Terremoto Indonesia, scossa di magnitudo 5.8 nel Sulawesi centrale | DATI e MAPPA

Una forte scossa di terremoto ha colpito il Sulawesi centrale alle 18:25. Il sisma, di magnitudo 5.8 secondo i dati INGV, ha avuto un ipocentro profondo circa 71 chilometri

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.8 ha colpito nelle ultime ore l’Indonesia, interessando in particolare l’area del Sulawesi centrale. Il sisma si è verificato alle 18:25 italiane, con un ipocentro localizzato a circa 71 chilometri di profondità, secondo i dati indicati dall’INGV. L’epicentro, come mostra la localizzazione riportata nella mappa, ricade nel settore centrale dell’isola di Sulawesi, in prossimità dell’area compresa tra il grande territorio insulare e il Mare di Celebes, all’interno di una delle zone geologicamente più articolate dell’intero arcipelago indonesiano. La magnitudo 5.8 colloca l’evento nella categoria dei terremoti capaci di produrre uno scuotimento significativo, soprattutto nelle aree più vicine all’epicentro. La profondità relativamente elevata dell’ipocentro, pari a 71 km, rappresenta tuttavia un elemento importante nella valutazione degli effetti: un terremoto profondo tende infatti a distribuire l’energia su una superficie più ampia rispetto a un evento molto superficiale, mentre l’intensità dello scuotimento percepito localmente dipende anche dalla distanza dall’epicentro, dalla natura dei terreni e dalle caratteristiche degli edifici.

Perché il Sulawesi è una delle aree più sismiche dell’Indonesia

Il Sulawesi si trova in un settore estremamente complesso dal punto di vista della tettonica delle placche. L’intera Indonesia è collocata lungo una vasta fascia di interazione tra differenti placche e microplacche, in un contesto nel quale convergenza, subduzione, compressione e grandi sistemi di faglie contribuiscono a produrre un’elevata attività sismica. La particolare forma dell’isola di Sulawesi riflette proprio questa storia geologica estremamente dinamica. Il territorio è stato modellato nel corso di milioni di anni dall’interazione tra blocchi crostali differenti, con deformazioni ancora oggi attive. Per questo motivo la regione è attraversata da importanti strutture tettoniche capaci di generare terremoti anche molto energetici.

Le grandi faglie del Sulawesi e la complessità tettonica dell’area

Uno degli elementi distintivi della geologia del Sulawesi centrale è la presenza di sistemi di faglie molto attivi. In quest’area le deformazioni della crosta non avvengono lungo un’unica struttura, ma sono distribuite attraverso una rete complessa di lineamenti tettonici. Tra le strutture più note del Sulawesi rientrano grandi faglie trascorrenti, lungo le quali porzioni della crosta si spostano lateralmente una rispetto all’altra. Questi movimenti consentono di assorbire parte delle enormi tensioni prodotte dalla convergenza tra i diversi blocchi tettonici che caratterizzano l’Indonesia orientale. Quando l’attrito impedisce temporaneamente alle rocce di scorrere, l’energia elastica continua ad accumularsi. Quando la resistenza viene superata, la rottura può verificarsi improvvisamente e liberare energia sotto forma di onde sismiche. È questo il processo fisico generale alla base dei terremoti tettonici. La situazione del Sulawesi è ulteriormente complicata dalla vicinanza di aree di subduzione e da numerose microplacche. Questo rende il quadro sismotettonico della regione particolarmente articolato e spiega perché terremoti con caratteristiche differenti possano verificarsi anche a distanze relativamente ridotte tra loro.

Sulawesi, una regione segnata da una lunga storia di terremoti

La scossa odierna si inserisce in una storia sismica particolarmente importante. Il Sulawesi è infatti una delle regioni dell’Indonesia maggiormente interessate da terremoti, proprio a causa della presenza di faglie attive e dell’interazione tra numerosi blocchi tettonici. Nel corso del tempo l’isola è stata interessata da eventi sismici anche molto forti, alcuni dei quali hanno prodotto conseguenze estremamente gravi. La vulnerabilità dell’area deriva dalla combinazione tra elevata pericolosità geologica, presenza di centri abitati in prossimità delle strutture attive e, in alcuni settori costieri, possibile esposizione anche agli effetti indiretti dei grandi terremoti. Uno dei principali insegnamenti della storia sismica del Sulawesi è che terremoti relativamente vicini possono avere caratteristiche profondamente differenti. Alcuni eventi nascono lungo faglie crostali superficiali, altri possono essere collegati a processi che avvengono a profondità maggiori.

Il rischio sismico dell’Indonesia e la posizione lungo la cintura del Pacifico

L’Indonesia è tra i Paesi con la più intensa attività sismica del pianeta. L’arcipelago si sviluppa lungo una vasta regione di contatto tra grandi sistemi tettonici, inserita nella cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, dove si concentra una quota rilevante dell’attività sismica e vulcanica globale. Questa posizione geografica determina una frequenza elevata di terremoti, dalle piccole scosse strumentali fino agli eventi di grande magnitudo. La presenza simultanea di sistemi di subduzione, faglie trascorrenti, collisioni tra blocchi continentali e deformazioni interne rende l’Indonesia uno dei laboratori naturali più complessi per lo studio della geodinamica terrestre. Il Sulawesi occupa un ruolo particolarmente delicato in questo sistema, perché si trova in una zona di transizione tra differenti domini tettonici. La crosta viene sottoposta a forze provenienti da più direzioni, determinando un quadro di deformazione molto più complesso rispetto alle aree dominate da una singola grande faglia.

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