La terra torna a tremare in Sicilia, scuotendo il versante settentrionale dell’Etna. Alle ore 12:24 di oggi, 15 agosto 2026, l’INGV ha registrato un terremoto magnitudo 3.9. L’epicentro del sisma è stato localizzato a 7 km a Ovest da Linguaglossa (CT), 26 km a Nord/Ovest di Acireale e a 37 km a Nord del capoluogo etneo. La scossa si è originata a una profondità estremamente superficiale, pari a solo 1 km sotto la crosta terrestre.
Le cause dei terremoti nel distretto vulcanico etneo
Il vulcano siciliano rappresenta un sistema geologico estremamente dinamico, dove l’attività tettonica regionale si intreccia costantemente con le complesse dinamiche vulcaniche. Le scosse in questo settore, specialmente quelle confinate a profondità così ridotte come quella di 1 km registrata in questa occasione, sono tipicamente legate ai movimenti del magma sotterraneo e ai conseguenti riadattamenti della fragile struttura crostale. Il fianco dell’Etna è infatti attraversato da un intricato sistema di faglie attive che si muovono per assecondare la pressione dei fluidi magmatici o per il naturale e costante scivolamento del versante orientale del vulcano verso il mare Ionio. Questa continua deformazione del suolo culmina nel rilascio improvviso di energia elastica sotto forma di onde sismiche. Il territorio di Linguaglossa si trova collocato esattamente in una di queste critiche zone di transizione, dove lo stress tettonico incontra l’energia interna del vulcano.
La sismicità storica del versante Nord
L’area circostante il vulcano e la specifica zona pedemontana vantano un catalogo sismico particolarmente ricco di eventi, caratterizzato da scosse frequenti e talvolta capaci di provocare danni rilevanti al tessuto urbano. Storicamente, il settore settentrionale e orientale dell’Etna ha vissuto importanti e prolungate crisi sismiche, spesso associate a imminenti eruzioni laterali o a sciami sismici diffusi che durano per settimane. Gli annali scientifici documentano numerosi terremoti di magnitudo superiore a 4.0 che hanno colpito i comuni alle pendici della montagna, con cicli di attività tellurica che si ripetono a intervalli irregolari nel corso dei secoli.






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