Non soltanto incendi. La Protezione civile abruzzese è stata impegnata oggi anche in una delicata operazione legata agli effetti della siccità sul Gran Sasso, dove la mancanza d’acqua sta provocando conseguenze sempre più evidenti anche per gli animali presenti nelle aree montane. Una cisterna carica d’acqua è partita dall’Aquila alla volta di Farindola, in provincia di Pescara, con l’obiettivo di raggiungere le zone di montagna e riempire le vasche utilizzate per abbeverare gli animali al pascolo. Il problema è legato alle condizioni delle sorgive di Vado di Sole, sul Gran Sasso, che risultano completamente a secco a causa della siccità. Una situazione che aveva lasciato senza una fondamentale fonte di approvvigionamento idrico non soltanto gli animali degli allevatori, ma anche la fauna selvatica presente nel territorio.
Le sorgive di Vado di Sole sono a secco
La carenza d’acqua aveva determinato una situazione di forte criticità. Le vasche normalmente alimentate dalle sorgenti erano ormai vuote e gli animali al pascolo e quelli selvatici erano in estrema difficoltà. È stato quindi necessario organizzare un intervento specifico per trasportare acqua direttamente nell’area montana e consentire il riempimento delle vasche. L’operazione si è trasformata in un vero e proprio salvataggio di numerosi animali, reso particolarmente urgente dalle condizioni determinate dalla prolungata assenza di acqua nelle sorgenti.
Protezione civile, cisterna dall’Aquila verso Farindola
A coordinare l’intervento è stata la Pivec, una delle associazioni di volontariato ritenute meglio organizzate nell’ambito delle attività di Protezione civile. A mettersi direttamente alla guida del mezzo è stato lo stesso presidente dell’associazione, Thomas Malatesta, già impegnato in prima linea nelle operazioni di contrasto agli incendi che stanno interessando il territorio. La cisterna è partita dall’Aquila per raggiungere Farindola e portare l’acqua necessaria nelle zone di alpeggio, dove la situazione delle sorgenti aveva ormai reso indispensabile un intervento esterno.
Farindola apre il Coc e chiede aiuto
La richiesta di intervento era arrivata già nella serata di ieri alla Sala operativa della Protezione civile abruzzese, dopo la decisione del Comune di Farindola di aprire il Centro operativo comunale, il Coc, proprio per affrontare l’emergenza. La segnalazione indicava chiaramente la gravità delle condizioni degli animali nelle aree montane e la necessità di intervenire rapidamente con un rifornimento idrico. Alla richiesta di aiuto è stata data risposta praticamente in tempo reale, permettendo di organizzare il trasferimento della cisterna e l’approvvigionamento delle vasche rimaste prive d’acqua.
I ringraziamenti dei volontari e degli allevatori
Dopo l’attivazione dell’intervento sono arrivati i ringraziamenti di alcuni volontari di Farindola e degli allevatori nei confronti del direttore dell’Agenzia di Protezione civile, Maurizio Scelli. Nel messaggio viene sottolineato il particolare momento di difficoltà che sta interessando il territorio abruzzese, con la Protezione civile impegnata contemporaneamente su più emergenze. “Sappiamo che sono giorni di duro lavoro su più fronti, e deve essere orgoglioso di come noi Volontari ogni giorno cerchiamo di dare il massimo per affiancarla. Nel nostro comune purtroppo c’è un’altra emergenza, quella alpeggio. Le sorgive di Vado di Sole sono asciutte e animali al pascolo e quelli selvatici stanno soffrendo tantissimo. Il comune di Farindola ha aperto il Coc oggi e ha inviato alla Sala operativa la richiesta di aiuto per riempire le vasche di acqua”.
Emergenza acqua nelle aree montane del Gran Sasso
L’intervento di Farindola evidenzia una delle conseguenze più immediate della siccità nelle zone montane del Gran Sasso. La riduzione o il completo prosciugamento delle sorgenti può infatti trasformarsi rapidamente in un problema per gli allevamenti e per gli animali selvatici che dipendono da quelle risorse idriche. Nel caso di Vado di Sole, la situazione ha reso necessario il trasporto dell’acqua attraverso una cisterna per garantire il riempimento delle vasche e restituire agli animali una possibilità di abbeverarsi. La Protezione civile abruzzese, già impegnata sul fronte degli incendi, ha quindi dovuto affrontare contemporaneamente anche questa ulteriore emergenza, assicurando il supporto richiesto dal Comune di Farindola e intervenendo per fronteggiare una situazione divenuta particolarmente critica per gli animali presenti sul territorio.


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