Una piccola espulsione di massa coronale è diretta verso la Terra e potrebbe raggiungere il nostro pianeta oggi, 7 agosto. L’impatto, pur non essendo considerato particolarmente intenso, potrebbe provocare una tempesta geomagnetica classe G1 e aumentare le possibilità di vedere l’aurora boreale alle alte latitudini. La CME, acronimo di Coronal Mass Ejection, è descritta come di entità minore, ma il suo punto di partenza e la sua direzione la rendono particolarmente interessante. È infatti ben orientata verso la Terra e, se l’interazione con il campo magnetico terrestre sarà sufficientemente significativa, potrebbe innescare una tempesta geomagnetica classe G1, la categoria più bassa nella scala utilizzata per classificare questi fenomeni.
Che cosa può succedere oggi, 7 agosto
L’arrivo della CME potrebbe disturbare temporaneamente la magnetosfera terrestre, cioè la regione dello Spazio dominata dal campo magnetico del nostro pianeta. Per chi vive alle alte latitudini, la conseguenza più spettacolare potrebbe essere l’aumento delle probabilità di osservare l’aurora boreale. Non significa che lo spettacolo sia garantito ovunque o che l’aurora possa essere vista facilmente anche alle nostre latitudini: la possibilità dipende dall’effettiva intensità dell’interazione tra il flusso di particelle solari e il campo magnetico terrestre.
Il fenomeno atteso è comunque di livello contenuto. Una tempesta G1 corrisponde infatti a una perturbazione geomagnetica minore. L’interesse degli osservatori è soprattutto legato alla possibilità che l’attività solare renda l’aurora più visibile alle latitudini più basse rispetto a quelle in cui normalmente compare.
Che cos’è un’espulsione di massa coronale, o CME?
Un’espulsione di massa coronale è un’enorme nube di plasma e particelle cariche che viene espulsa dalla corona del Sole e può viaggiare nello Spazio a velocità molto elevate. Il Sole non è una sfera tranquilla: la sua superficie e la sua atmosfera sono attraversate da intensi campi magnetici. Quando questi campi subiscono determinate riconfigurazioni, possono liberare grandi quantità di energia e materiale nello spazio. Se una CME viene lanciata nella direzione della Terra, le particelle espulse possono raggiungere il nostro pianeta dopo aver attraversato lo Spazio interplanetario. È proprio quello che potrebbe accadere con la CME attesa oggi.
Che cos’è una tempesta geomagnetica?
Quando il materiale proveniente dal Sole raggiunge la Terra e interagisce con la sua magnetosfera, può provocare variazioni del campo magnetico terrestre. Si parla allora di tempesta geomagnetica. Le tempeste vengono classificate su una scala che va da G1 a G5, dove G1 indica una tempesta minore e G5 una tempesta estrema. L’evento previsto per oggi potrebbe quindi raggiungere il livello G1, senza indicare una situazione eccezionale. Anche una tempesta di questa intensità, tuttavia, può essere interessante per gli appassionati di astronomia perché può favorire la comparsa di aurore a latitudini elevate. Durante gli episodi più intensi, le tempeste geomagnetiche possono inoltre produrre effetti sulle infrastrutture tecnologiche, sulle comunicazioni radio e sui sistemi satellitari. Nel caso di un evento G1, si parla invece di una perturbazione relativamente contenuta.
L’aurora boreale
L’aurora boreale è uno dei risultati più spettacolari dell’interazione tra il Sole e la Terra. Quando particelle cariche provenienti dal Sole entrano in contatto con la magnetosfera terrestre, una parte di esse viene guidata lungo le linee del campo magnetico verso le regioni polari. Qui possono interagire con gli atomi e le molecole presenti nell’alta atmosfera. Queste interazioni producono luce, creando le caratteristiche tende luminose che possono colorare il cielo notturno di verde, rosso, viola o altre tonalità. Il fenomeno prende il nome di aurora boreale nell’emisfero settentrionale. Nell’emisfero meridionale, invece, si parla di aurora australe.
Dove sarà possibile vedere l’aurora?
Per l’evento atteso oggi, 7 agosto, l’attenzione è rivolta soprattutto agli osservatori situati alle alte latitudini. Una CME di piccola intensità non significa automaticamente che l’aurora sarà visibile ovunque: molto dipenderà da come e quanto intensamente il flusso di particelle interagirà con la magnetosfera. Per aumentare le possibilità di osservazione servono inoltre condizioni favorevoli: cielo sereno, poca illuminazione artificiale e un orizzonte libero. Il momento migliore, naturalmente, sarà quello in cui il cielo sarà sufficientemente buio.
Una piccola CME, ma puntata verso la Terra
L’aspetto più interessante dell’evento di oggi è proprio questo: la CME non è particolarmente potente, ma è ben diretta verso il nostro pianeta. Ed è per questo che gli osservatori delle alte latitudini sono invitati a prestare attenzione al cielo nella giornata di oggi 7 agosto. Se l’interazione con la magnetosfera sarà sufficiente, la piccola nube di plasma partita dal Sole potrebbe trasformarsi in una tempesta geomagnetica G1 e, soprattutto, aumentare le possibilità di assistere a uno dei più suggestivi effetti dell’attività solare: l’aurora boreale.


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