Un caso di sospetta infezione invasiva da meningococco è stato segnalato a Genova, dove un paziente residente in città è ricoverato in rianimazione dopo un arresto cardiorespiratorio avvenuto in un quadro di grave insufficienza respiratoria. Gli accertamenti microbiologici hanno evidenziato una significativa presenza di Neisseria meningitidis, il batterio responsabile delle infezioni da meningococco. La situazione clinica ha portato i sanitari a ipotizzare un’infezione invasiva, anche se la manifestazione presentata dal paziente non appare riconducibile al quadro classico della meningite meningococcica. Sono in corso ulteriori verifiche diagnostiche per definire con maggiore precisione la natura dell’infezione e il sierogruppo del batterio coinvolto.
Gli accertamenti microbiologici dopo il ricovero in ospedale
A rendere nota la situazione è stata l’Irccs Azienda ospedaliera metropolitana di Genova, che ha spiegato in una nota il percorso seguito dai sanitari dopo il ricovero. Un paziente di 66 anni, residente a Genova, “è stato ricoverato presso il nostro ospedale a seguito di un arresto cardiorespiratorio occorso in un quadro di grave insufficienza respiratoria. Nel corso degli accertamenti microbiologici è stata rilevata, su campione di broncolavaggio, una significativa presenza di Neisseria meningitidis. Sono attualmente in corso gli ulteriori accertamenti diagnostici del liquido cefalorachidiano, e la determinazione del sierogruppo. Il quadro clinico e microbiologico ha determinato il sospetto di un’infezione invasiva da meningococco, con una presentazione clinica non riconducibile al quadro tipico di meningite. Attualmente il paziente è ricoverato presso il reparto di rianimazione ed è in corso la terapia antibiotica efficace”, ha spiegato l’Irccs Azienda ospedaliera metropolitana di Genova. Il ritrovamento del batterio attraverso il campione di broncolavaggio ha quindi fatto scattare un approfondimento diagnostico per valutare l’eventuale coinvolgimento sistemico dell’infezione. Gli specialisti stanno inoltre analizzando il liquido cefalorachidiano, un esame fondamentale nei casi in cui si sospetti un interessamento delle meningi o del sistema nervoso centrale.
In corso la terapia antibiotica: monitoraggio nel reparto di rianimazione
Il paziente resta attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione, dove è sottoposto a terapia antibiotica mirata. Secondo quanto riferito dalla struttura sanitaria genovese, il trattamento in corso è efficace e prosegue parallelamente agli ulteriori esami necessari per completare il quadro diagnostico. L’infezione invasiva da meningococco può manifestarsi con forme cliniche differenti e non sempre coincide con la classica meningite. Il quadro può infatti coinvolgere altri distretti dell’organismo, rendendo indispensabile un intervento tempestivo e un attento monitoraggio medico.
Attivata la sorveglianza epidemiologica e somministrata la profilassi ai contatti stretti
Parallelamente alla gestione clinica del paziente, sono state attivate tutte le procedure previste per la gestione epidemiologica del caso. La segnalazione è stata effettuata agli organismi competenti per consentire la presa in carico e valutare eventuali interventi di contenimento. “In conformità alle procedure nella mattinata odierna è stata effettuata la segnalazione/notifica al fine di consentire la presa in carico epidemiologica e l’eventuale attivazione delle procedure di contact tracing, ai contatti stretti del paziente è stata somministrata la profilassi come da linee guida”, ha concluso la nota dell’Irccs Azienda ospedaliera metropolitana di Genova. L’attivazione del contact tracing consente di individuare le persone che hanno avuto un contatto significativo con il paziente e valutare gli interventi necessari per ridurre il rischio di ulteriori casi. Ai contatti stretti, come previsto dalle procedure sanitarie, è stata quindi già somministrata la profilassi antibiotica secondo le linee guida vigenti.
Meningococco, gli approfondimenti proseguono per identificare il sierogruppo
Resta ora centrale l’esito degli ulteriori accertamenti, in particolare la determinazione del sierogruppo della Neisseria meningitidis, un elemento che permette di classificare il batterio responsabile dell’infezione e fornire informazioni utili anche sotto il profilo epidemiologico. Le autorità sanitarie continuano a seguire l’evoluzione del caso, mentre il paziente prosegue il percorso di cura nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale genovese.


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