La terra è tornata a tremare in Sicilia. Alle 07:47 i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato un terremoto magnitudo 3.1. L’epicentro del sisma è stato localizzato sull’Etna, a 10 km a Sud/Ovest di Linguaglossa e a circa 1,8 km a Sud/Est rispetto a Monte Nero, nel cuore del versante etneo. La scossa si è verificata a una profondità estremamente superficiale, stimata a 1,5 km. Il fenomeno rientra nella consueta e vivace attività che da sempre caratterizza il vulcano.
Perché la terra trema sull’Etna: le cause geologiche
L’area interessata dal terremoto odierno è pesantemente condizionata dalla presenza del vulcano attivo più alto d’Europa. I fenomeni sismici in questa zona sono intimamente legati alla dinamica magmatica e strutturale dell’intero edificio vulcanico. La risalita del magma all’interno dei condotti profondi esercita una pressione enorme sulle rocce circostanti, causandone la rottura. Questi eventi, definiti di natura vulcano-tettonica, si manifestano tipicamente con scosse molto superficiali, proprio come quella registrata in data odierna a circa 2 km di profondità. Il versante orientale e nordorientale dell’Etna è inoltre attraversato da un complesso e dinamico sistema di faglie attive, tra cui la nota faglia della Pernicana, che asseconda il continuo scivolamento del fianco del vulcano verso il bacino del mar Ionio. Questa combinazione di spinta magmatica sotterranea e di forte instabilità gravitazionale rende l’area una delle più attive dell’intera penisola italiana.
La sismicità storica del versante etneo
Analizzando gli archivi storici e geologici, emerge in modo inequivocabile come la provincia di Catania e i comuni montani convivano da secoli con eventi di questa specifica natura. La sismicità dell’area etnea è storicamente caratterizzata da sciami sismici frequenti e da singole scosse che, seppur assai raramente raggiungono le magnitudo distruttive tipiche degli Appennini, possono comunque generare danni significativi agli edifici in virtù della loro marcata superficialità. Un esempio piuttosto recente è il terremoto di magnitudo 4.9 avvenuto alla fine del 2018, che colpì duramente le frazioni di Fleri e Zafferana Etnea, provocando diffusi crolli e la conseguente evacuazione di numerose famiglie. Andando ancora più indietro nel tempo, la cronaca storica ricorda il violento sciame sismico del 1928, che anticipò e accompagnò la devastante eruzione responsabile della distruzione della città di Mascali. Anche il territorio di Linguaglossa ha affrontato nel corso dei decenni svariati episodi di scosse legate all’attivazione delle faglie locali, a conferma del fatto che il sussulto di questa mattina si inserisce in un quadro geologico in continua e inarrestabile evoluzione.






Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?