Terremoto in Colombia, è strage: più di 110 morti. Il presidente dichiara lo stato di emergenza

Il bilancio della devastante scossa sale ad almeno 111 vittime e 87 feriti. Danneggiate 1.575 abitazioni, crollati 61 edifici. Sei aeroporti sono fuori servizio per i voli commerciali e un settimo ha riportato danni alla pista

La Colombia è in stato di emergenza dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese sudamericano nella giornata di oggi, lunedì 10 agosto 2026. Il presidente Abelardo de la Espriella, insediatosi da pochissimo alla guida del Paese, ha dichiarato ufficialmente l’emergenza nazionale mentre continua ad aggravarsi il bilancio della catastrofe. Secondo gli ultimi dati forniti dallo stesso capo dello Stato, il sisma ha provocato almeno 111 morti e 87 feriti, mentre la conta dei danni restituisce l’immagine di un territorio duramente colpito, con abitazioni distrutte, edifici crollati e pesanti conseguenze anche sulle infrastrutture sanitarie, scolastiche e dei trasporti. Il bilancio di almeno 111 vittime trova conferma anche nelle più recenti ricostruzioni internazionali sulla tragedia.

Terremoto in Colombia, almeno 111 morti e 87 feriti

La dimensione dell’emergenza è diventata evidente con il progressivo aggiornamento dei dati provenienti dalle aree interessate dal fortissimo terremoto. Il bilancio ufficiale comunicato dal presidente Abelardo de la Espriella parla al momento di 111 persone morte e 87 ferite. Si tratta di numeri ancora pesantissimi, accompagnati da un quadro particolarmente grave sul fronte dei danni materiali. Il terremoto ha infatti interessato numerose zone della Colombia occidentale, con le operazioni di soccorso e di verifica delle strutture che proseguono nelle località maggiormente colpite. Le cronache internazionali riferiscono che la scossa ha raggiunto una magnitudo 7.4 e ha avuto il proprio epicentro nell’area occidentale del Paese, nel dipartimento del Chocó. La violenza del sisma ha provocato crolli e danni estesi anche in importanti centri urbani, mentre le squadre impegnate nell’emergenza stanno operando nelle zone dove la situazione risulta più critica.

Stato di emergenza in Colombia dopo il devastante terremoto

Di fronte alla gravità della situazione, il neo presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha disposto lo stato di emergenza nel Paese. Per il capo dello Stato si tratta della prima grande emergenza nazionale affrontata dopo il recente insediamento. La dichiarazione consente alle autorità colombiane di concentrare mezzi e risorse sulla gestione della catastrofe e sulle necessità delle aree maggiormente danneggiate. Le operazioni stanno riguardando contemporaneamente il soccorso alla popolazione, la verifica degli edifici, il controllo delle infrastrutture strategiche e il ripristino dei collegamenti compromessi dal terremoto. La dichiarazione di emergenza nazionale da parte di De la Espriella è stata confermata dalle principali fonti internazionali che stanno seguendo in tempo reale l’evoluzione della situazione.

Colombia, 1.575 abitazioni danneggiate e 61 edifici crollati

Il quadro dei danni provocati dal terremoto in Colombia è estremamente esteso. De la Espriella ha precisato che sono 1.575 le abitazioni danneggiate dalla scossa. Di queste, 37 risultano completamente distrutte, mentre il presidente ha indicato complessivamente 61 edifici crollati. Sono numeri che descrivono soltanto una parte dell’impatto strutturale del terremoto, mentre continuano le verifiche nelle aree coinvolte e vengono valutate le condizioni degli edifici rimasti in piedi dopo la violentissima oscillazione del terreno. La presenza di numerosi immobili crollati costituisce inoltre uno degli aspetti più delicati dell’emergenza, soprattutto per le operazioni di ricerca e soccorso nelle zone maggiormente devastate.

Danneggiati 18 centri sanitari e 52 scuole

Il sisma non ha colpito soltanto le abitazioni. Il presidente colombiano ha infatti comunicato danni anche a numerose infrastrutture pubbliche essenziali. Sono 18 i centri sanitari danneggiati, un elemento particolarmente critico in una fase nella quale il sistema di assistenza deve contemporaneamente fare fronte alle conseguenze del terremoto e garantire le cure alle persone rimaste ferite. A questi si aggiungono 52 scuole che hanno riportato danni. La verifica delle condizioni strutturali degli edifici scolastici sarà quindi uno dei passaggi fondamentali prima di qualsiasi ritorno alla normale attività nelle zone interessate. Il presidente ha inoltre segnalato danni a 17 centri comunitari, ampliando ulteriormente il quadro delle strutture pubbliche colpite dalla scossa.

Terremoto in Colombia, danneggiate anche 18 strade

Particolarmente delicata è anche la situazione della rete dei collegamenti terrestri. Secondo i dati forniti dal capo dello Stato, sono 18 le strade danneggiate dal terremoto. I problemi alla viabilità possono incidere direttamente sulle attività di soccorso, soprattutto nelle aree più difficili da raggiungere. Proprio il carattere montuoso e in alcuni casi remoto di una parte dei territori interessati rappresenta una delle difficoltà aggiuntive nella gestione dell’emergenza. Le fonti internazionali hanno segnalato difficoltà operative soprattutto nelle aree rurali del Chocó, dove l’accessibilità costituisce un fattore determinante per la rapidità degli interventi. La priorità resta quindi garantire il passaggio dei mezzi di emergenza e raggiungere tutte le comunità interessate dalla scossa.

Sei aeroporti fuori servizio, danni anche a un settimo scalo

Il terremoto ha avuto conseguenze pesantissime anche sul sistema aeroportuale colombiano. Sei aeroporti hanno riportato danni alle infrastrutture e sono al momento fuori servizio per i voli commerciali, secondo quanto reso noto dal presidente De la Espriella. Un settimo aeroporto ha invece riportato danni alla pista. L’impatto sugli aeroporti rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’emergenza perché coinvolge direttamente i collegamenti con diverse aree del Paese proprio mentre è necessario spostare rapidamente personale, mezzi e materiali. Le sospensioni delle operazioni in diversi scali interessati dalla scossa sono state confermate anche dalle ricostruzioni internazionali, che segnalano problemi in aeroporti dell’area occidentale colombiana.

Una delle più gravi emergenze sismiche recenti per la Colombia

La magnitudo 7.4 attribuita alla scossa rende l’evento uno dei terremoti più potenti che abbiano interessato la Colombia negli ultimi anni. L’epicentro è stato localizzato nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento occidentale del Chocó, mentre il terremoto è stato chiaramente avvertito anche in grandi città come Cali, Pereira e Manizales. Il bilancio di 111 morti, insieme agli 87 feriti, ai numerosi crolli e ai danni registrati alle infrastrutture strategiche, delinea una catastrofe di dimensioni nazionali. La priorità nelle prossime ore resta la gestione dell’emergenza, con le autorità impegnate nella ricerca delle persone eventualmente ancora coinvolte nei crolli, nell’assistenza ai feriti e nell’accertamento della stabilità degli edifici. Il quadro dei danni è già enorme: 1.575 abitazioni danneggiate, 37 completamente distrutte, 61 edifici crollati, 18 centri sanitari, 52 scuole, 17 centri comunitari e 18 strade interessati, oltre ai pesanti problemi registrati in sette aeroporti del Paese. La Colombia affronta così una delle prove più difficili degli ultimi anni, mentre il presidente Abelardo de la Espriella ha posto il Paese in stato di emergenza per fronteggiare le conseguenze del terremoto e coordinare la risposta alla tragedia.