativo di rianimazione

Il dramma ha assunto proporzioni ancora più sconvolgenti durante le operazioni di emergenza. F. Bulgarella, soccorritore della SEUS – SCpA, era impegnato a prestare assistenza all’operaio e, in particolare, stava effettuando le manovre di massaggio cardiaco. Proprio mentre stava cercando di salvare la vita dell’uomo, il soccorritore è morto. Al momento, tuttavia, non è stata ancora definita la causa del suo decesso. Le indagini delle autorità competenti sono ancora in corso e dovranno stabilire cosa abbia determinato la morte di F. Bulgarella e se esista o meno una relazione con le condizioni ambientali presenti nell’area in cui era in corso l’intervento.

Indagini in corso sulle cause della morte del soccorritore

La vicenda presenta quindi due distinti aspetti sui quali saranno necessari ulteriori approfondimenti. Da una parte c’è la morte dell’operaio impegnato al depuratore, attribuita alle esalazioni provenienti dall’impianto; dall’altra il decesso del soccorritore della SEUS – SCpA, avvenuto durante le manovre di rianimazione. Proprio sulle cause della morte di quest’ultimo le autorità competenti stanno svolgendo gli accertamenti necessari. Al momento non vengono indicate conclusioni definitive e qualsiasi ricostruzione dovrà quindi attendere l’esito delle indagini. La tragedia avvenuta nella zona di Tonnara del Secco, a San Vito Lo Capo, lascia così due famiglie colpite da un lutto gravissimo e apre una fase di verifiche finalizzata a chiarire ogni elemento dell’accaduto.

Confintesa Sanità Sicilia: il cordoglio per F. Bulgarella

Sulla morte del soccorritore sono intervenuti Domenico Amato, Segretario Regionale Confintesa Sanità Sicilia, e Gianni Ferdico, Coordinatore Regionale Confintesa 118 Sicilia, che hanno espresso il proprio cordoglio alla famiglia di F. Bulgarella e richiamato l’attenzione sul tema delle morti durante l’attività lavorativa. I due rappresentanti sindacali dichiarano testualmente: “non possiamo che fare le nostre più sentite condoglianze alla famiglia del collega F. Bulgarella per l’increscioso evento, le autorità competenti stanno indagando sulle cause del decesso del soccorritore, in ogni caso una famiglia ha subito un grave lutto, le siamo vicini e confidiamo nella celerità delle indagini per dare giustizia a alla famiglia, concludiamo dicendo che nel 2026 non si può continuare a morire per lavoro a prescindere dalla motivazione delle cause del decesso”. Parole che accompagnano il dolore per la perdita del soccorritore e sottolineano la necessità di arrivare rapidamente a una ricostruzione completa delle circostanze nelle quali si è consumata la tragedia.