Siccità, Osservatorio idrico in Toscana: “reggono i grandi invasi, esclusi problemi per l’estate”

Siccità, il Segretario generale Gaia Checcucci: “la situazione, in Toscana e Liguria, proprio a causa delle temperature elevate arriva a farci segnare una severità idrica media”

Si è svolta oggi la seduta dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto dell’Appennino Settentrionale, convocata dall’Autorità di bacino distrettuale. Obiettivo della riunione è stato quello di valutare l’andamento delle disponibilità idriche e le eventuali criticità a distanza di venti giorni. Il Segretario generale Gaia Checcucci, alla fine della riunione, ha chiosato: “il caldo record sta mettendo a dura prova anche il nostro sistema idrico. La situazione, in Toscana e Liguria, proprio a causa delle temperature elevate arriva a farci segnare una severità idrica media. Occorre dunque introdurre controlli mirati soprattutto su alcune aree, seppur tutti gli usi siano garantiti. È una situazione non allarmante ma che impone un presidio costante dell’evoluzione in atto e l’adozione di un monitoraggio ancora più attento, anche con controlli diretti sul territorio, in particolare in alcuni bacini. Le criticità maggiori si concentrano nei bacini dell’Argentina, dell’Entella, e in minore misura nel Magra per quanto riguarda la Liguria, in Toscana bacino del Cecina e nel bacino del lago di Massaciuccoli, dove il livello del lago è alla soglia di allarme. Reggono i grandi invasi della Toscana, che continuano a garantire volumi tali da escludere problemi emergenziali per il proseguo della stagione estiva. Bilancino contiene circa 58 milioni di metri cubi, Montedoglio 110 milioni di metri cubi e il Calcione 2,8 milioni di metri cubi. Meno bene l’invaso di Brugneto in Liguria”.

Gli indicatori

La fotografia della situazione attuale si basa su un sistema di indicatori di risorsa e di usi, tra cui lo Spei, Standardized Precipitation Evapotranspiration Index) che permette di incrociare piogge e temperature, misurando l’anomalia di tali parametri rispetto ai valori tipici del periodo. “Essendo direttamente collegato con la disponibilità di risorsa idrica, ci consegna una situazione preoccupante se l’andamento meteoclimatico non inverte la rotta, a conferma di uno stress idrico guidato dall’elevata evapotraspirazione causata dalle temperature sopra la norma. Ci troviamo infatti all’interno della quarta ondata di calore della stagione, che segue ad un mese di luglio con massime superiori di oltre 3°C e minime di 2,9°C rispetto alle medie tipiche del mese”, ha aggiunto Checcucci.

Prospettiva a medio termine

Se i volumi attuali degli invasi e delle falde garantiscono di superare senza grossi problemi l’estate, le proiezioni destano comunque preoccupazione: lo scenario tracciato evidenzia che con tutta probabilità, si arriverà ad inizio autunno con risorse idriche complessivamente al limite delle disponibilità. Per questo motivo, l’attenzione dell’Autorità e dell’Osservatorio dei soggetti gestori si sta già spostando sul periodo autunnale: confidando che piova sarà infatti fondamentale verificare se i prossimi mesi porteranno una ricarica sufficiente a ripristinare le riserve idriche, sia superficiali (invasate) che sotterranee, per garantire usi e risorsa per il prossimo anno.