Una scossa di terremoto è stata registrata nel pomeriggio di oggi, martedì 18 agosto 2026, alle Isole Eolie, nel Mar Tirreno meridionale. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento sismico si è verificato alle 17:13, con una magnitudo ML 2.6 e un ipocentro localizzato a 10 chilometri di profondità. Il sisma si inserisce nella normale attività sismica di un settore del Mediterraneo particolarmente complesso dal punto di vista geologico e tettonico. Le Isole Eolie, infatti, non costituiscono soltanto uno dei più importanti sistemi vulcanici italiani, ma sorgono in un’area nella quale interagiscono strutture crostali, sistemi di faglie e processi geodinamici profondi. La profondità di 10 chilometri colloca l’evento odierno nella fascia tipica di numerosi terremoti tettonici registrati nell’area eoliana.
Il rischio sismico delle Isole Eolie
Quello eoliano è un territorio nel quale la pericolosità sismica non deve essere sottovalutata. Lo stesso INGV, analizzando una significativa sequenza verificatasi nel Tirreno meridionale nel marzo 2026, ha definito l’area prossima all’arcipelago come una regione caratterizzata da pericolosità sismica alta, richiamando sia la mappa nazionale di pericolosità sia i forti terremoti verificatisi in passato. Le Eolie possono inoltre risentire di terremoti che si verificano anche a una certa distanza dall’arcipelago. Gli scuotimenti generati in Calabria meridionale, Sicilia nord-orientale, Golfo di Patti e basso Tirreno hanno più volte prodotto effetti sulle isole nel corso della storia.
La forte sequenza sismica del marzo 2026 vicino ad Alicudi
Uno dei precedenti più recenti e significativi è quello del 21 marzo 2026, quando la Rete Sismica Nazionale registrò una sequenza nel Mar Tirreno meridionale, circa 15 chilometri a ovest di Alicudi. Alle 04:20 erano già stati localizzati 15 terremoti. I due eventi principali avevano raggiunto rispettivamente ML 4.6, con ipocentro a 29 chilometri, e ML 4.3, con profondità di 11 chilometri. Le altre scosse avevano magnitudo comprese tra 1.7 e 3.0 e profondità tra 10 e 27 chilometri. I terremoti più forti furono avvertiti nell’arcipelago delle Eolie e lungo la costa settentrionale della Sicilia fino a Palermo. L’INGV evidenziò inoltre come, osservando la sismicità strumentale dal 1985, nell’area siano frequenti terremoti anche superiori a magnitudo 4. Tra questi figura quello del 7 febbraio 2025, di magnitudo momento Mw 4.7, mentre un altro terremoto di Mw 4.7 era già avvenuto nella stessa regione il 7 settembre 2009.
I terremoti storici che hanno colpito le Eolie
La storia sismica dell’arcipelago è molto più lunga. L’INGV ricorda diversi eventi che, pur avendo origine in settori differenti, hanno prodotto effetti significativi sulle isole. Nel settore occidentale delle Eolie, in particolare tra Filicudi e Alicudi, terremoti importanti si verificarono nel 1892 e nel 1980. Nel settore orientale dell’arcipelago è invece documentato il terremoto che interessò Stromboli nel 1941, mentre Lipari e Salina furono interessate dagli eventi del 1926 e del 1939. Questi terremoti avevano magnitudo inferiori a 5 e provocarono danni generalmente lievi. Particolarmente importante fu il sisma del 28 maggio 1980, indicato dal catalogo storico con una magnitudo momento Mw 5.7. L’evento provocò ad Alicudi effetti valutati tra il VI e il VII grado della scala macrosismica MCS. Nella stessa area vengono ricordati anche due terremoti del 20 e 21 maggio 1957, rispettivamente di Mw 5.2 e Mw 5.3.
Il Tirreno profondo e i terremoti legati alla subduzione
La complessità sismica delle Eolie non si limita ai terremoti relativamente superficiali. Nel Tirreno meridionale vengono registrati anche terremoti estremamente profondi, dovuti alla presenza della porzione di litosfera che sprofonda sotto l’arco calabro. Un esempio significativo è il terremoto del 5 maggio 2004, di magnitudo locale ML 5.3, avvenuto a circa 255 chilometri di profondità nell’area eoliana. Questi eventi appartengono a un contesto geodinamico completamente differente rispetto ai terremoti crostali superficiali, ma confermano quanto il sottosuolo del Tirreno meridionale sia caratterizzato da una struttura tridimensionale estremamente articolata.
Il monitoraggio continuo dell’INGV nell’arcipelago
L’intero settore delle Isole Eolie è sottoposto a monitoraggio continuo attraverso la rete dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Nell’arcipelago sono presenti stazioni sismiche su tutte le principali isole e la rete viene integrata con le stazioni localizzate nella Sicilia settentrionale e in Calabria, permettendo una più precisa localizzazione degli eventi. La scossa delle 17:13 di oggi, con magnitudo 2.6 e profondità di 10 chilometri, rappresenta quindi un nuovo evento all’interno di un’area naturalmente sismica e costantemente sorvegliata, la cui evoluzione geologica è determinata dall’interazione fra faglie attive, vulcanismo e dinamiche profonde del Tirreno meridionale.



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