“Oggi abbiamo 18mila satelliti che ruotano in orbita bassa: una quantità enorme, mentre altre decine di migliaia stanno per essere lanciati. Non possiamo fermare il progresso, ma dobbiamo valutarne i rischi per la ricerca sia da terra che dallo spazio e mitigarne gli effetti negativi facendo interagire scienza ed industria”. A dirlo è il Professor Pietro Ubertini, vicepresidente di COSPAR, a margine dell’edizione 2026 del Committee on Space Research, in corso fino all’8 agosto alla Fortezza da Basso di Firenze. L’appuntamento più importante al mondo dedicato alla ricerca, all’esplorazione e alle scienze spaziali riunisce oltre 3000 tra scienziati e imprenditori provenienti da 75 Paesi diversi, tra i più presenti da USA, Italia, Cina, Germania, Francia, Giappone ed India. Gli esperti si stanno confrontando su astrofisica, buchi neri e onde gravitazionali, esplorazione planetaria, interazione Terra-Sole, megacostellazioni satellitari, intelligenza artificiale applicata allo spazio, e tutti gli altri temi connessi con la ricerca spaziale. L’evento è stato reso possibile grazie all’impegno congiunto di Fondazione Destination Florence, Firenze Fiera, AIM Group International, COSPAR e INAF.
“Il congresso – spiega il Professor Ubertini – si è posto l’obiettivo di arrivare a fare una ricerca spaziale sostenibile per il pianeta. Le migliaia di satelliti lanciati in orbita interferiscono con le nostre ricerche: le scie che lasciano, così come la loro luminosità e le onde radio che producono, creano problemi costanti. La sfida degli scienziati e dei rappresentanti dell’industria chiamati a raccolta qui è quella di mitigare questi effetti”.
Anche per questo, secondo il Professore, “servono norme che consentano di non avere difficoltà in futuro, considerato che l’esplorazione spaziale viene portata avanti anche da privati con enormi capacità finanziarie, oltreché dagli stati. I 75 Paesi partecipanti hanno inviato un totale di 3.800 contributi scientifici, sulle più recenti ricerche, e di questo stiamo discutendo in Fortezza da Basso. Tornare a Firenze dopo 62 anni – ha concluso Ubertini – è anche un modo per omaggiare il grande lavoro che venne fatto dal sindaco La Pira, tra i primi promotori del COSPAR e desideroso di aprirsi alla ricerca scientifica spaziale tanto degli USA, quanto della Russia”.


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