Una nuova scossa di terremoto magnitudo 4.8 ha colpito alle 10:37 di oggi la provincia di Granada, nel Sud della Spagna, causando 3 feriti, tra cui un minorenne trasportato in ospedale per accertamenti medici. L’evento sismico ha provocato danni strutturali a diversi edifici, costringendo le autorità a prendere misure preventive drastiche e immediate, come l’evacuazione totale dei celebri Palazzi Nasridi e dell’Alcazaba all’interno del complesso monumentale dell’Alhambra, con la conseguente sospensione di tutte le visite pubbliche. L’epicentro del sisma odierno è stato localizzato a Gojar, esattamente nella stessa area in cui già sabato scorso si era registrato un evento del tutto analogo, sempre magnitudo 4.8.
I dettagli della scossa e la gestione dell’emergenza
Secondo le rilevazioni diffuse dall’Istituto Nazionale di Geografia, il movimento tellurico ha avuto un ipocentro molto superficiale, fattore che ha amplificato notevolmente la percezione della scossa da parte di tutti i cittadini. L’onda sismica è stata avvertita in maniera distinta in tutta l’area metropolitana di Granada e in diversi comuni limitrofi come Malaga, Cordova, Jaen e Almeria. Con minore intensità, i tremori hanno raggiunto persino le località di Ciudad Real, Puertollano, Albacete e la capitale Madrid. Di fronte a questa emergenza, il presidente del governo regionale andaluso, Juan Manuel Moreno Bonilla, ha diffuso un messaggio chiaro sui social media per tranquillizzare e guidare la popolazione. Le sue parole sono state: “Si raccomanda la massima cautela. Gli esperti indicano che l’attività sismica e le repliche potrebbero continuare nella zona, ed è importante sapere come comportarsi in queste situazioni“. A seguito dell’evento e per garantire la massima sicurezza dei passeggeri, la metropolitana di Granada ha imposto una drastica riduzione della velocità dei treni, portandola a 30 km/h. Parallelamente, le forze dell’ordine hanno invitato i residenti a mantenere la calma, applicare le norme di autodifesa e tenersi a debita distanza dagli edifici per scongiurare il pericolo legato alla caduta di detriti.
Perché la terra trema nel Sud della Spagna
La regione andalusa e il bacino di Granada si trovano in una delle aree a maggiore pericolosità sismica dell’intera Penisola Iberica. Questa complessa dinamica geologica è dovuta principalmente alla continua e inesorabile interazione tra due enormi placche tettoniche: la placca euroasiatica e quella africana. Il margine di convergenza tra queste masse crostali genera uno stress costante che si accumula lungo i complessi sistemi di faglie attive presenti al di sotto della Cordigliera Betica. Quando la tensione sotterranea supera il limite plastico e di resistenza delle rocce, l’energia si libera in modo improvviso generando i terremoti. I movimenti di compressione in questa zona creano un reticolo di faglie molto frammentato, il quale favorisce il rilascio di energia attraverso scosse di magnitudo generalmente moderata ma quasi sempre superficiali. Questa scarsa profondità rende le onde sismiche particolarmente violente in superficie e potenzialmente distruttive per le infrastrutture locali.
La sismicità storica della provincia di Granada
La sismicità storica dell’area di Granada è ricca di eventi drammatici che confermano la natura geologicamente irrequieta di questo territorio. Sebbene gran parte delle scosse registrate regolarmente sia di lieve entità, gli archivi storici raccontano di catastrofi che hanno segnato profondamente il tessuto sociale e urbano della regione. Tra i disastri più impressi nella memoria collettiva si ricorda il tragico terremoto dell’Andalusia del 25 dicembre 1884, con epicentro nei pressi di Arenas del Rey. Quell’evento distruttivo, con una magnitudo stimata di 6.5, causò la devastazione di interi centri abitati e la perdita di quasi mille vite umane. Andando ancora più indietro nei secoli, i registri documentano il tremendo sisma del 1431, che ebbe il suo epicentro proprio a Sud della città e provocò danni strutturali gravissimi al complesso dell’Alhambra, rendendo necessarie massicce opere di ricostruzione che si protrassero a lungo.


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