La terra torna a tremare con intensità al confine tra la Toscana e la Liguria, scuotendo le province limitrofe. Oggi alle 05:49, la rete di monitoraggio dell’INGV ha registrato un terremoto magnitudo 3.7. L’epicentro è stato localizzato a soli 2 km a Nord/Est da Fosdinovo, in provincia di Massa-Carrara, a cavallo tra i centri abitati di Sarzana e Carrara. Il sisma si è sprigionato a una profondità di 10 km, un ipocentro relativamente superficiale che ha contribuito a rendere la scossa nettamente avvertibile dalla popolazione locale.
I sismografi hanno collocato l’origine dell’evento a 9 km a Nord/Ovest di Carrara, a 14 km a Nord/Ovest di Massa, a 18 km a Est di La Spezia, a 35 km a Nord/Ovest di Viareggio, a 50 km a Nord/Ovest di Lucca, a Nord/Ovest di Pisa a 56 km e a 69 km a Nord/Ovest di Livorno. Secondo il servizio INGV “Hai Sentito il Terremoto”, il sisma è stato nettamente avvertito dalla popolazione di Massa, Carrara, Sarzana, La Spezia, Santo Stefano di Magra, Pietrasanta, Aulla, Lerici, Ameglia e Castelnuovo Magra.
La tettonica e le faglie dell’Appennino settentrionale
Le cause alla base di questi improvvisi fremiti risiedono nella geologia dell’Appennino settentrionale, un’area da sempre sottoposta a complessi sforzi crostali. Le principali strutture tettoniche, che presentano evidenti segni di attività recente, consistono in grandi faglie estensionali che immergono sia verso Sud/Ovest che verso Nord/Est. Il blocco crostale di questo specifico settore appenninico viene costantemente tirato e lacerato da movimenti che creano una progressiva distensione del territorio, combinati con la presenza di ulteriori strutture trasversali a cinematica transtensiva destra. Quando le rocce sotterranee non riescono più a sopportare queste immense tensioni elastiche, si fratturano rilasciando in un istante l’energia accumulata nel tempo.
L’incessante sismicità storica della Lunigiana e Garfagnana
La fitta sismicità storica di questi territori riflette appieno la continua e inarrestabile dinamica delle faglie sottostanti. Il primo evento disastroso del XX secolo nella regione risale al 7 settembre 1920, un giorno fatale in cui un sisma di eccezionale violenza devastò la Garfagnana e la Lunigiana raggiungendo una magnitudo storica stimata in 6.5. Questa enorme liberazione di energia rase al suolo interi villaggi montani, mutando per sempre il volto del paesaggio. I movimenti tellurici non si sono certamente esauriti in quel decennio, come dimostra l’anno 2013, durante il quale l’INGV registrò oltre 21mila scosse in tutta Italia, una considerevole parte delle quali si raggruppò proprio in frequenti sciami lungo l’Appennino tosco-emiliano. Analizzando il passato più recente, la medesima area vicina a Fosdinovo si era già attivata il 25 marzo 2026, sprigionando un terremoto magnitudo 4.0 ad appena 3 km a Nord/Est dal paese.







Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?